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BENVENUTI IN CASA BA

16. C'era una casa tanto piccina...

 


SCENA 0

ANNA:Et voilà! Sarà esattamente così! C’è tutto quello di cui avete bisogno!

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

ANNA: Sono così emozionata di farti da testimone… avete già fissato la data?

LUCIA: Prima vorremmo essere sicuri di avere la casa!

ANNA: Fate bene a comprarvi una casa... conviene pagare un mutuo invece dell'affitto...

LUCIA: E' quello che abbiamo pensato, ma non è così facile...

ANNA: E la ricerca come va?

LUCIA: Ne abbiamo vista una molto carina, anche se piccola… c’è un soggiorno con angolo cottura, una cameretta che diventerà la stanza da letto e un bagno… per noi va benissimo!

ANNA: Ma certo…

LUCIA: La cameretta è un po’ piccola… forse bisognerebbe fare dei lavori…

ANNA: Basta vedere la piantina e vedere se c’è qualche muro che si può spostare o fare dei lavoretti…

LUCIA: Guarda, eccola!

ANNA: Mmmm… sembra carina… questo per esempio non è un muro maestro: si può spostare… ma avete già fatto una proposta all’agenzia?

LUCIA: Non ancora. Dobbiamo prima prendere un mutuo. Le banche a cui abbiamo chiesto informazioni non ci hanno convinto… abbiamo molto poco per l'anticipo e le rate dobbiamo pagarle io e Lorenzo un po' al mese...

ANNA: Sono sicura che la farete. Avete tutti e due uno stipendio fisso. L’importante è trovare un mutuo conveniente.

LUCIA: Stiamo cercando su internet… oggi ci sono tante società che concedono un mutuo anche on line… però non sappiamo ancora per quanti anni: quindici, venti, venticinque o anche di più... dipende dalla rata mensile e poi non sappiamo se è meglio un tasso fisso o uno variabile... insomma dobbiamo decidere ancora tante cose...

ANNA: Coraggio, Lucia!

LUCIA: Grazie... a proposito non mi hai ancora detto perché Olga è partita così all'improvviso?

ANNA: La nonna non stava molto bene e mamma è voluta partire subito...

LUCIA: Ha fatto proprio bene...

ANNA: Eh si, anche se per fortuna non era nulla di grave...

LUCIA: Meglio così!

Più tardi…

SCENA 2

FELA: Hai sentito Olga?

SALIF: Si, sua madre ha solo qualche problema dovuto all'età...

FELA: Meno male... ma allora zio, hai deciso? Hai telefonato a quella società di cui abbiamo parlato?

SALIF: Sì, è stata un’idea di Karim e la trovo molto buona… L'iscrizione all'Associazione Italia Turismo Responsabile (AITR) sarà molto utile per il mio progetto di turismo solidale... Dobbiamo rivolgerci a tutte quelle persone che hanno voglia di ammirare paesaggi e monumenti sconosciuti, ma anche scoprire il mondo nei suoi aspetti più autentici, fuori dagli schemi di un turismo tradizionale e di massa.

FELA: Un turismo di conoscenza, dove lo scambio interculturale è al centro dell'esperienza...

SALIF: Esatto, bravo Fela!

Nel frattempo...

SCENA 3

Nel pomeriggio…

SCENA 4

FELA: Ciao, zio!

SALIF: Ciao, Fela!

FELA: Di cosa avevi bisogno?

SALIF: Mi puoi dare una mano con i prodotti appena arrivati? Karim è in banca.

FELA: Certo! Sono in magazzino?

SALIF: Sì, ma prima, dimmi… tutto bene all’università?

FELA: Sì, oggi ho parlato con il professore. È stato interessante. Si occupa di geopolitica ma è un appassionato di lingua italiana. Mi ha spiegato molte cose sull’italiano. Sai che in epoca fascista non ci si poteva dare del lei ma solo del voi?

SALIF: Non lo sapevo. Epoca fascista? Cosa intendi?

FELA: Il 'ventennio fascista' che va dal 1922, anno in cui Benito Mussolini prese il potere, fino alla fine della dittatura nel luglio del 1943...

SALIF: E la tua tesi? Il professore la sta leggendo?

FELA: Sì.…

SALIF: Sono molto orgoglioso della tua tesi su Leopold Sedar Senghor… la passione della mia giovinezza…

FELA: Non è facile parlare di Senghor… è un personaggio dai molteplici interessi…

SALIF: Anche come poeta è stato sempre impegnato a parlare della sua idea di Africa… “E c'immergeremo amica mia in una presenza africana./ Mobili della Guinea e del Congo, solidi e lucidi scuri e sereni./ Maschere primordiali e pure alle pareti, distanti ma così presenti!/ Sedili d'onore per gli ospiti ereditari, per i principi del Paese Alto./ Profumi selvaggi, spesse trecce di silenzio/ Cuscini d'ombra e d'ozio, il suono d'una sorgente di pace…”

FELA: Zio! Come fai a saperli a memoria!

SALIF: Li ho imparati negli anni in cui andavo a scuola e non li ho più dimenticati… quando discuterai la tesi?

FELA: A ottobre…

SALIF: Sarò in prima fila!

FELA: Ma non intervenire!

Più tardi…

SCENA 5

LUCIA: Questa idea di Olga mi piace proprio!

ANNA: E’ l’Italia unita di mamma! Le piace conoscere la storia d’Italia e spesso ci ritrova qualcosa della Croazia…

LUCIA: Cosa, ad esempio?

ANNA: E’ lo spirito degli uomini che cercano l’indipendenza, una patria… sto rileggendo uno dei nostri poeti, che è stato anche un partigiano… Ivan Goran KovaÄ┬Źić… l’autore delle Poesie croate partigiane, ascolta, ti traduco un verso:

Il vostro canto mi restituisce la luce negli occhi forte come il popolo,

alto come il sole”.

LUCIA: Questi versi parlano di chi combatte per la propria patria… Sono versi bellissimi… molto emozionanti…

ANNA: E poi mamma mi ha parlato di una poesia che racconta di un patriota italiano morto anche lui combattendo, insieme a trecento suoi compagni. Vuoi sentire l’inizio di questa poesia? Si chiama “La spigolatrice di Sapri”

LUCIA: Certo!

ANNA: “Eran trecento: eran giovani e forti: e sono morti! Parla di un’impresa fatta da un eroe del Risorgimento. Sperava di arrivare a Sapri, una cittadina dell’Italia del sud, e suscitare una rivolta del popolo per liberare quella parte dell’Italia… ma non fu così…

LUCIA: Come si chiamava?

ANNA: Carlo Pisacane…. Ecco il suo ritratto… anzi, lo metterò qui… a Sapri…

LUCIA: Brava, Anna! Tua mamma sarà contenta... la sua passione per la storia italiana è contagiosa...

ANNA: Eh già!

Nel frattempo…

SCENA 6

FELA: Uff… ma quanti prodotti sono arrivati?

LORENZO: Ehi, Fela!

FELA: Lorenzo! Che piacere… come mai da queste parti?

LORENZO: Sono andato a parlare con un notaio qui vicino e sono passato a vedere se eri qui da tuo zio…

FELA: Hai fatto bene! Mio zio mi ha messo al lavoro, come vedi…

LORENZO: Non ti annoi con Salif…

FELA: Assolutamente! E tu? Che ti ha detto il notaio?

LORENZO: Mi ha spiegato come dobbiamo fare per fare il compromesso per la casa, ma devo ancora trovare una banca che ci conceda un buon mutuo…

FELA: Hai provato a cercare on line?

LORENZO: Qualcosa… ma non ho deciso nulla…

FELA: Se ti va cerchiamo un po’ insieme…

LORENZO: Magari!

FELA: Prima però devo finire di sistemare questi prodotti...

Il giorno dopo…

SCENA 7

VALERIA: Mi fa piacere darti una mano visto che non c'è Olga e devi pensare tu alla casa...

ANNA: Grazie Valeria, sei un'ottima amica... Accidenti, c’è una macchia!

VALERIA: Al prossimo lavaggio vedrai andrà via...

ANNA: Lo dico sempre di usare il detersivo naturale che vende Salif… è ottimo!

VALERIA: Pazienza! Mettiamo a posto le pentole?

ANNA: Va bene. Eccole qui, sono lavate e asciutte e anche le padelle.

VALERIA: Dov’è la brocca dell’acqua?

ANNA: È lì. Nel pensile in alto a destra.

VALERIA: Ecco qua.

ANNA: Certo che non è facile gestire una casa…

VALERIA: Eh no… specialmente quando manca il capo…

ANNA: Hai ragione... chissà Lucia… quando avrà la sua casa… lei è così attenta… ama i particolari…

VALERIA. È vero… vedrai che avrà una casa molto carina…

ANNA: Mi piacerebbe darle una mano… lei e Lorenzo hanno trovato una casa ma è piccolina… dovranno fare qualche lavoretto…

VALERIA: Potresti darle qualche consiglio… è il tuo lavoro…

ANNA: Lo farò… la casa ha solo un soggiorno con angolo cottura e una cameretta… e poi il bagno… Certo, noi siamo fortunati… la nostra casa è abbastanza grande… il soggiorno è spazioso, ognuno di noi ha la sua stanza da letto… e abbiamo un bagno molto comodo… Certo è sempre occupato perché siamo tanti!

VALERIA: E tu ci passi molto tempo!

ANNA: A proposito… vado a prepararmi… dopo ho un appuntamento con un architetto, amico dei genitori di Karim… voglio chiedere qualche consiglio per il mio lavoro…

VALERIA: Ottimo!

ANNA: Ci metto un secondo, così poi usciamo insieme!

Più tardi…

SCENA 8

SALIF: Credo che dovremo proporre vari tipi di viaggi... viaggi culturali... viaggi nella natura... viaggi a piedi... viaggi di vacanza... viaggi a tema... viaggi di istruzione... ne devo parlare con Karim... identificare i diversi percorsi sarà il suo compito quando andrà in Senegal...

Nel frattempo…

SCENA 9

ANNA: Architetto Shojai.

ARDESHIR SHOJAI KAVEH : Oh, buongiorno.

ANNA. Buongiorno, io sono Anna e la ringrazio per aver accettato questo incontro, Lei come me si è laureato in architettura in Italia. Come mai ha scelto questo paese?

ARDESHIR SHOJAI KAVEH : Questa è una cosa molto interessante, perché negli anni ‘60 lei deve sapere in Iran, specialmente in Iran dominava la cultura italiana, cultura dell’arte italiana, del cinema, della musica, dell’architettura, io ero un liceale, già eravamo sotto questo desiderio di imparare di cose italiane perché c’era anche un po’ somiglianza di culture, di rapporti e allora io non vedevo l’ora di finire il liceo, facevo il liceo scientifico, venire in Italia e seguire in special modo quando leggevamo qualcosa di Brunelleschi, Leonardo da Vinci, Michelangelo, era il massimo chiedere dalla vita. Sono venuto in Italia, è stato molto faticoso studiare all’Università, una lingua che non è tua, ci mettevamo a piangere certe volte sui libri ma poi alla fine siamo riusciti.

ANNA: Ha mai progettato di andare a lavorare in Iran?

ARDESHIR SHOJAI KAVEH : Vedi quando uno vive all’estero, uno come me, come tanti, come noi stranieri, si vive due vite, una volta soffri per l’Italia, una volta soffri per l’Iran, una volta gioisci per l’Italia, una volta gioisci per l’Iran hai due tipi di amore, due tipi di sofferenza, tutto è doppio.

Ho fatto diversi tentativi per andare in Iran a lavorare ma solo che non sono riuscito a rimanere lì, perché avevo la mia vita a Roma. Sono venuto in Italia nel 1970. Lei può capire che ho tantissime storie qua.

ANNA: Dopo tanti anni, quanto è forte il suo legame con la sua cultura e quanto influisce nel suo lavoro di architetto?

ARDESHIR SHOJAI KAVEH : Io leggo due quotidiani, uno italiano, uno iraniano. Sono informatissimo continuamente con tutto quello che succede in Iran, anche politicamente, perciò è quella cultura, non si può negare.

Io quando facevo l’Università, con il mio maestro Sacripanti, mi ricordo era nel ’74 una volta mi ha visto i progetti, allora mi guardò e disse “ma tu sei svedese?” dico

“ no, professore perché? sono persiano, sono iraniano” “ no dimmi persiano perché

un tuffo nella memoria di Persia, ma scusa perché metti tutti questi vetri, vetri, vetri?” dico “ è architettura moderna.” “ no ti devi tuffare nella tua memoria, vedere i bagagli culturali che hai, se vuoi lavorare con me devi imparare prima,tuffarti nella memoria conoscere le tue cose di origine, dopo vediamo cosa puoi fare” . E lì ho imparato che è vero, non posso alzare la matita sulla carta non pensando al mio passato, alla mia infanzia, ai miei ricordi: e’ stato un grande insegnamento il mio maestro.

ANNA: Senta io sono molto interessata all’architettura biocompatibile, anche Lei pensa che sia il futuro delle nostre città?

ARDESHIR SHOJAI KAVEH : Certamente, senza ombra di dubbio, è una cultura che deve essere divulgata alla grande, io posso dire una cosa che negli anni 70 la facoltà di architettura di Roma era dominata da grandi progettazioni sul cemento armato. Il cemento armato era il padrone totale della creatività nostra.

C’erano gli slogan che dicevano “ peccato che il cemento non prende il fuoco” , noi studenti ridevamo, ma chi sono questi pazzi che dicono il cemento non prende fuoco. Oggi, con tanti anni di esperienza ti posso dire che è uno slogan bellissimo “ peccato che il cemento non prende il fuoco”, io quando vado in cantiere e getto il cemento, mi creda veramente mi fa intristire perché è un sarcofago per la natura, per la terra, lo so benissimo che la terra muore.

ANNA: Grazie mille, mi ha offerto molti spunti per il mio futuro di architetto.

ARDESHIR SHOJAI KAVEH : Prego, buon lavoro.

ANNA: Grazie

Il giorno dopo…

SCENA 10

LORENZO: Forse ce la facciamo… il mutuo che ho trovato con Fela mi sembra molto conveniente…

LUCIA: Quando ci daranno la risposta?

LORENZO: Spero presto. Devono controllare i nostri redditi.

LUCIA: Se tutto va bene… presto potremo firmare il contratto…

LORENZO: Poi dovremo fare dei lavori…

LUCIA: È vero… non so proprio da dove cominceremo…

LORENZO: Forse dovremo rivolgerci a un esperto… ma… non abbiamo molti soldi…

LUCIA: Beh… prima compriamo la casa e poi vedremo…

Più tardi…

SCENA 11

FELA: Dobbiamo sbrigarci o arriveremo tardi per il film… Dov’è Mansur?

SALIF: È in bagno, davanti allo specchio, a lavarsi i denti… da quando gli hai insegnato bene come si fa non si stacca più dal lavandino

FELA: Orsetto lavatore! Zio, non prendi la sua giacca nell’armadio?

SALIF: Subito. (tra sé) Olga, mi manchi... In quale sportello l’hai messa?

FELA: Vicino a quello della biancheria

SALIF: Ecco fatto. Adesso però andiamo a prendere Mansur o vedremo solo la fine del film!

Poco dopo…

SCENA 12

ANNA: Et voilà! Sarà esattamente così! C’è tutto quello di cui avete bisogno!

LUCIA: Non è possibile!

LORENZO: È la nostra casa!

ANNA: Ho realizzato un modello in scala per farvi vedere le modifiche possibili… Con questa scaletta interna avrete un letto soppalcato e lo spazio aumenta. E spostando questo muro ottenete un piccolo ripostiglio…

LUCIA: È bellissima!

ANNA: I lavori non costeranno molto. Conosco delle ditte molto economiche fra cui potete scegliere… e l’architetto è gratis!

LORENZO: Brava Anna! Sei una grande architetta!

LUCIA: E una meravigliosa amica!

Continua…


 
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