Logo InItalia

In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

ORIENTARSI NELLA CITTADINANZA

15. Il lavoro autonomo

 

La famiglia Ba ha un nuovo amico. Poco più che trentenne di origine pakistana Alì è giunto in Italia con il progetto di aprire una sua attività autonoma. Il primo passo però è quello di entrare in società con un cugino che vive già da alcuni anni in Italia e ha una rimessa di autolavaggio. Lui si occuperà principalmente della gestione del personale e dell'applicazione delle misure di sicurezza sul lavoro. Per mettersi in regola Alì deve richiedere il permesso di soggiorno per lavoro autonomo e non essendo molto pratico della normativa italiana si è rivolto a Salif per farsi dare una mano. I due si collegano on line con il Portale Immigrazione del Ministero dell'Interno e verificano la documentazione necessaria per la richiesta del permesso di soggiorno per lavoro autonomo.
Il lavoro autonomo per gli stranieri non presenti in Italia
La legge italiana consente l’ingresso sul nostro territorio di lavoratori stranieri che intendono esercitare un’attività di lavoro autonomo non occasionale, a condizione che l’attività proposta non sia legalmente riservata solo ai cittadini italiani o comunitari.
Lo straniero che intenda esercitare in Italia un’attività non occasionale di lavoro autonomo, industriale, professionale, artigianale o commerciale, ovvero intenda costituire una società di capitali o di persone deve richiedere alla competente autorità amministrativa italiana una nulla osta per l’inizio dell'attività. Per l’esercizio di una professione è necessario il riconoscimento in Italia del titolo professionale conseguito in un paese non appartenente all’Unione Europea.
Si richiede, inoltre, la disponibilità delle risorse necessarie per l’esercizio dell’attività che si vuole intraprendere.
L’attestazione d'idoneità è rilasciata dalla Camera di Commercio competente per territorio se l’attività da intraprendere ha il carattere dell’imprenditorialità. L’attestazione, invece, è rilasciata dagli ordini professionali, per le attività soggette ad iscrizione negli ordini stessi.
Per tutte le altre attività lo straniero deve essere in possesso di un contratto di lavoro e di una dichiarazione di responsabilità rilasciata dal committente nella quale si specifichi che in virtù del contratto stipulato non verrà instaurato alcun rapporto di lavoro subordinato.
Lo straniero deve avere la disponibilità di un’idonea sistemazione abitativa e di un reddito annuo di importo superiore al livello minimo previsto dalla legge per l’esenzione alla partecipazione alla spesa sanitaria.
Lo straniero in possesso dei suddetti requisiti deve richiedere alla Questura il nulla osta provvisorio per l’ingresso che verrà rilasciato entro 20 dall’ingresso.
Il lavoratore straniero potrà allora richiedere all’Ambasciata italiana il rilascio del visto di ingresso per lavoro autonomo.
Il visto di ingresso è rilasciato previa verifica dei requisiti e nei limiti numerici previsti per la programmazione dei flussi di ingresso annuali.
La Questura rilascerà il permesso di soggiorno per lavoro autonomo della durata di due anni.
Il lavoro autonomo per gli stranieri già presenti in Italia
Lo svolgimento di un’attività di lavoro autonomo è consentito anche agli stranieri che sono in possesso di titolo di soggiorno (per un motivo diverso dal lavoro autonomo), senza necessità di conversione o rettifica del documento, in particolare per coloro che hanno un:
- permesso di soggiorno per lavoro subordinato non stagionale;
- permesso di soggiorno per motivi familiari;
- permesso di soggiorno per assistenza minore;
- permesso di soggiorno per asilo;
- permesso di soggiorno per attesa occupazione;
- permesso di soggiorno per protezione sussidiaria.
Al momento del rinnovo, i suddetti permessi di soggiorno possono essere convertiti in quello per lavoro autonomo, ad eccezione del permesso di soggiorno per asilo, per attesa occupazione e per protezione sussidiaria.
(www.portaleimmigrazione.it/ImmigrazioneNet/Nuova_Procedura.aspx)

Il lavoro autonomo per i fuori quota
L’articolo 27 del Testo Unico sull’Immigrazione prevede che alcune categorie di lavoratori (dirigenti o personale altamente specializzato, lettori universitari di scambio o di madre lingua, professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico, traduttori e interpreti) possano chiedere di entrare in Italia per svolgere attività di lavoro autonomo al di fuori delle quote stabilite dal decreto flussi.

Il lavoro autonomo per gli studenti stranieri
I cittadini stranieri con permesso di soggiorno per studio o formazione possono, in occasione del decreto flussi, chiedere allo Sportello Unico per l’immigrazione la conversione del loro permesso di soggiorno. La domanda di conversione deve essere presentata on line (www.interno.it). Una volta ricevuta la domanda, la Prefettura convoca l’interessato presso i propri uffici. La documentazione da esibire varia a secondo del tipo di lavoro autonomo che s'intende svolgere. In ogni caso è richiesto, oltre al permesso di soggiorno in corso di validità, la disponibilità di un reddito (anche attraverso il deposito su conto corrente bancario o postale) attualmente non inferiore agli 8.500 euro.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai