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LA PUNTEGGIATURA

5. Puntini di sospensione e parentesi

 

Devo ancora parlarvi dei puntini di sospensione e delle parentesi. Ci faremo aiutare, come al solito, da Olga e dal suo caporedattore. Cominciamo dai puntini di sospensione. Olga e il caporedattore ne hanno discusso nella sedicesima puntata:

CAPOREDATTORE: Brava, Olga! Hai portato a casa un’altra bella intervista!
OLGA: E non è un modo di dire… stavolta l’intervistato è venuto proprio a casa mia!
CAPOREDATTORE: È stato molto gentile…
OLGA: Eh sì.
CAPOREDATTORE: Ma allora, il telefono?
OLGA: Mi ha chiamato ora Salif. Finalmente hanno riattivato la linea.
CAPOREDATTORE: Meno male. Sono seccature inevitabili!
OLGA: Hai ragione. Senti Giulio, ho sbagliato a chiudere l’intervista così?
CAPOREDATTORE: (rileggendo) “Ci fermiamo qui, per ora… e aspettiamo la prossima opera del nostro artista…”. Qual è il tuo dubbio?
OLGA. I puntini di sospensione!
CAPOREDATTORE: Mi sembra che vadano bene. Creano un’attesa, prolungano la frase…
OLGA: Ero in dubbio. Meno male che ci sei tu…
CAPOREDATTORE: Ecco, anche per scrivere questa frase devi mettere i puntini alla fine… “Meno male che ci sei tu…”. Siccome poi non spieghi il motivo, servono i puntini!
OLGA: Il motivo è che mi hai dato un lavoro e mi dai sempre buoni consigli…
CAPOREDATTORE: (scherzando) Esagerata! Ho capito le tue qualità professionali e non voglio sprecarle! Tutto qui!

I tre puntini di sospensione (ricordatevi che devono essere proprio tre) nell’italiano scritto si adoperano per far capire che un discorso si interrompe, non si conclude. Naturalmente, un discorso interrotto è una cosa tipica della lingua parlata più che della lingua scritta: perciò, quando scriviamo, non dobbiamo usare spesso questi puntini di sospensione. Dobbiamo usarli solo per indicare un’interruzione, una sospensione che può dipendere da tante cose, e può esprimere imbarazzo (per esempio: “Veramente, non saprei...”), minaccia (per esempio: “Se ti prendo...”) o emozione (per esempio: “Allora... che cosa mi vuoi dire?”), e così via.

E adesso, passiamo alle parentesi. Vediamo come le usa Olga nella diciannovesima puntata:

OLGA: In ogni città che ho visitato ho lasciato il mio cuore e ho portato via un ricordo. Questo viaggio è stata l’esperienza più bella della mia vita (a parte, naturalmente, il mio matrimonio!).
Sì... le parentesi ci stanno bene, perché contengono un’indicazione in più, che in fondo non è indispensabile…

Olga dice benissimo: quella frase “a parte, naturalmente, il mio matrimonio!” è un’informazione in più, che in fondo non è indispensabile, quindi la mette tra parentesi. Abbiamo già detto che in grammatica questo tipo di frase si chiama inciso: è una frase che possiamo aggiungere o non aggiungere, e in ogni caso il senso generale del discorso non cambia. Mi raccomando, però: se aprite una parentesi, ricordatevi di chiuderla!

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai