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BENVENUTI IN CASA BA

20. Il dottor Fela

 


SCENA 0

ANNA: Ehi, ragazzi! Manca qualcosa a questa festa di laurea!

OLGA: Cosa?

ANNA: Sorpresa! (mentre sta per tirare fuori un oggetto… fermo immagine)

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

FELA: È inutile… non so come introdurre la mia tesi… non so cosa dire…

ANNA: Fela! Come va? Sei pronto per il grande giorno? Ci saremo tutti!

FELA: No. La discussione della tesi è dopodomani ma io mi sento confuso… il professore mi chiederà di fare un’introduzione cioè di iniziare con una spiegazione della mia tesi

ANNA: Vediamo se posso aiutarti… perché hai scelto una tesi su Léopold Sédar Senghor?

FELA: Perché volevo parlare di un uomo che è stato importante per il mio paese e per tutta l’Africa, perché mi piaceva l’idea di un poeta che è stato anche politico…

ANNA: Bene. E perché pensi che questo tuo studio su Senghor sia utile?

FELA: Perché è la riflessione di un giovane senegalese su alcuni problemi dell’Africa: il senso di appartenenza, l’orgoglio delle proprie origini…

ANNA: E allora caro Fela… la tua introduzione è già pronta!

FELA: Come?

ANNA: Basta che tu dica quello che hai detto a me ora… e sarà un successo!

FELA: Sei sicura?

ANNA: Certo, infatti ci sarò anch’io ad applaudirti!

FELA: Grazie, Anna! Ci proverò!

Più tardi…

SCENA 2

OLGA: Mi piace l’idea di realizzare uno speciale sulla cultura mediterranea…

GIULIO: Penso che ci sia molto da dire… Squilla il cellulare di Olga

OLGA : Scusami! Pronto? Salif? Come mai prima non mi hai risposto al telefono? Ah va bene… Ci vediamo a casa per cena… è già tutto pronto… ciao! Scusami… stavamo dicendo…

GIULIO: Vorrei una bella intervista a uno scrittore esperto di Mediterraneo…

OLGA: Che ne dici se intervistiamo Franco Rizzi… è appena uscita una sua pubblicazione, cioè questo libroMediterraneo in rivolta

GIULIO: Sì. L’ho letto. È interessante. Potremmo fargli parecchie domande sul tema del Mediterraneo…

OLGA. Provo a sentire se è disponibile allora…

GIULIO: Bene! Ah, Olga… non è mai successo ma stavolta… vorrei fare l’intervista insieme! È uno speciale importante per il nostro giornale… e sarà bello lavorare con te!

OLGA. Grazie, Giulio. Per me è un onore!

Nel pomeriggio…

SCENA 3

SALIF: Grazie, Luis. Avevo bisogno di aiuto ora che Karim è in Senegal e non volevo disturbare Fela… dopodomani è il grande giorno…

LUIS: Fela è molto emozionato…

SALIF: Il fatto è… che… scusa Luis… sono molto emozionato anch’io… mio nipote è come un figlio per me… e si laurea!

LUIS: Coraggio, Salif! Se Fela è arrivato fin qui, lo deve soprattutto a te!

SALIF: No. Lo deve alla sua forza, alla sua volontà… ecco… mi sono ripreso!

LUIS: Ho visto che stai preparando del materiale per l’associazione…

SALIF: Eh sì. Finalmente si comincia! Sono in società con un’agenzia di viaggi che vuole proporre un turismo diverso dalle solite vacanze…

LUIS: Piacerebbe anche a me andare in Senegal in questo modo… è diverso da tutti i viaggi...

SALIF: Sì è diverso, infatti noi vogliamo mostrare agli italiani il Senegal come lo vedono i Senegalesi… Beh, io ci tengo molto… non sarà facile…

LUIS: Se non ci riesci tu, non ci riuscirà nessuno!

Più tardi…

SCENA 4

TERESA: Come mai sei così concentrata Olga?

OLGA: Sto preparando una nuova intervista… per lo speciale del mese… si tratta di Franco Rizzi, un docente universitario di Storia dell’Europa e del Mediterraneo… non è facile preparare queste domande…

TERESA: Su cosa è lo speciale?

OLGA: Sul Mediterraneo. Vogliamo parlare dell’Europa e delle origini comuni con i popoli che si affacciano su questo mare…

TERESA: È vero… anche io e te siamo unite dalla nostra cultura mediterranea…

OLGA: Sì, il Mediterraneo ci unisce, infatti… guarda qui! ho messo le nostre due bandiere!

TERESA: Una giusta scelta! Paesi diversi… uniti dal Mediterraneo…

OLGA: Teresa, ricordati che dopodomani sera facciamo una piccola festicciola per Fela… è il grande giorno!

TERESA: Sì, certo. Ci sarò. Dov’è adesso?

OLGA: In camera a rileggere la tesi… è così preoccupato… e gli manca molto sua madre… non la vede da tempo…

TERESA: Lo capisco. Si prepara per una cosa importante e vorrebbe la persona più cara vicina… e Anna invece?

OLGA: Mi ha detto che cercava una sorpresa per Fela… è uscita!

Nel frattempo…

SCENA 5

Anna passeggia e curiosa tra le vetrine, scuotendo la testa, mostra di non trovare ciò che cerca.

Il giorno dopo…

SCENA 6

TERESA: Fela! Buongiorno! Come ti senti?

FELA: Se continuo così… non ci vado domani…

TERESA: Domani, quando sarai lì, passerà tutto e sarai bravissimo… ci hai lavorato tanto

FELA: Teresa, tu che sei insegnante, dammi qualche consiglio…

TERESA: Credici. Parla a te stesso, a tuo zio che crede in te. Pensa a Senghor, che ha fatto tanto per l’Africa. E apri la bocca. Il resto verrà da sé.

FELA: Sono sicuro che è un ottimo consiglio e lo metterò in pratica!

TERESA: Perché hai quel pacco sotto il braccio?

FELA: Perché faccio fare una copia della tesi… penso che a mia madre farà piacere riceverla…

TERESA: Bravo! Per una madre, un figlio che si laurea è una grande soddisfazione!

Più tardi…

SCENA 7

GIULIO: Prof. Rizzi, lei da venti anni ha aperto un dialogo fra gli studiosi di un'importante area del mondo con l'Uni-Med, l'Unione delle Università del Mediterraneo. Quali sono le iniziative che ha realizzato?

RIZZI: Innanzitutto va spiegato che UniMed è un’associazione a cui partecipano 81 università di tutto il bacino mediterraneo e si pone come una struttura di servizio per le università, nel senso che noi favoriamo la mobilità degli studenti, la mobilità dei professori, la mobilità dei ricercatori, poi facciamo anche una serie di progetti in comune e, cosa ancora più importante, cerchiamo attraverso le università di arrivare ad una comprensione tra le due rive del Mediterraneo, tra gli uomini e le donne delle due rive del Mediterraneo, migliore di quella che normalmente si ha

OLGA: Professore, come possiamo spiegare il cambiamento geopolitico che ha sconvolto il Mediterraneo, dai paesi del Maghreb alla penisola arabica? Chi sono le persone che stanno cambiando il volto di questi paesi?

RIZZI: Io credo che questi popoli avessero innanzitutto un bisogno di essere riconosciuti in quanto tali e quindi alla base di questo movimento c’è un processo che mira alla dignità dell’uomo. Il tunisino che si è ammazzato suicidandosi nella piazza di fronte al governatorato poteva suicidarsi a casa. Normalmente il suicidio è solitario. Il suicidio che è avvenuto è stato un suicidio nella piazza come atto politico. Ha voluto mandare un messaggio estremamente importante, e da lì è nato tutto il resto: ci sono stati altri morti, altri suicidi ma questo discorso della libertà, questo discorso della possibilità di esprimersi, questo discorso che è legato alla dignità dell’uomo, credo sia il discorso più importante che questi movimenti abbiano fatto… evidentemente ci sono altre cose che sono entrate in gioco, voglio dire, possiamo parlare a lungo… però credo che questo sia il centro

OLGA: Qual è il ruolo che ha svolto l’Europa nel Mediterraneo?

RIZZI: A mio avviso il modo con cui l’Europa guardava al Mediterraneo, alla riva sud del Mediterraneo, è completamente saltato. L’incertezza che noi abbiamo visto di politica, interveniamo o non interveniamo, non era un’incertezza di carattere tecnico, perché si sapeva perfettamente come intervenire, era un’incertezza di carattere concettuale, nel senso che ‘ come bisogna guardare questa rivoluzione?’ Certamente va verificata una cosa, va detta una cosa: che l’Europa non ha avuto nessun entusiasmo, non ha avuto lo stesso entusiasmo che si è visto nelle strade quando è caduto il muro di Berlino. Perché questo? Io credo che sia come se fosse stata presa di contropiede, come se non credesse ai suoi occhi, come se non credesse che degli Arabi potessero fare una rivoluzione senza aver bisogno di gridare contro l’Occidente e bruciare qualche bandiera israeliana

GIULIO: Grazie professore, per i temi da lei trattati che sono fondamentali per la nostra rivista “Il pianeta è uno”. Speriamo di rincontrarci un’altra volta!

RIZZI: Insciallah!

Quella sera…

SCENA 8

SALIF: Era da parecchio che non cenavamo tutti insieme!

OLGA: La famiglia Ba riunita… o quasi… manca solo Mariama!

FELA: Mi dispiace tanto che mamma domani non ci sia…

ANNA: Sarebbe bello se ti vedesse diventare “dottore”!

SALIF: Perché i laureati si chiamano ‘dottore’?

FELA: Non lo so bene… in realtà per etimologia la parola significa ‘persona che insegna’…

OLGA: Bravo, Fela! Conosci anche l’etimologia, cioè lo studio dell’origine delle parole…

SALIF: Olga è una giornalista e scrive in italiano, Anna e Fela sono stati capaci di laurearsi in una lingua che non è la loro, l’italiano… meritate tutti un applauso!

FELA: Io però non sono ancora laureato!

TUTTI: FELA!!!!!

OLGA: Io e Anna, dobbiamo toglierci qualche merito! L’italiano è una lingua importante anche in Croazia perché è parlato dell’8% dei suoi abitanti!

FELA: Spero solo che domani non mi sbaglierò e non comincerò a parlare in wolof!

SALIF: In quel caso vedrai le facce dei professori! Penseranno però che ti ispiri Senghor!

OLGA: Che peccato che Karim non sia tornato dal Senegal, vero!?

FELA: Come mai non è ancora tornato?

ANNA: C’è stato un imprevisto… uno sciopero delle compagnie aeree… purtroppo si perderà questo bel momento…

OLGA: e chi sarà? Scusate!

MARIAMA: Fela!

FELA: Mamma!

MARIAMA: Il mio dottore laureato, il mio laureato! E c’è anche mio fratello!

SALIF: Mariama! Ci hai fatto una sorpresa!

MARIAMA: Ve la meritate!

ANNA: Bè… ora siamo quasi tutti!

Il giorno dopo…

SCENA 9

TERESA: Ragazzi! La nostra vigile del quartiere, Lavinia, è tornata per parlarvi ancora della sicurezza sulle strade… è una questione molto importante! Grazie, Lavinia, per la sua presenza qui!

LAVINIA: Si figuri, professoressa, è un piacere essere qui con i giovani e spiegar loro l’importanza di questo argomento!

TERESA: Di cosa ci parlerà oggi?

LAVINIA: Vorrei spiegarvi quanto è importante avere sempre dei mezzi di trasporto che funzionano bene… la manutenzione del motorino o dell’auto è importantissima… ci si può salvare la vita così

RAGAZZO: Ma è vero che ora per ottenere il certificato di idoneità alla guida del ciclomotore occorre superare anche una prova pratica di guida, oltre a quella scritta?

VIRGINIA: esatto! La nuova normativa dice proprio così...

RAGAZZO: Ma il patentino preso in Italia vale anche all'estero?

LAVINIA: Il patentino preso in Italia vale in tutti i paesi dell'Unione Europea.

TERESA: Se andate sul sito www.istruzione.it troverete numerose iniziative a favore della sicurezza stradale come il sito www.noncicasco.it...

LAVINIA: E' vero, le scuole stanno facendo molto per informare i giovani sulla sicurezza stradale...

TERESA: Grazie, Lavinia! Anche oggi ci ha dato informazioni importanti per i nostri futuri motociclisti e automobilisti!

Nel frattempo…

SCENA 10

MARIAMA: Fela! Sei bellissimo vestito così!

FELA: Grazie mamma. Sono preoccupato ma tanto felice… che regalo mi hai fatto!

MARIAMA: Non potevo non esserci.

FELA: Mamma. Voglio essere utile alla mia famiglia e al mio Paese. Prima possibile.

MARIAMA: Tu lo sei già, Fela.

FELA: Senza di te e dello zio Salif non ce l’avrei mai fatta…

MARIAMA (lo abbraccia): Senza la tua forza non ce l’avresti mai fatta… ora sbrigati, ti aspettano tutti. È ora di andare, figlio.

Più tardi…

SCENA 11

ANNA: Ecco il dottor Ka Ba!

OLGA. Congratulazioni!

SALIF: Questo è mio nipote!

MARIAMA: Questo è mio figlio!

ridono

LUIS: Fela, sorridi!

Quella sera…

SCENA 12

ANNA: Ehi, ragazzi! Manca qualcosa a questa festa di laurea!

OLGA: Cosa?

ANNA: Sorpresa!

SALIF: Anna, cos’è?

TERESA: Come mai hai fatto questo regalo a Fela?

ANNA: C’è un motivo speciale. Si chiama feluca.

FELA: È il cappello universitario della tradizione italiana… è bianco, perché per la facoltà di Lettere deve essere di questo colore… ma non capisco perché gli hai tagliato la punta…

ANNA: Fela, mamma… è un mio omaggio alle lotte per l’Unità d’Italia… fanno così nelle università di Siena e Pisa… e sapete perché?

TERESA: Questo non lo so nemmeno io. Perché lo fanno?

ANNA: È in ricordo degli studenti morti nel 1848 nella Battaglia di Curtatone e Montanara. Molti di loro erano pisani e senesi. Portavano questo tipo di cappello e per fermare i soldati austriaci gli hanno tagliato la punta.

OLGA: E perché mai?

ANNA: Per mirare meglio quando dovevano sparare. Morirono in tanti, ma con la loro resistenza permisero alle truppe piemontesi di riorganizzarsi e il giorno dopo infatti vinsero la Battaglia di Goito. Da allora in quelle università si usa il cappello con la punta tagliata, in loro ricordo…

TERESA: È una storia bellissima…

OLGA: E un bellissimo regalo…

ANNA: Fela, te lo regalo con la punta tagliata perché ti sei laureato in questo Paese, nella lingua di questo Paese, e sono sicura che ti fa piacere ricordare la storia di altri giovani forti e appassionati come te, però…

FELA: Però?

ANNA: Il tuo cuore è senegalese… su questo cappello c’è anche la tua terra e quella di Salif!

OLGA: Ora mi metto a piangere…

FELA: Grazie…. Sorella!

TERESA: Avete mai incontrato una famiglia come la famiglia Ba?

Fine


 
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