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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

BENVENUTI IN CASA BA

15. Viva le donne!

 


SCENA 0

OLGA: Ed ecco qua… finalmente completo! Ci sono proprio tutte…

ANNA: Mamma! Ma che cosa è?

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

KARIM: Che belle foto che hai fatto in viaggio, Anna!

ANNA: E’ stata un’esperienza bellissima questo viaggio in Italia…

KARIM: Non posso dimenticare la faccia di tua madre quando sono arrivato a Napoli…

ANNA: E nemmeno il nostro bellissimo viaggio a Roma…

KARIM: Purtroppo adesso dobbiamo pensare al lavoro…

ANNA: Sei preoccupato?

KARIM: No, però voglio fare un altro colloquio di lavoro. Lo faccio soprattutto per i miei che hanno passato tanti guai…

ANNA: Fino ad ora non l'hai mai fatto... raccontami della tua famiglia...

KARIM: Per parlare di loro devo parlare del mio paese: in Algeria si è combattuta una delle guerre di liberazione più cruente che si concluse solo nel 1962...

ANNA: Allora i tuoi genitori erano giovani...

KARIM: Si, giovani studenti pieni di speranza... ma l'entusiasmo durò poco, iniziò un periodo di forte contrapposizione politica e di violenze... io ero piccolo e così i miei genitori hanno deciso di venire in Italia...

ANNA: Ora tua madre lavora come medico in un ospedale italiano...

KARIM: Si, ma non è stato facile... una volta in Italia per prima cosa ha frequentato dei corsi di lingua italiana, poi si è iscritta a Medicina e infine si è laureata…

ANNA: Tua madre è stata una donna molto forte. Adesso vivete meglio e tu le dai tante soddisfazioni…

KARIM: Tu, invece, cosa pensi di fare adesso?

ANNA: Voglio trovare anch’io un buon lavoro. Dopo l’esperienza in Svizzera pensavo sarebbe stato più facile…

KARIM: E ci riusciremo. Tutti e due, insieme!

ANNA: Ne sono sicurissima, Karim!

Più tardi…

SCENA 2

SALIF: Buongiorno, amore

OLGA: Buongiorno, caro, come mai qui?

SALIF: Sono venuto a farti una sorpresa…

OLGA: Ma certo e… che cosa nascondi dietro la schiena?

SALIF: La tua sorpresa… Una busta di cornetti appena sfornati.

OLGA: Ah che bella sorpresa! Ci voleva proprio!

SALIF: Lavori sempre molto e ti sei meritata un premio…

OLGA: Grazie, amore!

Nel pomeriggio…

SCENA 3

KARIM: Pronto? Buongiorno… chiamo per quell’inserzione… sì… sono disponibile per un colloquio quando volete. Okay… Volevo sapere… quale sarebbe l’orario di lavoro? Va bene. Ho capito. Allora a domani? A che ora? alle 16. Va bene. Mi segno l’indirizzo. Va bene. A domani. Grazie, arrivederci!

Poco dopo…

SCENA 4

OLGA: Anna! Come al solito in ritardo…

ANNA: Scusami… cercavo una cosa su internet e ho fatto tardi…

OLGA: Dove andiamo? In centro?

ANNA: Oh sì, ho proprio voglia di passeggiare un po’.

OLGA: Ricordi quando eri piccola? Ti piaceva tantissimo camminare. A volte andavamo da casa nostra fino alla cattedrale a piedi…

ANNA: Amavo la cattedrale di Zagabria… mi sembrava così maestosa quando ero piccola…

OLGA: Ricordi la zia Dranka che abitava proprio lì vicino?

ANNA: No…

OLGA: Che peccato! Ti voleva tanto bene… il problema è che tu hai vissuto in campagna con la nonna e non hai più frequentato la nostra famiglia a Zagabria…

ANNA: È vero. Stavo bene dalla nonna ma non frequentavamo nessuno…

OLGA: La zia Dranka e sua sorella Aleksandra… che donne eccezionali…

ANNA: In famiglia siamo quasi tutte donne… la nonna ha tre sorelle e io ho tante cugine….

OLGA: È vero. Un giorno mi piacerebbe riunire tutte le donne della nostra famiglia…

ANNA: Sarebbe bellissimo… passa il tempo e rischio di dimenticare tante cose della nostra terra ..

OLGA: Quest’estate vorrei portare Mansur a conoscere sua nonna…

ANNA: Adesso conosce tutti i suoi parenti senegalesi… è ora di portarlo in Croazia!

OLGA: Lo faremo! E ora forza! Andiamo a cercare i tuoi jeans!

Nel frattempo…

SCENA 5

SALIF: Quindi domani avrai il colloquio?

KARIM: Sì, ma sono molto preoccupato. È la prima volta che ho un colloquio di lavoro e non so cosa mi chiederanno…

SALIF: Di solito vogliono capire chi sei, se hai esperienze lavorative… forse ti chiederanno il permesso di soggiorno…

KARIM: Sì ma… non lo so… in questo periodo non mi sento in grado di affrontare un colloquio…

SALIF: Ma certo che sì! Si tratta di domande semplicissime… facciamo una prova…

KARIM: Una prova?

SALIF: Già! Immagina che domani sia al colloquio. Le domande te le faccio io…

KARIM: Tu?

SALIF: In fondo sono il tuo attuale datore di lavoro, anche se non hai dovuto sostenere un colloquio…

KARIM: Va bene… magari è un’idea… così mi passa l’agitazione…

SALIF: Allora… Lei come si chiama?

KARIM: Karim Djebar.

SALIF: Quando è nato?

KARIM: Il 13 settembre 1987

SALIF: Ah, quindi lei ha 24 anni….

KARIM: Sì.

SALIF: Attualmente ha un’occupazione?

KARIM: Sì. collaboro con il signor Salif Ba, nel suo negozio di commercio equo e solidale

SALIF: Altre esperienze lavorative?

KARIM: No, questa è l’unica.

SALIF: Ha il permesso di soggiorno?

KARIM: Certo….

SALIF: Che studi ha fatto?

KARIM: Sono laureato in Economia e Commercio…

Intanto Anna…

SCENA 6

ANNA: Dunque… voglio riprendere i contatti con mia cugina Helena…

Cara Helena, ti ricordi di me? Da bambine giocavamo sempre insieme nel cortile della nonna… io ormai vivo in Italia con mia mamma. Mi sono laureata qui, in Architettura. Mia mamma si è sposata con Salif, una persona eccezionale. Quest’estate io e mia madre torneremo sicuramente in Croazia… che ne dici di tenerci in contatto? Con affetto, Anna

Poco dopo…

SCENA 7

ANNA: Mamma! Mi presti il vocabolario?

OLGA. Certo. È lì. Cosa cerchi?

ANNA: Ho un dubbio su un plurale. Si dice ‘psicologi’ o ‘psicologhi’?

OLGA: Psicologi.

ANNA: Ecco. Tu sai l’italiano veramente meglio di tutti noi… però è strano, non trovi? Il plurale di cuoco è cuochi e invece il plurale di medico è medici… E perché il plurale di fungo è funghi e invece il plurale di psicologo è psicologi? Al singolare finiscono allo stesso modo…”

OLGA: Sinceramente non so spiegarti il perché, però è così!

ANNA: Mi fido.

OLGA: Però cerca sul vocabolario. È uno strumento prezioso e i dubbi sulla grammatica sono sempre tanti….

ANNA: Va bene. E tu cosa fai?

OLGA. Preparo l’intervista ad Anilda Ibrahimi, e una scrittrice molto interessante…

ANNA: Mi piacciono le donne eccezionali, come te, mamma!

OLGA. Grazie! A proposito di donne eccezionali… finalmente ho aggiunto una donna sulla mia Italia unita!

ANNA: Fammi vedere… chi è?

OLGA. È Anita Garibaldi, la compagna dell’Eroe dei due Mondi…

ANNA: Com’era bella!

OLGA: Era anche molto coraggiosa… ha avuto una vita avventurosa, accompagnava sempre Garibaldi, ha combattuto insieme agli uomini, ma ha avuto anche tanti figli… ed era una cavallerizza incredibile…

ANNA: Accidenti, che donna!

OLGA. Ma non è stata la sola eroina del Risorgimento... c’era una donna che ha fatto da infermiera nelle spedizioni garibaldine... si chiamava Jessi White Mario ma la chiamavano Miss Uragano.... poi si è dedicata a fare ricerche sulle condizioni di vita dei poveri napoletani e dei minatori delle solfatare siciliane... ed è diventata una bravissima giornalista!

ANNA. Come te, mamma!

OLGA: Non esageriamo... è che spesso queste donne restano in ombra…

ANNA: A proposito di donne… ho scritto a mia cugina Helena… voglio ritrovare le donne della nostra famiglia… non voglio perdere i contatti…

OLGA: Brava, Anna!

Nel frattempo…

SCENA 8

SALIF: Quali lingue straniere conosce?

KARIM: Conosco la mia lingua madre, l’arabo, e il francese, che è molto diffuso in Algeria, e poi ho una buona conoscenza dell’inglese.

SALIF: A che livello?

KARIM: Ho una certificazione di livello B1, e parlo italiano, naturalmente.

SALIF: A questo punto fai qualche domanda anche tu… chiedi l’orario… per esempio…

KARIM: Giusto! Quale sarà eventualmente l’orario di lavoro?

SALIF: Dalle 9 alle 17 con un’ora di pausa pranzo.

KARIM: Il contratto è a tempo determinato o indeterminato?

SALIF: È a tempo indeterminato.

KARIM: E qual è la retribuzione mensile?

SALIF: Karim! Quante domande! Sono io l’intervistatore, eh!!!

Il giorno dopo…

SCENA 9

ANNA: Ecco qua… tutto pronto!

OLGA: Buongiorno, amore! Cosa fai?

ANNA: Preparo una maschera di bellezza!

OLGA: Da sola?

ANNA: Sì, con ingredienti genuini.

OLGA: Anna! Hai un’idea dietro l’altra! Cosa serve?

ANNA: La camomilla… che ho già messo in infusione… la farina di orzo, si mescola bene tutto… dovrebbe venire fuori una crema

OLGA: Magnifico! Anche se non hai bisogno di maschere di bellezza… sei già talmente bella!

ANNA: Grazie, mammina! Ah, tranquilla, Mansur lo prendo io!

OLGA: Grazie! A stasera!

Nel pomeriggio…

SCENA 10

OLGA: Anilda Ibrahimi, lei vive in Italia ormai da molti anni e ha già scritto due libri in lingua italiana. Ma quali sono state le prime situazioni che lei ha affrontato in Italia?

ANILDA IBRAHIMI: Io arrivai in Italia nel 1997 dopo una prima migrazione in Svizzera, dove ero rimasta per più di tre anni; ero tornata in Albania, perché volevo fare la giornalista, avevo cominciato a lavorare, sono rimasta pochissimi mesi. Mi trovai in Italia con tanti altri giornalisti evacuati e avevo pensato di fermarmi pochissimo, finché la situazione non si fosse calmata e poi sarei rientrata, e poi - come si dice a Roma - che a me piace tantissimo quell’espressione, mi sono fermata “un attimino”, un attimino che dura fino ai giorni d’oggi.

OLGA: Per un periodo ha collaborato con il Consiglio Italiano per i Rifugiati. Ci può parlare di questa esperienza?

ANILDA IBRAHIMI: Io arrivai al Consiglio Italiano per i Rifugiati in un momento che si lavorava con un pezzo di legge Martelli. Non c’era ancora in Italia una legge sull’asilo politico e questa esperienza mi è molto, molto cara.

OLGA: Cosa conosceva dell’Italia quando ancora viveva in Albania?

ANILDA IBRAHIMI: Quando vivevo in Albania conoscevo la letteratura, tanto è vero che in Italia ho scoperto il piacere di leggere il mio scrittore preferito, Italo

Calvino, in originale. Conoscevo l’arte, conoscevo tante altre cose belle…

OLGA: Quando ha cominciato a scrivere in italiano?

ANILDA IBRAHIMI: Io ho cominciato a scrivere in italiano dopo dieci anni che vivevo in Italia, ho impiegato dieci lunghissimi anni, che mi sono serviti per imparare benissimo la lingua. La lingua, poi, è (fatta di) tante cose, la lingua è fatta anche di sottintesi, di sfumature, di tante, tante, tante cose. Quindi, quando mi sono sentita pronta, ho scritto questo primo libro, “Rosso come una sposa” nel 2007, quindi dopo dieci anni. È uscito nel 2008, ecco.

OLGA: Signora Ibrahimi, grazie per la sua disponibilità.

ANILDA IBRAHIMI: Grazie a voi.

Nel frattempo…

SCENA 11

.

SALIF: Ehi, Karim! Allora?

KARIM: Ciao, Salif… purtroppo non bene…

SALIF: Già te lo hanno detto?

KARIM: Sì, cercano una persona con molta esperienza in uno studio di un commercialista…

SALIF: Accidenti! Mi dispiace ma… in un certo senso… no…

KARIM: No?

SALIF: Aspetta, aspetta… mi dispiace … so che Karim vorrebbe mettere in pratica quello che ha studiato, però…

KARIM: Cosa?

SALIF: Adesso che sto cercando di realizzare il mio progetto di turismo responsabile mi serve un collaboratore attivo, con idee originali... dobbiamo far capire che oltre a una vacanza un viaggio può essere anche un'esperienza di solidarietà...

KARIM Hai ragione! Guarda cosa mi ha dato Anna…

SALIF: Cos’è?

KARIM Una maschera di bellezza… una sua invenzione

SALIF: Ma dai!

KARIM: Sostiene che rende liscia la pelle!

SALIF: Però… fammi vedere… che profumo… che bella consistenza… ho trovato una nuova linea di prodotti… ecologici!

Quella sera…

SCENA 12

OLGA: Ed ecco qua… finalmente completo! Ci sono proprio tutte…

ANNA: Mamma! Ma che cosa è?

OLGA: Le donne della nostra famiglia! Ci sono proprio tutte… in versione puzzle!

ANNA: Mamma! Ma non è possibile!

OLGA: La zia Dranka e Aleksandra, tua cugina Helena e la sorella Sofia, la nonna, io e te… la mamma di tuo padre… e poi la mia nonna, sua sorella….

ANNA: Mamma… è un lavoro bellissimo…

OLGA. Così non potremo mai dimenticarci delle nostre donne…

ANNA: Sono tanto contenta che tu l’abbia fatto… viva le donne!

OLGA. Viva le donne!

Continua….


 
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