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LE PAROLE DELL'ITALIANO

4. Accordare aggettivi e nomi, contare

 

Come avete visto, Viterbo è una città splendida e ricchissima di storia e di cultura. Qui i nostri amici ci hanno fatto conoscere tante cose della storia, della cultura ma anche della lingua italiana. Ascoltiamoli ancora e il nostro italiano diventerà sicuramente più ricco.
Intanto, se li ascoltiamo con attenzione, possiamo completare il presente indicativo dei verbi in –are e del verbo chiamarsi, che avevamo imparato a metà.
Ecco le 3 persone plurali di un nuovo verbo in –are, abitare. Sentiamo:

FELA: Sì, noi abitiamo in una nazione piena di sorprese!
SALIF: Voi abitate qui a Viterbo?
SALIF: Loro abitano qui da tanto tempo, conoscono tutti.

Ed ecco le tre persone plurali del verbo chiamarsi:

SALIF: Buonasera! Noi ci chiamiamo Salif e Olga Ba, mia moglie.
KARIM: Buongiorno! Voi vi chiamate Olga e Salif?
OLGA: Come si chiamano le persone che hai conosciuto ieri?
SALIF: Si chiamano Armand e Renzo.

Allora, il presente di abitare è: io abito, tu abiti, lui o lei abita; noi abitiamo, voi abitate, loro abitano.
Passiamo adesso al presente di chiamarsi: io mi chiamo, tu ti chiami, lui oppure lei si chiama, noi ci chiamiamo, voi vi chiamate, loro si chiamano. Attenzione: ricordate che in italiano i pronomi io, tu, lui, lei non sono obbligatori: possiamo dire io abito ma anche abito; io mi chiamo ma anche mi chiamo.
Nella puntata dedicata a Teramo abbiamo visto che i nomi maschili dell’italiano di solito finiscono in -o al singolare e in -i al plurale. Ricordate: un minuto, cinque minuti; e abbiamo anche visto che i nomi femminili di solito terminano in -a al singolare e in -e al plurale: una ragazza, tante belle ragazze. Bene.
In italiano, però, non ci sono soltanto i nomi, ma ci sono anche gli aggettivi. Che cosa sono gli aggettivi? Gli aggettivi sono delle parole che si riferiscono ad altre parole e che danno a questi nomi, queste altre parole, una qualità (per esempio, se dico una giornata calda; calda è un aggettivo di qualità), oppure possono dare a un nome un colore (per esempio, se dico una maglietta rossa, rossa è un aggettivo di colore), o, infine, possono dare una nazionalità (se dico un signore egiziano, egiziano è un aggettivo di nazionalità). Sentite quanti aggettivi usano i nostri amici:


ANNA: È un ragazzo disordinato… non si veste mai bene. E quei cappelli colorati!
FELA: Quella maglietta rossa … vorrei comprarla
OLGA: Ci sono tante persone vestite con costumi antichi del Medioevo.

Come avete sentito, gli aggettivi devono concordare con i nomi, cioè un nome maschile singolare vuole un aggettivo maschile singolare: un cappello colorato; un nome maschile plurale vuole un aggettivo maschile plurale: tanti cappelli colorati; un nome femminile singolare vuole un aggettivo femminile singolare: per esempio, una maglietta rossa; un nome femminile plurale vuole un aggettivo femminile plurale: tante magliette rosse.
Intendiamoci, non tutto è così semplice: perché proprio come non tutti i nomi terminano in –o o in -a, allo stesso modo neppure tutti gli aggettivi terminano in –o o in –a: per esempio, signore è un nome maschile ma, come sentite, non termina in –o, termina in -e; importante è un aggettivo che può essere sia maschile che femminile, non termina né in –o né in –a ma termina in -e. Però di questo parleremo in un’altra occasione, perché, a fare bene i conti, il nostro tempo è quasi finito.
A proposito di conti: nella puntata dedicata a Macerata, Fela, col suo rap, ci aveva insegnato i numeri da uno a dieci. Stavolta Salif ci insegna i numeri da undici a quattordici e Fela ci fa sentire i numeri da quindici a venti. Sentiamo:

SALIF: Undici, dodici, tredici, quattordici!
FELA: Quindici, sedici, diciassette, diciotto, diciannove, venti!

Nella puntata di oggi abbiamo visto e sentito:

Il presente indicativo dei verbi in -are: abito, abiti, abita, abitiamo, abitate, abitano

Il presente indicativo del verbo chiamarsi: mi chiamo, ti chiami, si chiama, ci chiamiamo, vi chiamate, si chiamano

Gli aggettivi maschili in -o e femminili in -a al singolare e al plurale: rosso, rossa, rossi, rosse

L’accordo degli aggettivi con i nomi: un cappello colorato, due cappelli colorati, una maglietta rossa, due magliette rosse

I numeri da 11 a 20: undici, dodici, tredici, quattordici, quindici, sedici, diciassette, diciotto, diciannove, venti

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai