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LE PAROLE DELL'ITALIANO

11. Collocare un fatto nel tempo

 


Quando raccontiamo un fatto, di solito la prima cosa che facciamo è dire quando succede o è successo. Il momento in cui succede, è successo (o anche succederà) qualcosa si può indicare in tanti modi. Intanto si può indicare con un nome come giorno, settimana, mese, anno, insieme a un aggettivo che precisi il tempo. Per esempio, possiamo dire: l’altro giorno, la settimana scorsa, la settimana passata, la settimana prossima (o anche la prossima settimana), il mese scorso, il mese prossimo, l’anno passato, o anche l’anno scorso, l’anno prossimo. Sentiamo i nostri amici:

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FELA: .......La settimana passata ho visto Meryem

FELA: L’altro giorno riflettevo su di lui.

OLGA: Anch’io il mese scorso, senza te, Mansour e Salif, facevo tante cose…

SALIF: ..........La settimana scorsa ha fatto un bellissimo disegno con te, lo zio

FELA: ..........Il mese prossimo devo incontrare il professore

SALIF: Forse l’anno prossimo, a Natale, il mio progetto sarà già attivo...

Avete sentito Salif? Dice “l’anno prossimo”, ma dice anche “A Natale”: infatti il momento in cui succede qualcosa si può indicare anche con un nome preceduto da una di queste tre paroline, di queste tre preposizioni: a, di, in. “A Natale”, “D’estate”, “in ottobre”. Sentiamo qualche altro esempio:

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LUIS: Di mattina è sempre aperta

ANNA: ...............e poi di sera uscivo

OLGA: ............il numero speciale sul Mediterraneo uscirà a marzo.

Il tempo in cui succede qualcosa possiamo indicarlo anche con una frase, che comincia con una di queste due parole: o quando o mentre.

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FELA: Quando parli del Senegal ti trema la voce, zio!

OLGA: Ma certo: mentre ti riposi, puoi leggere qualcosa.

Attenzione: le frasi che iniziano con quando o con mentre possono avere anche il verbo al passato. Le frasi con quando possono avere il verbo all’imperfetto o al passato prossimo; le frasi con mentre, invece, hanno sempre il verbo all’imperfetto. Sentiamo questi esempi:

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LUIS: Quando lei viveva qui, eri più nervoso infatti

ANNA: Quando sono tornata, stavano riparando il tavolo

OLGA: .......l’altro giorno mentre lavoravo in redazione, una collega mi ha mostrato questo sito

FELA: ..........ieri mentre ero in autobus, ho visto la pubblicità di quel film francese

Abbiamo sentito usare tante volte l’imperfetto. Ripassiamolo insieme. È quel tempo che finisce in -vo, -vai, -va, -vamo, -vate, -vano. Sentiamo qualche esempio di imperfetto dei verbi in –are, come stare e imparare:

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ANNA: ...........Stavo bene in Svizzera... imparavo tante cose

E adesso, qualche esempio d’imperfetto dei verbi in –ere, come riflettere e volere:

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FELA: L’altro giorno riflettevo su di lui.

FELA: ...........Tu lo volevi vedere assolutamente...

Infine, qualche esempio d’imperfetto dei verbi in –ire, come uscire e divertirsi:

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ANNA: ..........e poi di sera uscivo o mi divertivo con le mie colleghe

[Vi ricordate…]

L’imperfetto non è l’unico tempo che conosciamo per parlare del passato: c’è anche il passato prossimo: ho cantato, sono andato, abbiamo letto, siete partiti. Quando li usiamo insieme, l’imperfetto indica qualcosa che continua, il passato prossimo indica qualcosa che finisce, che non continua. Fela li ha usati molto bene insieme nella puntata 9 della II serie, mentre era a Venezia. Ve ne ricordate?

Riprendere da Le parole dell’italiano II, 9 la seguente battuta:

FELA: Ho ricevuto la tua mail mentre ci preparavamo a partire.


 
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