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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

ORIENTARSI NELLA CITTADINANZA

20. Il fenomeno migratorio in Italia

 

Come ci dimostra la storia della famiglia Ba, l'Italia è ormai un paese multietnico.
La crescente presenza di cittadini stranieri non può essere considerata un aspetto marginale della nostra società. Molti uomini e donne, lavoratori e studenti, giovani e anziani provenienti dalle diverse aree del mondo sono entrati a far parte del nostro tessuto sociale. Il fenomeno migratorio deve essere inquadrato come un fattore strutturale, destinato a incidere sempre più in profondità nella crescita della nostra società.
Al 31 dicembre 2008, l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) nel suo Bilancio Demografico Nazionale annuncia che la popolazione italiana ha di poco superato i 60 milioni (60.045.068) di cittadini residenti negli 8.101 comuni della penisola.
Rispetto al 2007 la popolazione è cresciuta dello 0,7%. Questo incremento è dovuto soprattutto agli stranieri residente in Italia. I nuovi cittadini, con il loro arrivo, hanno compensato la diminuzione delle nascite nel nostro paese e l'invecchiamento della popolazione.
Sempre secondo i dati ISTAT, gli stranieri residenti in Italia sono il 6,5% della popolazione complessiva. Si registra una crescita rispetto al 2007 quando i residenti stranieri erano il 5,8%.
Secondo il Dossier Caritas Migrantes 2009, ai quasi 3.900.000 stranieri residenti vanno aggiunti i nuovi cittadini regolari non ancora registrati all'Anagrafe. Gli stranieri sono così 4.330.000, il 7,2% della popolazione presente in Italia.
La prima nazione da cui provengono i cittadini stranieri è un paese dell'Unione Europea, la Romania (796 mila). Seguono i residenti stranieri provenienti dall'Albania (441 mila) e dal Marocco (403 mila).
Gli stranieri si stabiliscono prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord, con percentuali che raggiungono il 9%, mentre al Sud la loro presenza è decisamente inferiore.

Tab. 1
Percentuale stranieri residenti in Italia

(al 31.12.2008)

Nord-Ovest 8,6%
Nord-Est 9%
Centro 8,3%
Sud 2,5%
Isole 2,2%
Italia 6,5%

Di pari passo con l’aumento dei nuovi cittadini, la percentuale delle nascite di bambini stranieri sul totale dei nati in Italia ha fatto registrare un fortissimo incremento, passando negli ultimi tredici anni dall'1,7 al 12,7%.
Questo fenomeno si riscontra maggiormente nelle regioni del Centro-Nord, dove si registrano valori percentuali di gran lunga superiori alla media nazionale. Infatti, nel Nord Italia i bambini nati da genitori stranieri sono circa il 19%. Tale incidenza è leggermente più bassa nelle regioni del Centro (14,4%), mentre è assai più ridotta nel Sud (3,3%).

Tab. 2
Percentuale bambini stranieri nati nel 2008

(per ripartizione geografica)

Nord-Ovest 18,7%
Nord-Est 19,4%
Centro 14,4%
Sud 3,3%
Isole 3,5%
Italia 12,7%

Un altro importante documento che annualmente fotografa la realtà del fenomeno migratorio in Italia è il Rapporto Cnel sull'integrazione degli immigrati (Il Rapporto è realizzato dall'équipe del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes per l'Organismo Nazionale di Coordinamento delle politiche d'integrazione degli stranieri (ONC) del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL).
I dati del Rapporto si basano sull'incrocio di diversi aspetti della vita degli stranieri a livello sociale e lavorativo e valutano le “potenzialità integrative” delle diverse aree del paese. Dall'ultimo studio emerge che il Nord Italia è l'area del paese che offre maggiori possibilità, soprattutto per il lavoro. A queste indubbie potenzialità non corrispondono però altrettanti elementi d'integrazione. Infatti, il divario tra italiani e stranieri se si considerano le retribuzioni e la qualità della vita è maggiore al Nord rispetto alle regioni del Sud.
Se si considera il potenziale d'integrazione in termini assoluti, la prima regione in classifica è l'Emilia Romagna, seguita da Friuli-Venezia-Giulia, Piemonte e Lombardia. Se invece il criterio è quello di comparare la vita degli stranieri con quella degli italiani, la regione con la capacità d'inserimento dei nuovi cittadini più egualitaria è la Sardegna. Seguono le Marche, il Friuli-Venezia-Giulia e la Valle d'Aosta.
Un altro dato che emerge dalla ricerca è la distribuzione dei nuovi cittadini nei grandi centri urbani come nei piccoli comuni. Questo perché, nonostante le aree metropolitane offrano più possibilità di lavoro, più facile è l'integrazione degli stranieri nel tessuto sociale dei centri minori.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai