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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

BENVENUTI IN CASA BA

1. Tanti regali per il Senegal

 

SCENA 0 OLGA: Insisto…

ANNA: No, è meglio il mio!

FELA: So io cosa ci vuole per la nonna!

SALIF: Allora… volete ascoltarmi?

FELA: Ecco qui

SALIF: Cosa?

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

“... Dunque, dopo una ricerca sulla domanda in Italia di “turismo responsabile” verso il Senegal è nato il Progetto Senegal, che attraverso il contributo dei migranti di questo paese vuole promuovere lo sviluppo di una delle nazioni più importanti dell'area sub-sahariana”.

OLGA: Amore… studi ancora?

SALIF: Sì, devo scrivere una relazione…

OLGA: Ti piace proprio questo corso, eh?

SALIF: È stato molto utile… mi sono venute delle nuove idee… senti …

OLGA: Ho capito…Salif, lo so

SALIF: Hai capito?

OLGA (a Mansur) Perché non vai a giocare dai, vai a giocare agli aeroplanini, vai

(a Salif) Anzitutto hai il viso che parla, si vede tutto quello che pensi…

SALIF: Davvero?

OLGA: Sì. E inoltre… so bene che hai nostalgia del Senegal…

SALIF: È vero…

OLGA: E infine… questo corso ti appassiona troppo… capisco che hai in mente qualcosa…

SALIF: Vorrei incontrare qualcuno, magari un esponente della Comunità di Sant’Egidio… per parlare dell'impegno culturale che sta dietro a questo progetto... al di là di quello pratico…

OLGA: Quindi, sì! Devi andare in Senegal

SALIF: Olga! Sei fantastica! Sapessi come è importante per me…

OLGA: Lo capisco…

SALIF: Quando penso al Senegal e a quello che posso fare io, oggi, per il mio Paese, mi torna alla mente il mio passato…

SALIF: Dopo il liceo ho lavorato con mio zio, che faceva il sarto… ma a vent’anni ho capito che dovevo cercare fortuna… sono venuto in Italia e ho lavorato in uno stabilimento balneare…

OLGA: Queste cose non me l’hai mai raccontate!

SALIF: Beh… facevo un po’ di tutto… poi ho lavorato come venditore ambulante, con un permesso di soggiorno come lavoratore autonomo… poi sono tornato in Senegal e lì ho capito qual era il mio desiderio…

OLGA: Il tuo negozio equo e solidale…

SALIF: Sì. Volevo far conoscere il Senegal qui in Italia… il mio sogno si è realizzato… poi ho incontrato te! Olga! E ti risposerei mille volte!  

OLGA: E’ passato così tanto tempo… e oggi c’è Mansur!

SALIF: Ecco.. Mansur… dunque, Olga,… volevo dirti…

OLGA: Qualche problema con Mansur?

SALIF: No no… però Mansur non è mai stato in Senegal…

OLGA: Si però prima o poi…

SALIF: Perché “poi”? Se io vado, lui può venire con me… così lo presenterò a tutta la famiglia

OLGA: Tu vai lì per lavoro…

SALIF: Lui può stare con Mariama…

OLGA: Non voglio creare problemi a Mariama…

SALIF: Scusa, Mariama è mia sorella…

OLGA: Ma la scuola?

SALIF: staremo via solo un mese… insomma: non ci saranno problemi, secondo me!

OLGA: Devo pensarci, non posso stare lontana da Mansur!

SALIF: Abbiamo tempo per pensarci…

OLGA: Lo so, lo so… sono fatta così… lasciami un po’ di tempo…

Nel frattempo…

SCENA 2

ANNA: Karim! Così la panna impazzisce! Non vorrai rovinare la mia rozata, è il mio dolce croato preferito!

KARIM: Ma no! Si monta meglio così!

ANNA: E poi basta con questi frullini elettrici! Prendi la frusta a mano!

KARIM: Ma che scherzi? Con quella ci metti due ore!

ANNA: L’elettricità… bisogna risparmiarla!

KARIM: Oh santa pazienza… e va bene, usiamo la frusta a mano!!

ANNA: Bravo!

KARIM: Senti, quando progetterai le tue case hai pensato a come risolvere il problema dell’energia?

ANNA: Le case che sogno io produrranno energia…

KARIM: Ti è arrivata quella risposta?

ANNA: Ancora… ma ho fatto il colloquio solo dieci giorni fa…

KARIM: Se ti assumono dovrai partire…

ANNA: Questa società costruisce case solo in Svizzera…

KARIM: E io qui, in negozio!

ANNA. Ma dai che è un bel lavoro… almeno finché non troverai il tuo di lavoro…

KARIM: E mi domando quando lo troverò il mio lavoro… quello per cui ho studiato…

ANNA: Non scoraggiarti… infondo abbiamo appena iniziato a cercare…

KARIM: Vedrai che tu lo troverai presto… prima di tutto sei bravissima…

ANNA: Anche tu!

KARIM: E poi nel tuo campo forse è più facile… boh

ANNA: Pazienza, Karim, pazienza! Arriverà anche il tuo tempo!

KARIM: Dobbiamo essere realisti, Anna, non sarà facile!

ANNA: Va bene, ma non scoraggiarti! E poi vedila così: almeno hai un piccolo lavoro, grazie a Salif!

KARIM: Forse hai ragione… Anna, amore, guarda

SCENA 3

FELA: Luis… ma tu non studi! se suoni così non avremo mai un nostro gruppo!!

LUIS: Hai ragione, sono distratto…è che penso a altre cose

FELA: A cosa?

LUIS: Devo decidere l’argomento per la mia tesi...

FELA: Parli sempre di mediazione culturale, vuoi essere utile a chi arriva da un paese di lingua spagnola come te e ha bisogno di una mano…

LUIS: Infatti…

FELA: Puoi pensare a una tesi su un argomento vicino ai tuoi interessi…

LUIS: Beh, veramente… pensavo a una tesi sul volontariato… che ne dici?

FELA: Prima di tutto è un’ottima idea, inoltre penso che sia anche molto originale… e per ultima cosa… sicuramente ti darà l’occasione di incontrare persone interessanti che fanno volontariato…

Entra Karim

KARIM: Scusate, ragazzi! Posso dire una cosa?

FELA: Ma certo, Karim!

KARIM: È pronto il dolce!

LUIS: Bene!

FELA: Chi l’ha fatto? Tu o Anna?

KARIM: Beh… diciamo che…

FELA: Ho capito! Ha diretto Anna i lavori!!

Il giorno dopo…

SCENA 4

ANNA. Mansur!! Aspetta… non devi girare il latte con le dita…

FELA: Anna! Dove sono i cereali al cioccolato?

ANNA: Ma basta con questo cioccolato!!!

FELA: Ho fame…

ANNA: Mangia un po’ di frutta… MANSUR dai, vai giocare di là!!!

FELA: Già mangiata la frutta.

ANNA: Hai visto la posta oggi?

FELA: Ancora no, arriverà più tardi. Perché?

ANNA: Niente, aspettavo una cosa…

FELA: Ah, e cosa?

SALIF (entrando) Ragazzi, scusate… posso dire una cosa?

FELA: Certo zio!

ANNA: Se vuoi dire a Mansur di mangiare come un bambino normale e non come un cucciolo affamato, fai pure!

SALIF: Avrete qualche giorno per fare colazione in pace…

FELA: Perché?

ANNA: Va in collegio?

SALIF: Ho un certo progetto in Senegal e lui viene con me

ANNA: E la mamma cosa dice?

SALIF: Ehmm… diciamo che ci sta pensando su… Comunque vi volevo chiedere qualcosa… Fela, tu lo sai, quando andiamo giù a casa bisogna portare dei regali importanti…

FELA: Eh… un bel problema…

ANNA: Beh facile! Un buon cibo italiano… una confezione regalo di spaghetti?

FELA: Gli piacciono eccome… ma glieli ho già portati io!

ANNA: Una marmellata…

SALIF: In aereo però…

ANNA: La metti nella valigia!

FELA: Una bella caffettiera?

ANNA: La napoletana! La tradizione italiana per un buon caffè senegalese!

SALIF: Posso parlare?… la zia purtroppo non beve caffè!

ANNA: E vabbè, Salif, lo preparerà per lo zio!

SALIF: Per lo zio!

Poco dopo…

SCENA 5

OLGA: Giulio, che ne dici del nuovo logo per la rubrica delle interviste?

GIULIO: Molto carino!

OLGA. Va bene come idea? Per “Il Pianeta è Uno” è importante l’idea di collaborazione tra popoli diversi…

GIULIO: Giustissimo! Passiamolo alla grafica!

OLGA: Vado!

GIULIO: Aspetta, Olga… vorrei parlarti, puoi fermarti un secondo?…

OLGA: Certo, dimmi, Giulio.

GIULIO: Mi sembri strana da un paio di giorni…

OLGA: Beh… in effetti si, Giulio, qualcosa c’è… ma non riguarda il giornale…

GIULIO: Io non voglio impicciarmi ma se ti va di parlare…



OLGA: Salif ha seguito un corso di formazione per progetti multiculturali e adesso deve andare in Senegal per un progetto di turismo responsabile…



GIULIO: E questo ti dispiace?

OLGA. No però vuole portare anche Mansur…

GIULIO: Beh… non ci vedo nulla di male però. Come dici tu, anche Mansur appartiene a due culture, anzi tre…

OLGA: Lo so, lo so… ma il pensiero di stare senza di lui per un mese…

GIULIO: Sai cosa diciamo delle mamme italiane?

OLGA: … che sono troppo apprensive… Ecco ormai sei italiana! Anche in questo…

Nel frattempo…

SCENA 6

FELA: Niente non è in chat… non è possibile…

FELA: Io non capisco proprio che cos’ha… meglio riprendere a studiare va…

“Lo studio della lingua è molto importante per capire i rapporti tra i popoli. I Romani hanno diffuso il latino in Europa e dal latino derivano molte lingue europee come l’italiano…” anche in alcune zone dell’Africa si parlava latino! Interessante…

Nel frattempo…

SCENA 7

SALIF: In vari settori della società italiana il volontariato ricopre un ruolo molto importante. Lei, come rappresentante della Comunità di Sant’ Egidio, come definisce questo fenomeno che coinvolge tante persone?

PAOLO MOROZZO DELLA ROCCA: Io penso che le persone fanno volontariato perché essere utili senza chiedere nulla in cambio e’ bello. Bisogna distinguere però il volontariato dal fatto di occuparsi di temi sociali per lavoro. Il volontario non lo fa mai per lavoro.

Il problema del volontariato non è la mancanza di professionalità, perché i volontari sono professionali. Il problema è la cultura della paura che fa pensare ai poveri male. Invece bisogna immedesimarsi, perché sono persone come noi. Il volontario e’ una persona che e’ contenta anche perché si ribella alla cultura della paura.

SALIF:

Sono numerosi gli stranieri che fanno esperienza di volontariato?

PAOLO MOROZZO DELLA ROCCA: Sono più di quello che si pensa, perché l’integrazione non è lavorare nove ore al giorno e poi andare a dormire. L’integrazione è qualcosa di più.

È partecipare, è essere utili, essere affettivamente legati al luogo e alla società dove si vive. Noi abbiamo tantissimi stranieri che fanno con noi volontariato e sono dei grandi amici, dei grandi collaboratori.

SALIF: Io presto dovrò ritornare in Senegal per seguire un progetto di cooperazione fra l’Italia e il mio paese. Quindi sono interessato a sapere come la Comunità di Sant’ Egidio opera nei suoi vari progetti di solidarietà presenti in numerosi paesi africani.

PAOLO MOROZZO DELLA ROCCA: Lei mi parla di Africa, ma Sant’Egidio crede che esista una regione nel mondo che si chiama Eurafrica. Sono due continenti fratelli. Abbiamo tantissime comunita’ di Sant’Egidio nella maggior parte dei paesi africani, e loro operano in Africa e fanno volontariato. E poi abbiamo due grandi progetti, oltre ad altri in Africa, in diversi paesi: “Dream”, che e’ una fondazione della Comunità di Sant’Egidio per la lotta all’AIDS, che segue oggi 105.000 malati, e poi abbiamo “Bravo”, che è un grande programma di iscrizione allo stato civile delle persone, bambini ma anche adulti, e questo serve per garantire i diritti a tutti, soprattutto ai bambini di esistere e poi serve per aiutare la democrazia.

SALIF: Nei vostri progetti in Africa riuscite anche a coinvolgere quegli immigrati di quei paesi che vivono in Italia?

PAOLO MOROZZO DELLA ROCCA: Tanti immigrati lavorano qui in Italia con noi, qualcuno ci segue anche in Africa. Per esempio nel programma “Dream” abbiamo medici, infermieri africani; alcuni vivono in Africa, alcuni vengono dall’Italia e tornano nel loro paese per aiutare.

SALIF:

Io spero davvero in un futuro prossimo di collaborare con voi in Senegal. La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato.

PAOLO MOROZZO DELLA ROCCA: Grazie. Allora ci vediamo presto.

SALIF: Senz’altro.

Il giorno dopo…

SCENA 8

SALIF: Olga…

OLGA: Dimmi, amore…

SALIF: Pensavo al negozio… non so cosa succederà con il lavoro… sai, le cose non vanno sempre bene nel commercio… ho delle nuove idee, pensavo…

OLGA: Cosa?

SALIF: Vorrei far diventare il negozio sempre più un luogo di incontro culturale… possiamo mettere più libri

OLGA: È un’ottima idea…

SALIF: Sapevo che ti sarebbe piaciuta…

OLGA: Aspetta, Salif!

SALIF: Dimmi.

OLGA: Ci ho pensato. Va bene.

SALIF: Mansur?

OLGA: Sì.

SALIF: Non avevo dubbi, Olga… vedrai, sarà per lui una bellissima esperienza!

OLGA: Ne sono certa!

Più tardi…

SCENA 9

ANNA: Le cose con Karim, insomma, non vanno benissimo… e poi è successa una cosa…

LUCIA: Scusa, ma devo interromperti! Non sono d’accordo con te… io penso che Karim sia una persona paziente… è solo il momento…

ANNA: Ha paura che mi arrivi la proposta per uno stage di lavoro…

LUCIA: Lo capisco…

OLGA: Scusate, ragazze, ... Posso dire una parola?

ANNA: Certo, mamma, vieni!

LUCIA: Ciao, Olga!

OLGA. Dunque… è un’idea… vorrei il vostro consiglio…nel mio libro, La mia Italia… ho raccontato la nostra storia ma… non è abbastanza…

LUCIA: Olga! Il tuo libro piace a tutti quelli che lo leggono! Che cosa vuoi di più?

ANNA: La mamma è ambiziosa…

OLGA: No, figurati… anzi… l’idea è di raccontare un po’ la storia d’Italia prima di noi…

ANNA: E come vuoi farlo? Con un altro libro?

OLGA: Nooo… non posso mica fare la storica…

LUCIA: Dai, Olga, raccontaci la tua idea!

OLGA: Sai quella parete vicino al computer?

ANNA. Oh mio dio…

OLGA: Che ne dite se ci metto una bella cartina d’Italia?

ANNA. Non mi sembra un’idea originale…

OLGA: No, ma che diventa uno spazio per raccogliere tanti racconti italiani…

LUCIA: Come il libro? Le tue esperienze in Italia?

OLGA: No… l’Italia di tutti, non solo la mia… l’Italia unita!

ANNA: La tua Italia unita?

OLGA: La mia Italia unita…

ANNA: E da dove vuoi partire?

OLGA: Da Roma. Ho un bellissimo ricordo della città eterna che dal 1871 è la capitale d'Italia...

LUCIA: Quindi farai una specie di collezione…

OLGA: In un certo senso… di cose, di immagini, di suoni, di persone che hanno fatto l’Italia così com’è…

ANNA e LUCIA: SEI UN GENIO!!!!!

Poco dopo…

SCENA 10

KARIM: Ragazzi che fame!

LUIS: A chi lo dici… per prima cosa non ho pranzato… e poi sento un odorino!

KARIM: Questa è la pasta al pesto di Anna!

LUIS: Che fidanzata che hai!

Dalla cucina si sente la voce di Anna

ANNA: (voce) Karim!!! Vieni ad aiutarmi?

KARIM: La fidanzata… il mio capo…

SCENA 11

OLGA: Guarda, Salif… cosa ho trovato? Un vaso arancione con dipinti degli ulivi…

SALIF: Un vaso arancione… E ho qui un orsacchiotto consigliato da Mansur!

ANNA. Ecco, Salif… una pipa per il nonno

FELA: Non fuma!

LUCIA: Io ho trovato un soprammobile a forma di Mole antonelliana!

ANNA: e Karim un pacco di tovaglioli con disegnata la bandiera italiana…

OLGA: Insisto…

ANNA: No, è meglio il mio!

FELA: So io cosa ci vuole per la nonna!

SALIF: Allora… volete ascoltarmi?

FELA: Ecco qui, finalmente l’ho trovato!! (Fela tira fuori un lungo tubo colorato)

SALIF: COOOSAAAA?????

TUTTI: Un ombrello in Senegal ?!!

FELA: Ma se serve può usarlo anche come parasole!

Continua…

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai