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LE PAROLE DELL'ITALIANO

3. Presentarsi, riconoscere nomi e suoni

 

Oggi siamo stati a Teramo e anche a Teramo i nostri amici hanno conosciuto tante persone interessanti. E noi che cosa dobbiamo imparare per fare conoscenza e per parlare con qualcuno in italiano? Nelle scorse puntate abbiamo già imparato tante cose, a salutare le persone, a rivolgerci a loro con il tu o con il lei, a seconda della situazione. Oggi impareremo a presentarci. Sentite, per esempio, come i nostri amici fanno la conoscenza di Giorgiana e sentite, poi, come si presenta il presidente dell’associazione italo-maghrebina:

ANNA: Scusa, sei tu Giorgiana? Ciao, sono Anna!
GIORGIANA: Ciao, piacere: sì, sono Giorgiana.
OLGA: Io mi chiamo Olga, sono la mamma di Anna, sono croata.
GIORGIANA: Molto piacere di conoscerla. Io sono rumena.
SALIF: Piacere, io sono Salif e vengo da Dakar.
GIORGIANA: Piacere!
FELA: Ciao! Io mi chiamo Fela.

Come vedete non è difficile: basta salutare e dire sono oppure mi chiamo Anna, Olga, Salif, e così via. Il verbo essere già lo conosciamo; tra poco impareremo anche il presente del verbo chiamarsi. La persona che abbiamo davanti può rispondere: piacere, oppure molto piacere, o anche molto lieto, o molto lieta, ma può anche soltanto sorridere e dire il suo nome. In una presentazione informale, quando ci si dà del tu, le persone dicono soltanto il nome: sono Anna, sono Giorgiana, sono Salif; in una presentazione formale, invece, bisogna dire sia il nome sia il cognome:

REMCHI: Sono Ramchi El Mostafa.
OLGA: Piacere!

Ma torniamo al verbo chiamarsi. È molto simile a un verbo che abbiamo già imparato, lavorare, nella puntata precedente: io lavoro, tu lavori, lui lavora. Il verbo è uguale: chiamo, chiami, chiama. Solo che dobbiamo mettere, prima del verbo tre piccole parole: mi, ti, si: io mi chiamo, tu ti chiami, lui o anche lei si chiama.
Finora vi ho parlato molto di verbi ma non vi ho mai parlato dei nomi che, invece, sono tanti e importanti. I nomi dell’italiano possono essere o maschili o femminili. Di solito, i nomi maschili finiscono con la vocale ‘o’ al singolare e con la vocale ‘i’ al plurale: un minuto, cinque minuti:

ANNA: Arriva tra un minuto.
SALIF: Che facciamo con i ragazzi? Litigano ogni cinque minuti.

Invece, i nomi femminili di solito finiscono con la vocale ‘a’ al singolare e con la vocale ‘e’ al plurale: una ragazza, tante belle ragazze.

SALIF: Anna è una ragazza creativa
FELA: Ci sono tante belle ragazze?

Sentite, per esempio, che cosa succede alla parola ‘ragazzo’ (che è maschile singolare) se cambiamo la vocale finale:

ANNA: Vuoi vedere le ragazze?
SALIF: Che facciamo con i ragazzi?

In una delle prossime puntate vedremo nomi maschili e femminili che terminano con vocali diverse da quelle che abbiamo visto oggi. Ma, a proposito di vocali e di consonanti: non vi ho ancora parlato dell’alfabeto italiano, invece è importante conoscerlo. Sentite per esempio quanto è utile al nostro amico Ramchi El Mostafa per fare lo spelling del suo nome così difficile:

REMCHI: Erre e emme ci acca i.

Allora l’alfabeto. Facciamo così: a mano a mano che sullo schermo vedrete le lettere maiuscole e minuscole, io vi farò sentire come si chiamano, come si pronunciano in italiano. Cominciamo.

a A
b B
c C
d D
e E
f F
g G
h H
i I
j J
k K
l L
m M
n N
o O
p P
q Q
r R
s S
t T
u U
v V
w W
x X
y Y
z Z

Nella puntata di oggi abbiamo visto e sentito:

Le presentazioni: Sono Olga; piacere, mi chiamo Salif

Le tre persone singolari del presente indicativo del verbo chiamarsi: mi chiamo, ti chiami, si chiama

I nomi maschili in –o al singolare e in –i al plurale: un minuto, cinque minuti.

I nomi femminili in –a al singolare e in –e al plurale: una ragazza, tante ragazze

L’alfabeto italiano.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai