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In Italia

ORIENTARSI NELLA CITTADINANZA

9. Permesso di soggiorno da stagionale a subordinato

 


Dopo due contratti per lavoro stagionale, Meryem, l'amica marocchina di Fela, torna in Italia con un contratto per lavoro subordinato della durata di un anno. Infatti, il permesso di soggiorno per lavoro stagionale può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro subordinato dopo il secondo ingresso per lavoro stagionale, purché l'interessato abbia fatto rientro nel proprio paese alla scadenza del primo permesso di soggiorno per lavoro stagionale. Tale conversione deve essere richiesta nell'ambito del decreto flussi annuale presso lo Sportello Unico competente in base al luogo ove si svolge l’attività lavorativa. Anche in questi casi per assumere un cittadino straniero come lavoratore subordinato è necessario seguire tutte le procedure previste dalla legge sull'immigrazione.

Dal momento del suo ingresso regolare in Italia per motivi di lavoro, il cittadino straniero è sottoposto alle stesse norme applicabili a tutti i lavoratori: gode degli stessi diritti sindacali, di retribuzione, di tutela assistenziale e previdenziale stabiliti per i lavoratori italiani. E’ infatti vietata ogni forma di discriminazione tra lavoratori e stabilita la parità di trattamento, senza distinzione di genere, provenienza o appartenenza religiosa.

L’ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, stagionale e di lavoro autonomo, avviene nell’ambito delle quote di ingresso stabilite dal Governo ne decreto flussi, emanato secondo le necessità del mercato del lavoro. Dopo la pubblicazione del decreto flussi, il datore di lavoro che vuole assumere un lavoratore straniero che risiede all'estero può presentare una domanda per ottenere un nulla osta, cioè una autorizzazione all’ingresso e all’assunzione. Per presentare la domanda, il datore deve registrarsi sull’apposito portale internet del Ministero dell’Interno e inviare via internet la richiesta di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione competente, insieme a una proposta di contratto di lavoro. Se la domanda è accolta, il nulla osta viene rilasciato al datore di lavoro e trasmesso all’Ambasciata o al Consolato italiani nel paese di origine della persona da assumere, per il rilascio del visto di ingresso.

A questo punto, il lavoratore straniero può entrare in Italia, con il passaporto e il visto d’ingresso per motivi di lavoro. Dopo l’ingresso, entro 8 giorni, deve presentarsi allo Sportello Unico per l’Immigrazione per firmare il “contratto di soggiorno per lavoro” e richiedere il permesso di soggiorno.

La durata del permesso di soggiorno per lavoro è quella prevista dal contratto di soggiorno e, comunque, non può superare i nove mesi per i contratti di lavoro stagionale, un anno per i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato e due anni nel caso di contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Se il lavoro continua, il permesso può essere rinnovato. Se, invece, il lavoratore trova un altro lavoro, deve firmare un nuovo contratto di soggiorno per lavoro e inviarlo allo Sportello Unico per l’Immigrazione. I lavoratori stagionali, invece, devono rientrare nel paese di origine al termine del contratto.

Per alcuni tipi specifici di lavoro dipendente, si applicano regole diverse per l’ingresso.

I lavoratori stranieri residenti all’estero che svolgono lavori particolarmente qualificati possono essere assunti in Italia attraverso procedure abbreviate e al di fuori delle quote fissate annualmente nel decreto flussi. Ad esempio, non sono previste delle quote di ingresso specifiche per assumere dirigenti o personale altamente specializzato di società internazionali, professori universitari, infermieri professionali, lavoratori del mondo dello spettacolo. In questi casi il lavoratore straniero sarà tenuto a svolgere esclusivamente l’attività lavorativa prevista e non potrà convertire il proprio permesso di soggiorno.

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Ministero della Pubblica Istruzione   Rai