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LE PAROLE DELL'ITALIANO

10. Vorrei lavorare: ecco il curriculum!

 

Alla fine della scorsa puntata, vi ho salutato con la promessa di spiegarvi gli altri condizionali irregolari dell'italiano oltre al condizionale di essere; con l'aiuto dei nostri amici, mantengo la mia promessa. Sentiamo:

ANNA: Adesso ho i tacchi… non sono abituata a camminarci… dovrei fare un po’ di allenamento...
ANNA: Fare la modella potrebbe essere il lavoro giusto per me

Dovrei è il condizionale di dovere, potrebbe è il condizionale di potere. Sono due condizionali un po' particolari. Per formarli, dobbiamo togliere all'infinito -ere, e aggiungere le desinenze -rei, .resti, -rebbe, remmo, reste, rebbero. Dall'infinito dovere togliamo -ere e rimane dov; aggiungiamo le desinenze e abbiamo dovrei, dovresti, dovrebbe, dovremmo, dovreste, dovrebbero. Dall'infinito potere togliamo -ere e rimane pot; aggiungiamo le desinenze e abbiamo potrei, potresti, potrebbe, potremmo, potreste, potrebbero. Altri due condizionali irregolari sono il condizionale di sapere, che fa saprei, e il condizionale di vedere, che fa vedrei:

OLGA: forse sapresti fare la modella davvero…
ANNA (ride): Hai deciso poi per l’Università? Io ti vedrei bene in una facoltà umanistica.

Olga e Anna hanno usato solo sapresti (seconda persona del condizionale di sapere) e vedrei (prima persona del condizionale di vedere); io ve li dico per intero: saprei, sapresti, saprebbe, sapremmo, sapreste, saprebbero; vedrei, vedresti, vedrebbe, vedremmo, vedreste, vedrebbero. Altri due condizionali irregolari sono quelli di volere e venire. Volere e venire sono due verbi molto diversi, ma i loro condizionali sono quasi uguali: il condizionale di volere è vorrei, vorresti, vorrebbe, vorremmo, vorreste e vorrebbero; il condizionale di venire è verrei, verresti, verrebbe, verremmo, verreste e verrebbero. Sentiamo qualche forma:

ANNA: Beh… grazie a tutti ma… vorrei tranquillizzarvi!
KARIM: Non credo. Lei vorrebbe fare l’architetto
OLGA: Anna, dopo verresti a darmi una mano?...

E adesso, passiamo a un argomento molto impegnativo. Olga dà a Tania un consiglio importantissimo. Se vuole trovare un lavoro, la prima cosa che deve fare è scrivere un curriculum vitae. Tania non sa cos'è. E voi sapete che cosa significano queste due parole latine? No? Allora, ascoltate bene Olga:

OLGA: È una specie di elenco dei tuoi studi, delle tue esperienze lavorative, delle lingue che conosci… Devi scriverci tutto quello che sai fare, per dimostrare che il lavoro che vorresti fare è adatto a te.

Non saprei come presentarlo meglio. Parlando con Tania, Olga ha fatto riferimento al curriculum Europass, che è un modello di curriculum predisposto dal Parlamento europeo e dal Consiglio d’Europa nel 2004. Possiamo farlo insieme, proprio come Olga e Tania. Vi dico subito che è possibile anche compilarlo on line, o scaricarlo sul computer, collegandoci al sito internet di Europass, all'indirizzo indicato in alto a sinistra: http://europass.cedefop.europa.eu/europass/preview.action). Qui troveremo, oltre al modulo , anche utili indicazioni per riempirlo. Cominciamo. A dx di dove c'è scritto “Curriculum vitae Europass”, se vogliamo, possiamo mettere una nostra fotografia. Sotto, inseriremo le informazioni personali: cognome e nome, indirizzo, numeri di telefono, e-mail, cittadinanza, data di nascita e sesso. A dx di dove c'è scritto “Occupazione desiderata” scriveremo quale lavoro vorremmo ottenere. P. es cuoco o cuoca. Se abbiamo già lavorato, illustreremo la nostra Esperienza professionale, indicando l'inizio e la fine (pes.: genn.2008-mar 2009), il tipo di lavoro svolto (p. es: cuoco o cuoca) e le principali attività svolte in quel lavoro (pes: gestione di una mensa),il nome e l'indirizzo del datore di lavoro e il tipo di attività in cui rientra il lavoro che abbiamo fatto (nel caso di un cuoco, l'attività è quella della ristorazione). Attenzione: nel curriculum Europass c'è lo spazio per ripetere tutte queste informazioni per ogni lavoro che abbiamo fatto. Nel settore dedicato a Istruzione e formazione indicheremo i nostri titoli di studio cominciando dal più importante (per esempio: diploma di scuola professionale). A destra di dove c'è scritto “Principali tematiche / competenze professionali possedute” indicheremo le materie che abbiamo studiato di più (per esempio: scienze dell'alimentazione). Subito sotto, indicheremo il nome e il tipo della scuola dove abbiamo preso il titolo di studio (per esempio: “Istituto alberghiero di Rabat”). Nella sezione “Capacità e competenze professionali” dobbiamo indicare la nostra madrelingua (per esempio: arabo) e, subito sotto, quali altre lingue conosciamo (per esempio: italiano e francese). Il curriculum Europass richiede anche altre informazioni. Ma la parte che abbiamo visto insieme è la più importante. Arrivederci, e in bocca al lupo per il vostro lavoro.

In questa puntata abbiamo imparato:
- il condizionale di alcuni verbi irregolari: io dovrei, io potrei, io vorrei, io saprei, io verrei.
- a scrivere un curriculum vitae: dati personali, esperienze lavorative, lingue conosciute, competenze informatiche ecc.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai