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LE PAROLE DELL'ITALIANO

13. Il pronome ne; le parole dell’abbigliamento

 

Oggi voglio parlarvi della parola ne. Qui all’Aquila i nostri amici l’hanno usata tante volte. Sentite:

FELA: Volevo tanto parlarti di un papa che è sepolto qui...
SALIF: E perché?
FELA: Perché ne parla Dante, si chiama Celestino V.
SALIF: Come mai Dante ne parla?
FELA: Beh… in realtà non ne parla benissimo

Sentito? “Perché ne parla Dante”; “non ne parla benissimo”. Quel ne è un pronome; si riferisce a qualcuno o a qualcosa nominato prima, non cambia ma può significare di lui, di lei, di loro, di questa cosa, di queste cose. Sentiamo qualche altro esempio:

SALIF: Salve! Scusate ma… mio nipote non ha resistito al pallone…non ne può fare a meno…

SALIF: Beh… ci siamo trasferiti in Italia e ora stiamo cercando di conoscerla meglio… ne siamo innamorati

Non ne può fare a meno, cioè non può fare a meno del pallone, maschile singolare.
Ne siamo innamorati, cioè siamo innamorati dell’Italia, femminile singolare. Sentiamo ancora:

SALIF: Gli ignavi … ne abbiamo parlato a Trento
OLGA: Buongiorno! Vorrei vedere delle magliette a maniche corte! ...
OLGA: Ne ha qualcuna di un colore più acceso?

“Gli ignavi… ne abbiamo parlato a Trento”, dice Salif: quel ne vuol dire degli ignavi. Infine, quando Olga chiede alla commessa: “Ne ha qualcuna di colore più acceso?”, quel ne si riferisce alle magliette. Attenzione, però. Prima ho detto che ne può anche significare di questa cosa o di queste cose. Sentite:

OLGA: Tanta tanta acqua
FELA: No, zio, Olga, no! Non ne avete il coraggio!

Non ne avete il coraggio. Qui il ne non si riferisce a una parola detta prima, ma a una situazione: significa “non avete il coraggio di fare questa cosa” cioè “buttarmi addosso dell’acqua”.
E invece, Salif e Olga il coraggio lo hanno, eccome! Per Fela è meglio andare a comprare un impermeabile!
A proposito, finora non vi ho mai parlato delle parole e delle frasi necessarie per comprare dei capi d’abbigliamento, cioè dei vestiti: giacche, camicie, pantaloni e così via.
In un negozio d’abbigliamento, o al mercato, si comincia sempre con i saluti e le parole per chiedere in modo gentile, vorrei o volevo. Sentite Olga:

OLGA: Buongiorno! Vorrei vedere un paio di magliette a maniche corte!

Poi dobbiamo dire al venditore anche di che colore vogliamo il nostro vestito: chiaro, scuro, tenue (cioè non forte) o acceso, cioè forte, come dice Olga:

OLGA: Ne ha qualcuna di un colore più acceso?

Infine dobbiamo indicare il tipo di tessuto. Ad esempio magliette “di puro cotone”, pantaloni “di velluto”, un maglione di lana e così via. Il tessuto, poi, può essere “a tinta unita”, cioè di un unico colore, oppure a fantasia, cioè a quadri, a righe, a fiori, e così via…
Una maglietta o una camicia possono essere a maniche lunghe o a maniche corte; un maglione può essere a collo alto, a girocollo o con il “collo a V”.
Il venditore ha bisogno di sapere anche la taglia, cioè la misura del vestito che vogliamo:

COMMESSA: Che taglia porta?
OLGA: Una 42… o una medium… dipende dal modello

Le taglie più diffuse si indicano con i numeri pari da 38 a 52, spesso però al posto dei numeri troviamo parole inglesi: small, per una taglia piccola, medium, per una media, large, per una grande ed extra large per una molto grande. Parole inglesi, ho detto. La cosa strana è che l’inglese ha preso queste parole dal latino, e cioè dalla lingua da cui viene l’italiano. Arrivederci alla prossima puntata!

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai