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LE PAROLE DELL'ITALIANO

20. Invitare; accettare un invito; usare i pronomi atoni

 

A Sassari i nostri amici hanno avuto molto da fare. Che ne dite di mettere un po’ d’ordine in tutto quello che hanno detto e fatto? La mia domanda, Che ne dite…, si lega proprio a uno degli argomenti di cui parleremo oggi: come invitare qualcuno a fare qualcosa insieme a noi in modo informale. Ascoltiamo:

OLGA: Che ne dite di andare a visitarlo, domani?
FELA: Che ne dici, Anna, andiamo anche noi?

Fela, che si rivolge solo ad Anna, le chiede: Che ne dici, Anna? Olga, invece, che si rivolge a più persone, dice: che ne dite di andare?
Possiamo usare allo stesso modo le forme ti va (cioè hai voglia), se parliamo con una persona sola, e vi va (cioè avete voglia), se parliamo con più persone:

FELA: Vi va di andare a vederli? Così facciamo un bel bagno!
SALIF: Va bene, ti va Olga?

Infine, possiamo usare la forma Perché non…, che non introduce una richiesta di spiegazioni ma propone un’attività da fare insieme: Perché non facciamo una passeggiata? o Perché non andiamo a bere qualcosa?, come dice Salif:

SALIF: Ora perchè non andiamo a bere qualcosa?

Per accettare una proposta possiamo rispondere come fa Salif:

SALIF: Ma certo! Molto volentieri!

Oppure possiamo rispondere come Olga:

OLGA: Va benissimo. Andiamo.

Avete sentito? Ma certo! Molto volentieri. Oppure: Va benissimo. Infine, possiamo anche rispondere va bene, oppure certamente, che sono alcuni degli altri modi di rispondere di cui abbiamo parlato in una delle scorse puntate.
Nelle ultime due puntate abbiamo imparato tutti i pronomi atoni, cioè quelli senza accento, ve li ricordo rapidamente: lo, la, le, li, mi, ti, gli, le, ci, vi, gli. Quando ve li ho presentati, vi ho fatto notare che questi pronomi atoni stanno sempre prima del verbo: lo guardo, la guardo, mi parla, gli parlo, ci parla, e così via. La regola è questa, ma come tutte le regole, conosce delle eccezioni. Vediamo se i nostri amici ci fanno capire qual è l’eccezione:

OLGA: Se un giorno avremo un figlio, possiamo fargli un vestito come questo!
OLGA: Sono contenta di conoscerti.
FELA: Al massimo puoi comprarti una collanina minuscola, dai!
ANNA: Fela! Passami la mia aranciata, per favore!
OLGA: Quando tornate telefonatemi, così ci incontriamo!

Fargli, conoscerti, comprarti, passami, telefonatemi. L’eccezione è questa: se il verbo è all’infinito (guardare), oppure all’imperativo (guarda!, guardate!) o al gerundio (guardando), il pronome atono non sta prima del verbo, ma dopo: si dice guardarlo, guardalo!, guardandolo; si dice parlargli, parlagli!, parlandogli. Dobbiamo notare due cose importanti: la prima è che il pronome atono non solo sta dopo il verbo, ma si scrive attaccato al verbo; guardalo; la seconda è che quando il pronome atono si unisce all’infinito, l’infinito perde la vocale finale e: guardare + lo dà guardarlo; parlare + gli dà parlargli. Quanto a me, ho parlato anche troppo, devo proprio chiudere. Però, anche se questa è l’ultima puntata, voglio salutarvi con un arrivederci.

Nella puntata di oggi abbiamo visto e sentito:
I modi informali per invitare qualcuno a fare qualcosa: che ne dici di…? Che ne dite di…? Ti va di…? Vi va di…? Perché non…?
Le espressioni per accettare una proposta: Ma certo! Molto volentieri. Certamente. Va bene. Va benissimo!
I pronomi atoni uniti all’infinito, all’imperativo e al gerundio: guardarlo, guardalo!, guardandolo; parlargli, parlagli!, parlandogli.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai