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LE PAROLE DELL'ITALIANO

1. Aggettivi - di tutti i paesi

 

Benvenuti in casa Ba, dove, come avete visto, ne succedono di tutti i colori. A proposito. Degli aggettivi che indicano i colori (come giallo, rosso o marrone) abbiamo già parlato nelle puntate 4 e 8 della prima serie, perché quasi tutti si comportano come normali aggettivi in -o e in -a, come rosso, rossa, rossi, rosse e giallo, gialla, gialli e gialle. Sentite Olga:

OLGA: Stai tranquillo: abbiamo bicchieri rossi, verdi e gialli...

Oppure, come ci ricorda Olga, sono aggettivi di colore che terminano in -e, come verde e marrone (un cappello marrone, una gonna marrone, e al plurale due cappelli marroni, due gonne marroni). Questo colore lo ha usato anche Anna, mentre cercava la spazzola:

ANNA: Mamma! Dov’è la mia spazzola marrone?

Ci sono però degli aggettivi di colore invariabili, cioè che hanno sempre la stessa forma. Alcuni di questi aggettivi li hanno adoperati anche i nostri amici. Sentite:

OLGA: Era nel sacchetto blu, quello piccolo…
KARIM: Ti sta bene. Ma anche il maglione viola era carino…

Il sacchetto blu, il maglione viola: sacchetto e maglione sono nomi maschili singolari. Ma due aggettivi come blu e viola li possiamo usare con tutti i nomi, maschili o femminili, singolari o plurali. Per esempio: i sacchetti blu (maschile plurale); la gonna blu, (femminile singolare), le gonne blu (femminile plurale). Oltre a blu e viola, altri due aggettivi di colore invariabili sono rosa e lilla: posso dire un vestito rosa, ma anche una gonna rosa, posso dire due maglioni lilla (maschile) e posso dire anche due camicie lilla (femminile). A proposito di rosa: avete sentito che Olga, scherzando con Salif, ha parlato di bicchieri rosa confetto? Sentiamo:

OLGA: Stai tranquillo: abbiamo bicchieri rossi, verdi e gialli... Li volevi anche rosa confetto?

Perché rosa confetto? Perché a volte, per definire meglio un colore, si aggiunge all'aggettivo che lo indica il nome di una cosa che ha esattamente quella sfumatura di colore: una maglietta rosa confetto, un divano giallo oro, una cravatta grigio perla, una coperta verde bottiglia, un cappotto rosso fuoco.

In casa Ba non solo ne succedono di tutti i colori ma, per fortuna, arrivano persone di tutti i colori e di tutte le nazionalità. Perciò dovremo parlare anche degli aggettivi che indicano la nazione di provenienza. I nostri amici ne hanno usati molti:

SALIF: ... stoffe thailandesi, sculture marocchine, ceramiche peruviane, gioielli kenioti….

ANNA: Pensavo alla Danimarca, perché la società danese è molto interessante

KARIM: ... con qualche aiuto dagli amici italiani…

FELA: Mah! Zio, verranno anche i nostri amici senegalesi?


Stoffe thailandesi, sculture marocchine, ceramiche peruviane, gioielli kenioti…., società danese, ... Mettere ordine fra le tante forme degli aggettivi di nazionalità è più complicato che mettere ordine in casa Ba. Proverò a farlo, ma devo dirvi che non esiste una regola precisa: l'unica cosa che posso fare, è un elenco di tutte le uscite degli aggettivi di nazionalità. Alcuni escono in -ano o in -iano: per esempio, da Brasile abbiamo brasiliano, da Egitto egiziano, da Italia italiano, da Messico messicano, e così via. Altri aggettivi escono in -ese: da Francia abbiamo francese, da Nepal nepalese, da Senegal senegalese. Altri ancora escono in –ino: da Algeria abbiamo algerino, da Marocco marocchino, da Tunisia tunisino. Sono un po' meno quelli che escono in -eno, come iracheno da Iraq e rumeno (o romeno) da Romania. I più facili sono gli aggettivi di nazionalità che finiscono in -o: da Croazia abbiamo croato, da Grecia abbiamo greco, da Libia libico, Lituania abbiamo lituano, da Slovacchia abbiamo slovacco, da Slovenia sloveno, da Turchia abbiamo turco. Poi ci sono gli aggettivi in -ota, come keniota, che viene da Kenya, e cipriota, che viene da Cipro. I più difficili di tutti sono quelli più o meno diversi dal nome della nazione. Ve ne dico qualcuno: austriaco da Austria, bengalese da Bangladesh, cingalese dallo Sri lanka, inglese da Inghilterra, polacco da Polonia, portoghese da Portogallo, tedesco da Germania.

Attenzione: tutti questi aggettivi, usati da soli, possono indicare il popolo e quasi tutti possono indicare la lingua parlata da quel popolo:

OLGA: amo l’italiano, è la lingua della mia vita futura

ANNA: i danesi sono molto ospitali...

Credete che l'elenco degli aggettivi di nazionalità sia finito? No. È più lungo della sistemazione di casa Ba dopo il trasloco. Io però, mi fermo qui. Arrivederci alla prossima puntata.


In questa puntata abbiamo imparato
i diversi aggettivi di nazionalità: italiano, argentino, romeno, spagnolo, senegalese, tedesco ecc.
gli aggettivi di colore inviariabili: rosa, viola, lilla, fucsia, blu
gli aggettivi di colore composti: rosa confetto, verde bottiglia

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai