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ORIENTARSI NELLA CITTADINANZA

20. In Italia, in Europa

 


Il professor Franco Rizzi, nell'intervista rilasciata a Olga e Giulio, evidenzia l'importante ruolo che l'Europa deve sostenere nei confronti dei paesi della riva sud del Mediterraneo nella fase attuale segnata da profondi cambiamenti.

La crisi nordafricana iniziata nel gennaio 2011 ha reso ancora più difficili le condizioni di vita di molti cittadini dei paesi coinvolti, spingendo masse sempre più numerose di persone a emigrare verso l'Europa.

Ma in che modo l'immigrazione influisce sulla popolazione europea?

Secondo i dati elaborati dall'ufficio statistico dell'Unione Europea Eurostat (European Labour Force Survey) al 1° gennaio 2011 la popolazione dei 27 paesi dell'Unione Europea ammontava a 502,5 milioni di abitanti. In riferimento all'anno precedente (501,1 milioni) si registra un aumento del 2,7%, dovuto in primo luogo alla componente migratoria che con 0,9 milioni di cittadini contribuisce per l'1,7%.

L'immigrazione si presenta come un importante fenomeno capace di rispondere al calo demografico di molti paesi europei, anche se si prevede che il flusso migratorio verso l'Europa calerà nei prossimi anni. Secondo alcune stime dell'ONU (Organizzazione Nazioni Unite), infatti, il numero netto di immigrati per 1000 abitanti che è stato nel periodo 2000 – 2005 di 2,3% si abbasserà fino ad arrivare all'1,4%.

Sempre secondo i dati Eurostat i movimenti migratori hanno contribuito per il 60% all'aumento della popolazione nei 27 paesi dell'Unione Europea.



In termini relativi i dati più significativi riguardano paesi come il Lussemburgo (+ 15,1%), Malta (+5,4%), la Svezia (+5,3%), l'Italia (+5,2%) e il Belgio (+5,1%). La Lituania (-23,7%) e l'Irlanda (-7,5%) hanno registrato il saldo migratorio negativo più elevato. (Il saldo migratorio è la differenza tra il numero degli immigrati e quello degli emigrati riferito a un determinato paese in un anno o per un certo periodo di tempo).


L'Italia, con gli stessi problemi di bassa natalità della Germania, grazie all'immigrazione presenta un incremento di popolazione.

Un altro parametro è il tasso di fecondità che nel 2010 è stato in Italia di 1,41 figli per donna. Un valore fortemente influenzato dalla componente straniera, visto che per le soli madri italiane si registra una media di 1,29 figli per donna, in calo rispetto al 2009 che regsitrava un tasso dall'1,33.

I dati di Eurostat relativi al 2009 mostrano, inoltre, che il numero di stranieri regolarmente presenti sul territorio dell'Unione Europea si attesta a circa 29,7 milioni pari al 6% della popolazione complessiva. Significative differenze presentano i dati nazione per nazione. I nuovi paesi membri dell'Unione, in particolar modo Romania e Bulgaria, ma anche Polonia e Slovacchia, non registrano significative presenze di stranieri residenti, essendo questi paesi interessati a fenomeni di emigrazione. La metà della popolazione straniera si concentra, dunque, nei paesi di vecchia immigrazione.

Prima fra tutte la Germania con 7 milioni, quasi un quarto della popolazione straniera presente in tutta l'Europa. Segue la Spagna con 5,4 milioni e la Gran Bretagna con 4,3 milioni. Quarta è l'Italia con 4,2 milioni di cittadini stranieri al 31 dicembre 2009 (fonte: Caritas/Migrante, Immigrazione Dossier Statistico 2010, Idos 2010).

Nel descrivere la popolazione straniera presente nell'Unione Europea è fondamentale la distinzione tra migrazione intra-europea e migrazione da paesi terzi (extra-europea). Nel primo caso la mobilità tra i diversi paesi dell'Unione è regolata dalla politica europea di libera circolazione, mentre differente è il regime adottato da ogni nazione verso i cittadini stranieri extra europei.

Circa i due terzi della popolazione straniera (18.849.900) in Europa proviene da paesi extra europei, con una distribuzione diversificata all'interno dei paesi dell'Unione.

Sempre secondo l'ufficio statistico europeo Eurostat le principali motivazioni di ingresso nell'Unione Europea sono il ricongiungimento familiare (35%) e l'inserimento lavorativo (33%).

Infine, la presenza di cittadini stranieri in Europa segue antichi legami storici e coloniali, come nel caso della Spagna con l'immigrazione dal Marocco e dalla Colombia e della Francia con i cittadini provenienti dal Marocco e dall'Algeria. Ma segue anche motivi di prossimità territoriale, come per la Grecia con l'Albania e per l'Italia con il Marocco e l'Albania.

www.europa.eu/eurostat

www.dossierimmigrazione.it


 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai