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LE PAROLE DELL'ITALIANO

19. Che bella tavola! Prego, accomodatevi

 


Anna è una perfetta padrona di casa. Avete visto come è stata brava con i suoi ospiti? È stata gentile fin da quando sono entrati in casa:

ANNA: Benvenute! Accomodatevi, prego!

ANNA: Salif, mamma, prego, entrate anche voi!

“Benvenuti” oppure “Che piacere vedervi!” o “Che piacere vederti!” o “... vederla!” sono le prime parole gentili che dobbiamo dire quando qualcuno viene a trovarci. Subito dopo, lo invitiamo a sedere, dicendo: “Accomodati”, “Accomodatevi, prego”, “Si accomodi pure”, e poi, offriremo qualcosa:

ANNA: ................Accomodatevi in soggiornogradite un aperitivo?

Anna ha detto: “Gradite un aperitivo?”. Avrebbe anche potuto dire: “Posso offrirvi un aperitivo?”, oppure “Vi va un aperitivo?”. Ma questo “Vi va” (o “Ti va”) possiamo usarlo solo se siamo in confidenza con i nostri ospiti.

Dopo l’aperitivo, quando il pranzo era pronto, Anna ha invitato gli ospiti a sedersi a tavola, e ha usato di nuovo il verbo accomodarsi:

ANNA: Venite, accomodatevi a tavola. Allora: tu Teresa puoi sederti qui, tu Cesaria qui, io e Fela invece ci sediamo qui, è più comodo per prendere i piatti…

Come vedete, il segreto per essere gentili è semplice. Le parole che dobbiamo saper usare sono poche: accomodati, accomodatevi, si accomodi; gradisci, gradite, gradisce; preferisci, preferite, preferisce; prendi, prendete, prende; vuoi, volete, vuole; ti va, vi va. Poche parole e il gioco è fatto, anzi: il pranzo è servito:

ANNA: Gradisci ancora un po’ di cous cous, Teresa?

ANNA: Tu ne gradisci ancora un po’, Cesaria?

OLGA: Salif, prendi ancora un po’ di contorno?

SALIF: Sì, grazie, ne prendo ancora un po’

FELA: Teresa, per favore, mi passi l’acqua?

TERESA: Preferisci l’acqua naturale o frizzante?

Anna e Fela hanno organizzato il pranzo e hanno preparato la tavola con cura: hanno messo una bella tovaglia colorata, i tovaglioli e delle belle posate, cioè i coltelli, le forchette, i cucchiai e i cucchiaini:

ANNA: Allora… la forchetta si mette a sinistra e il coltello a destra… mettiamo anche i cucchiai?

Gli ospiti hanno apprezzato molto, e hanno fatto molti complimenti:

FELA: Che bella tovaglia! Dove l’hai presa?

ANNA: ................E guarda che tovaglioli originali!

FELA: Quanto sono belli!

TERESA: Che magnifica tovaglia!

CESARIA: Quante cose buone!

TERESA: e quanto era buona la salsa!

E così, abbiamo scoperto un altro significato della parola che e della parola quanto. In tutte queste frasi, che e quanto servono per esclamare: sono parole esclamative. Negli esempi che abbiamo sentito, che e quanto esprimono un complimento o un giudizio positivo, ma possono anche esprimere un rimprovero o un giudizio negativo: “Quanto sei cattivo!”, “Che maleducato, quello!”. Sentiamo altri esempi di esclamazioni:

TERESA: Che giornalista combattiva!

CESARIA: Che bravi ragazzi!

TERESA: Che sorpresa meravigliosa!

OLGA: Che gentile!

SALIF: ..... Quante sorprese!

SALIF: E voi… Quanto siete stati bravi ad apparecchiare così bene!

Vi ricordate? Non so se avete notato che a tavola i nostri amici hanno usato spesso la parola ne: “Ne gradisci ancora un po’?”, “Ne prendo ancora un po’” ecc. Questo ne è un pronome che vuol dire “di questo”, “di lui”, “di lei”. Noi già lo conosciamo, i nostri amici ce lo hanno presentato nella puntata 13 della II serie, mentre erano all’Aquila. Ve lo ricordate?

Riprendere da Le parole dell’italiano II, 13 le seguenti battute:

FELA: Volevo tanto parlarti di un papa che è sepolto qui...

SALIF: E perché?

FELA: Perché ne parla Dante, si chiama Celestino V.

SALIF: Come mai Dante ne parla?

FELA: Beh… in realtà non ne parla benissimo

SALIF: Salve! Scusate ma… mio nipote non ha resistito al pallone…non ne può fare a meno…

SALIF: Beh… ci siamo trasferiti in Italia e ora stiamo cercando di conoscerla meglio… ne siamo innamorati


 
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