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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

18. BENVENUTI IN CASA BA

IL RISPARMIO

 


SCENA 0

OLGA: Eh no, mia cara Cesaria, oggi voglio vederti riposata e tranquilla! Non devi fare niente… anzi…

TERESA: E… se chiudi gli occhi vedrai

OLGA: Vedrai…

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

OLGA: Prego, prego! Scusatemi per il disordine!

TERESA: Ma figurati! Anzi, ti aiutiamo noi, se vuoi!

OLGA: Allora tutte ad asciugare i bicchieri!

TERESA: Va benissimo! Abbiamo anche l’aiuto di Yan! La mia alunna cinese… ricordi Olga? Grazie a te Luis l’ha aiutata per le pratiche del permesso di soggiorno!

OLGA: Ah, finalmente… la famosa Yan!

YAN: Famosa? Beh grazie!

OLGA: Perché non mi racconti come ti trovi in Italia?

YAN: Molto bene… in classe ho fatto tante amicizie e adesso, grazie alle lezioni di italiano nel pomeriggio, comincio a parlare meglio!

OLGA. Lo sento! Sei brava!

TERESA: Yan è portata per le lingue. Va bene anche in inglese!

OLGA: Sei venuta qui direttamente dalla Cina?

YAN: La mia famiglia viene dalla città di Wenzhou nella provincia cinese di Zhejiang... per primo è partito mio padre... poi mia madre e ora siamo qui da poco io e mio fratello più piccolo...

Però, quando sono venuta in Italia, sono andata a vivere a Sàntena … in provincia di Torino…

TERESA: Davvero? Non lo sapevo! Questo è curioso, Olga!

OLGA. Perché?

TERESA: Perché a Sàntena c’è un castello meraviglioso, residenza estiva dei conti Cavour… che di certo tu conosci…

OLGA. Quei Cavour? Camillo Benso… uno dei più grandi protagonisti del Risorgimento…

TERESA: Oggi il castello ospita la Fondazione Cavour e il Museo cavouriano…

OLGA: Quando sono andata a Torino non lo sapevo, altrimenti ci sarei andata!

TERESA. Pensa che Cavour ha voluto essere seppellito lì e per questo suo fratello ha dovuto rifiutare i funerali di Stato…

OLGA: Cavour è stato il primo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia, vero?

TERESA: Esatto. Nel 1861 il primo Parlamento italiano unitario ha proclamato il Regno d’Italia e pochi giorni dopo Cavour è diventato Presidente del Consiglio. È stato proprio lui a volere Roma capitale.

OLGA: Tu sei stata al Museo Cavour, Yan?

YAN: Sì, ho frequentato per qualche mese la scuola a Sàntena e ci hanno portato a vedere il Museo.

TERESA: Olga! Prima o poi ci possiamo andare insieme, se per te va bene! Un’altra tappa per il tuo viaggio italiano!

OLGA: Sicuramente!

Più tardi…

SCENA 2

SPEAKER: Stretto tra i deserti africani e il mare il Marocco racchiude in sé un patrimonio ambientale e culturale che ne ha fatto uno dei paesi più visitati e apprezzati dell’Africa…

Nel pomeriggio…

SCENA 3

OLGA: Tu che sei esperta… che dici? Posso farci un bel vestito, in stile africano? Dammi un consiglio!

CESARIA: Sicuramente. È una bellissima stoffa… però devi farti consigliare un modello giusto…

OLGA: Non conosco nessuno…

CESARIA: Io conosco una signora colombiana che ha aperto una piccola sartoria… crea abiti e li realizza… vuoi andare a nome mio?

OLGA: Grazie, sei gentilissima!

CESARIA: Allora dopo prendo a casa il numero di telefono e te lo porto!

OLGA: Grazie! Ma dimmi di te… è da tempo che non chiacchieriamo un po’…

CESARIA: Va abbastanza bene… sono un po’ stanca ma sto bene.

OLGA: Come procede con la pensione? Ora la ricevi regolarmente?

CESARIA: Sì, vado a ritirarla alla posta ogni mese...

OLGA: Ma perché non chiedi l’accredito sul conto? Con l’accredito i soldi arrivano direttamente sul conto...

CESARIA: Beh, non ho un conto mio...

OLGA: Ma allora devi aprire un conto corrente in banca!

CESARIA: Come funziona?

OLGA: Il conto corrente serve per conservare i tuoi soldi in banca. Quando hai dei soldi li porti in banca e fai un versamento. Invece quando hai bisogno di denaro vai in banca e fai un prelievo, cioè chiedi indietro un po’ dei tuoi soldi. Oppure, se hai poco tempo, puoi prelevare i soldi col bancomat o con la carta di credito…

CESARIA: Grazie, Olga… la vostra amicizia mi fa tanto bene… la vita non è sempre stata facile…

OLGA: Questo vale per tutti... ma Cesaria siamo amiche da tanto tempo e conosco poco la tua storia...

CESARIA: E' simile a quella di tante donne del mio paese che come me hanno lasciato Capo Verde ancora ragazzine... io avevo appena compiuto 18 anni la sera dormivo con questo braccialetto fatto con le noci di cocco che mi aveva dato mamma... Per fortuna ho trovato subito una famiglia italiana che mi ha accolto e sono rimasta con loro per più di trent'anni...

OLGA: Ma non volevi tornare a vivere a Capo Verde?

CESARIA: Si... lo dico da tanti anni, ma non credo che lo farò... ora l'Italia è il mio paese... qui ho trascorso quasi tutta la mia vita...

OLGA: Lo capisco... è il nostro destino: due patrie, due vite, due lingue... non sempre conciliabili...

Ma almeno ora sei più serena… e per noi sei sempre speciale!

Nel frattempo…

SCENA 4

FELA: Zio… so la data per la discussione della tesi…

SALIF: Bene!

FELA: Sarà il mese prossimo!

SALIF: Ci sarò!

FELA: Spero di non deluderti!

SALIF: Certo che no! Andrà tutto bene… ah, senti Fela…

FELA: Dimmi zio.

SALIF: Ho pensato a un regalo per te… ma voglio prima parlarne con te perché è una cosa che ti potrebbe servire già adesso!

FELA: Ma zio… già fai tanto per me! Non preoccuparti del regalo…

SALIF: Zitto! Decido io! Voglio regalarti una carta prepagata! Sarà utile quando vuoi comprare qualcosa su internet! Ci metterò un po’ di soldi, quello che posso, come regalo per la laurea… poi quando sarà possibile, verseremo altri soldi in banca ….

FELA. Zio, davvero… non voglio pesare su di voi…

SALIF: Non preoccuparti! Sono sicuro che il mio progetto andrà bene e ci sarà da lavorare per tutti noi!

FELA: Ne sono sicuro!

SALIF: Per adesso voglio chiedere un piccolo finanziamento in banca… per cominciare…

FELA. Se vuoi, ci andiamo insieme! Ora ho più tempo… devo solo rileggere la mia tesi…

Quella sera…

SCENA 5

OLGA: Sàntena…. Dovrebbe essere qui! Ecco!

OLGA: Vieni, Cesaria, stavo sistemando una cosa qui…

CESARIA: Quante belle immagini!

OLGA: Eh sì… è bello pieno…

CESARIA: Quanta pazienza che hai!

OLGA: Insomma… sarà l’allenamento con Mansur!

CESARIA: Senti, Olga… a proposito del conto corrente… vorrei andare in una banca e aprirlo… mi aiuti a capire cosa devo fare?

OLGA: Certo! Così puoi chiedere anche un libretto degli assegni.

CESARIA: Ma come funziona?





OLGA: Quando apri un conto corrente, la banca o la Posta ti danno un libretto di assegni. Gli assegni si usano al posto dei soldi: devi scrivere su un assegno la cifra e il nome della persona che devi pagare, poi firmi e quella persona va in banca a cambiare l’assegno o a versarlo sul suo conto. Però vediamo come si apre un conto corrente...

OLGA: Per poter aprire un conto corrente è richiesto il possesso di alcuni requisiti fondamentali, come:



  • la maggiore età: il soggetto che intende aprire un conto corrente deve avere 18 anni o più;


  • il fatto di non essere incorsi in fallimenti.


I documenti richiesti per aprire un conto corrente sono:



  • un documento d'identità (ad es., carta d'identità, passaporto) valido;


  • il codice fiscale.


CESARIA: Grazie, domani ci vado. A proposito… eccoti il numero della mia amica colombiana Margarita Perez Sancez… la sarta ti ricordi? Così ho già parlato con lei e domani ci vai…


OLGA. Grazie! Ci andrò domani!

Il giorno dopo…

SCENA 6

OLGA: Insomma senti… vorrei fare un regalo a Cesaria… ieri mi ha raccontato la sua vita… soffre di solitudine… vorrei farle capire che qui ha dei veri amici!

TERESA: Cosa potresti regalarle?

OLGA: Non so… se le faccio un regalo troppo impegnativo posso metterla in imbarazzo

TERESA: Qualcosa che le ricordi Capo Verde?

OLGA: Ieri mi ha parlato di un bracciale capoverdiano… e una cosa mi ha colpito… era fatto con la noce di cocco!

TERESA. La noce di cocco!

OLGA. Sì! Se mi accompagni a fare una cosa ti spiego tutto…

TERESA: D’accordo ma cosa?

OLGA: Un vestito!

TERESA: Va bene, dai, ci vediamo tra mezz’ora!

Poco dopo…

SCENA 7

OLGA: …. Allora lei dice che verrà un bel vestito?

MARGARITA: Sì sì, un bellissimo vestito perché è un tessuto molto originale e anche i disegni sono originali e hanno un significato per loro…

OLGA: La ringrazio! Che dici, Teresa?

TERESA: Sono convinta che sarà un vestito originale!

OLGA. Signora Margarita lei è di origini colombiane, vero?

MARGARITA: Si. Sono colombiana

OLGA: Posso chiederle da quanti anni vive in Italia?

MARGARITA: Io sono arrivata qui nel 2001, sono più o meno dieci anni che sono qua. Ho iniziato a lavorare, non nel mio lavoro, facevo le pulizie in un condominio, dopo ho trovato un giornale e ho visto che cercavano una sarta stilista, non parlavo bene italiano però mi hanno capito, mi hanno dato un appuntamento e sono andata a questo appuntamento il giorno dopo. Era un grande stilista molto famoso, italiano. Ho lavorato con loro, ho imparato anche di più, ho fatto una scuola qui. E così la gente era contenta di quello che facevo come lavoro

OLGA: Il suo atelier si chiama la “Clinica dei vestiti”, ma quando è nata la sua passione per la sartoria?

MARGARITA: Io non volevo fare questo lavoro quando ero piccola, volevo fare la dottoressa e studiare medicina però mio padre voleva una sarta in casa e lui mi ha quasi obbligato a fare questo lavoro. Oggi ringrazio mio padre perché sono innamoratissima del mio lavoro e la gente mi dà tanta soddisfazione.

OLGA: Col tempo ha trasformato la sua passione per la moda in una vera e propria impresa. E' stato difficile?

MARGARITA: All’inizio è difficile tutto, però la gente mi ha dato tanta soddisfazione, la confederazione del Cna mi ha aiutato tantissimo. Loro sono una comunità e mi hanno sempre dato una mano in tutto e per tutto, perché, ti ripeto, da straniera quasi non capivo le cose e invece loro mi hanno aiutato tanto, mi hanno dato una mano e dopo ho fatto, mi hanno invitato a un concorso e ho vinto dei premi qua, uno dei grandi premi è stato il Moneygram che per me è stata una soddisfazione e … sono contenta!

OLGA: Grazie, ci vediamo presto per il mio vestito e complimenti per la sue capacità come sarta e come imprenditrice.

MARGARITA: Grazie, grazie!

Il giorno dopo…

SCENA 9

TERESA: Oggi mi piacerebbe parlarvi di come era la scuola una volta… non era come oggi… i ricchi erano avvantaggiati rispetto ai poveri e sapete perché?

ALUNNO: Perché professoressa?

TERESA: Perché conoscevano meglio la lingua italiana e la sapevano usare… sapevano scrivere e parlare meglio… così i poveri erano sempre svantaggiati… però, nel 1954 un sacerdote molto coraggioso ha fondato una scuola in Toscana in cui insegnava la lingua italiana ai ragazzi poveri, che avevano più difficoltà degli altri. Insieme hanno scritto un libro che si intitola Lettera a una professoressa… in questo libro i ragazzi raccontano ad una professoressa tutte le cose che secondo loro non andavano bene nella scuola...

ALUNNO: Professoressa?

TERESA: Sì?

ALUNNO: Possiamo scrivere anche noi un libro per dire quali cose non vanno bene?

TERESA (ridendo): Se ne siete capaci, scrivetelo! lo leggerò volentieri!

Più tardi…

SCENA 10

FELA: Meryem? Allora è deciso… il 24 discuto la tesi… ci sarai? Va bene… fammi sapere… ciao ciao…

Quella sera..…

SCENA 11

OLGA: Eh no, mia cara Cesaria, oggi voglio vederti riposata e tranquilla! Non devi fare niente… anzi…

TERESA: E… se chiudi gli occhi vedrai

OLGA: Vedrai…

TERESA E OLGA: Luce capoverdiana!

CESARIA: Non è possibile! È fatto con le noci di cocco… come al mio paese…

OLGA: L’altro giorno mi hai parlato del tuo bracciale capoverdiano e ho pensato… beh, proviamoci… e grazie alla fantasia e alla creatività di Teresa…

TERESA. Lei è il braccio e io la mente!

OLGA: Ti piace?

CESARIA: È bellissima… sono senza parole… la metterò sul comodino e accenderò questa lucetta, così penserò alle mie amiche!

Continua…

LE PAROLE DELL’ITALIANO

Quante cose possiamo fare in banca! Intanto, possiamo chiedere di aprire un conto corrente, come dice Olga a Cesaria:

CESARIA: Beh, non ho un conto mio...

OLGA: Ma allora devi aprire un conto corrente in banca!

Che cos’è un conto corrente, e come funziona? Olga lo ha spiegato benissimo:

OLGA: Il conto corrente serve per conservare i tuoi soldi in banca. Quando hai dei soldi li porti in banca e fai un versamento.

Avete sentito? Sul nostro conto corrente possiamo fare un versamento, cioè possiamo mettere dei soldi in contanti o con un assegno (che cosa sia un assegno, ve lo spiegherà fra poco Olga). In più, sul conto corrente possiamo anche farci accreditare lo stipendio (o la pensione), cioè possiamo chiedere al nostro datore di lavoro di versare ogni mese lo stipendio sul nostro conto. Sentite.

OLGA: Ma perché non chiedi un accredito sul conto corrente? Con l’accredito i soldi arrivano direttamente sul conto...

Sul conto corrente i nostri soldi possiamo metterli, ma anche prenderli. In questo caso chiederemo prelevare dei soldi di, o di fare un prelievo, come dice Olga:

OLGA: .........Invece quando hai bisogno di denaro vai in banca e fai un prelievo, cioè chiedi indietro un po’ dei tuoi soldi. Oppure, se hai poco tempo, puoi prelevare i soldi col bancomat o con la carta di credito…”.

Il bancomat e la carta di credito non servono solo per prelevare soldi dallo sportello automatico, ma anche per comprare direttamente le cose. In più, per le nostre spese possiamo anche usare una carta prepagata:

SALIF: ..........Voglio regalarti una carta prepagata! Sarà utile quando vuoi comprare qualcosa su internet!

Possiamo pagare anche con un assegno. Ma che cos’è un assegno? Ascoltiamo Olga:

OLGA: Quando apri in conto corrente, la banca o la Posta ti danno un libretto di assegni. Gli assegni si usano al posto dei soldi: devi scrivere su un assegno la cifra e il nome della persona che devi pagare, poi firmi e quella persona va in banca a cambiare l’assegno o a versarlo sul suo conto”.

Passiamo a un altro argomento. Oggi, parlando, i nostri amici hanno fatto delle ipotesi: cioè hanno espresso una condizione e hanno indicato una conseguenza. Davanti alla condizione hanno sempre usato la parola se. Sentiamo:

TERESA: ...se chiudi gli occhi vedrai…........

OLGA E TERESA: Luce capoverdiana!

TERESA: Se ne siete capaci, scrivetelo!

Sentito? Se chiudi gli occhi (condizione), vedrai luce capoverdiana (conseguenza); “Se ne siete capaci (condizione), scrivetelo” (conseguenza). Si può anche dire prima la conseguenza, e poi la condizione, quella col se:

TERESA: .........Prima o poi ci possiamo andare insieme, se ti va bene!

TERESA: ........ Anzi, ti aiutiamo noi, se vuoi!

Le ipotesi sono tutte qui. Ricordate che per fare un’ipotesi, abbiamo bisogno della parola se!

Vi ricordate?

Non so se avete notato che parlando i nostri amici hanno usato tante volte i pronomi atoni: mi, che vuol dire me e anche a me, ti, che vuol dire te e anche a te, gli che vuol dire a lui, le, che vuol dire a lei, ci, che vuol dire noi e anche a noi, vi, che vuol dire voi e anche a voi, e gli che vuol dire a loro. Noi questi pronomi li abbiamo già studiati. I nostri amici ce li hanno fatti conoscere nella puntata 19 della prima serie, quando sono stati a Savona:

Riprendere da Le parole dell’italiano I, 19 le seguenti battute:

OLGA: … voi mi sottovalutate!
SALIF: Mi può indicare piazza del Popolo?
ANNA: Pronto, mamma? Mamma? Non ti sento!
ANNA: Ti piace tanto la musica?
FELA: Se le piace così tanto la musica, accontentiamo Olga
ANNA: Perché non ci raggiungete?
ANNA: Proviamo a chiamare mamma e Salif. Se ci rispondono gli diciamo di venire qui al mare…

Piccola storia dell’italiano

Lettera a una professoressa

Oggi Teresa ha parlato ai suoi studenti di don Lorenzo Milani, un sacerdote cattolico molto coraggioso, che nel 1954 fonda una scuola a Barbiana, un piccolo paese della Toscana vicino a Firenze. La scuola di don Milani è per i ragazzi poveri, ancora esclusi dall’istruzione, dalla cultura e dalla lingua. Nel 1967 don Milani e i suoi ragazzi scrivono un libro intitolato Lettera a una professoressa. In questo libro, loro immaginano di parlare a una professoressa per denunciare tutte le cose che nella scuola italiana vanno male. Secondo loro, la scuola era progettata per aiutare i ragazzi ricchi, mentre non era per niente utile ai figli dei poveri. Nella scuola di Barbiana accadeva il contrario: si insegnava la cultura e soprattutto la lingua ai poveri. I ricchi - dicevano don Milani e i ragazzi di Barbiana – erano avvantaggiati rispetto ai poveri proprio perché conoscevano bene la lingua italiana: e la conoscevano perché la usavano in famiglia. Nelle famiglie dei poveri, invece, si usava solo il dialetto. Secondo i ragazzi di Barbiana, la scuola doveva aiutare i poveri insegnando a tutti un italiano chiaro e semplice. Negli anni Settanta del Novecento molti studiosi e molti insegnanti guidati dal grande linguista Tullio De Mauro hanno ripreso alcune delle idee di don Milani e nel 1975 hanno pubblicato un documento intitolato Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica. Gli obiettivi di questo documento erano due: cambiare il modo di insegnare l’italiano a scuola; insegnarlo meglio ai ragazzi più poveri e svantaggiati. Per concludere, visto che ho nominato tante volte la parola scuola, oggi voglio raccontarvi da dove viene. Viene da scholè, una parola che in greco antico indicava il ‘tempo libero’ che le persone si tenevano per poter studiare.

LA BUSSOLA

La tutela del risparmio. L’accesso al credito e gli incentivi per le imprese

In questa puntata Olga consiglia a Cesaria di aprire un conto corrente bancario. Sentiamo il perché.

SCENA 3

OLGA: Come procede con la pensione? Ora la ricevi regolarmente?

CESARIA: Sì, vado a ritirarla alla posta ogni mese...

OLGA: Ma perché non chiedi un accredito sul conto corrente? Con l’accredito i soldi arrivano direttamente sul conto...

CESARIA: Beh, non ho un conto mio...

OLGA: Ma allora devi aprire un conto corrente in banca!

CESARIA: Come funziona?

OLGA: Il conto corrente serve per conservare i tuoi soldi in banca. Quando hai dei soldi li porti in banca e fai un versamento. Invece quando hai bisogno di denaro vai in banca e fai un prelievo, cioè chiedi indietro un po’ dei tuoi soldi. Oppure, se hai poco tempo, puoi prelevare i soldi col bancomat o con la carta di credito…

CESARIA: Finora non sono mai riuscita a risparmiare ma adesso devo ricevere un po’ di soldi con la liquidazione e vorrei gestirli meglio…

OLGA: E fai bene… ti darò una mano se vuoi…

Il consiglio di Olga è giusto.

Effettivamente un modo ottimo per conservare i nostri soldi e per averli sempre disponibili, in qualsiasi momento, è avere un conto corrente presso una banca o presso un ufficio postale.

Sul conto corrente possiamo, ad esempio, depositare i nostri risparmi, cioè il denaro che guadagniamo e non spendiamo. Potremo prelevare il denaro depositato sul conto corrente da qualsiasi sportello bancario o postale in qualsiasi momento attraverso una carta magnetica, il bancomat, che ci viene data dalla banca dove abbiamo aperto il conto corrente, se la richiediamo.

Potremo anche pagare alcune cose utilizzando gli assegni bancari o postali, come giustamente spiega Olga a Cesaria.

SCENA 5

CESARIA: Senti, Olga… a proposito del conto corrente… vorrei andare in una banca e aprirlo… mi aiuti a capire cosa devo fare?

OLGA: Certo! Così puoi chiedere anche un libretto degli assegni.

CESARIA: Ma come funziona?

OLGA: Quando apri un conto corrente, la banca o la Posta ti danno un libretto di assegni. Gli assegni si usano al posto dei soldi: devi scrivere su un assegno la cifra e il nome della persona che devi pagare, poi firmi e quella persona va in banca a cambiare l’assegno o a versarlo sul suo conto. Ma vieni, vediamo come aprire un conto...

Esistono anche delle carte prepagate, utili per fare acquisti soprattutto online, su Internet, come quella che Salif vuole regalare a Fela per la sua laurea.

SCENA 4

SALIF: Ho pensato a un regalo per te… ma voglio parlarne ora perché è una cosa che ti potrebbe servire già adesso!

FELA: Ma zio… già fai tanto per me! Non preoccuparti del regalo…

SALIF: Zitto! Decido io! Voglio regalarti una carta prepagata! Sarà utile quando vuoi comprare qualcosa su internet! Ci metterò un po’ di soldi, quello che posso, come regalo per la laurea… poi quando sarà possibile, verseremo in banca altri soldi….

Pensate che la Costituzione italiana dà un grande valore al risparmio in quanto l’articolo 47 afferma che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” (art. 47 Costituzione). La nostra Costituzione prosegue affermando anche che la Repubblica “disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”, cioè l’altra faccia della medaglia del risparmio.

Se, infatti, dobbiamo acquistare qualcosa, come ad esempio una casa, o anche una macchina o una moto, o un televisore, o una lavatrice, e non abbiamo tutti i soldi necessari, possiamo ricorrere al credito, cioè chiedere che una banca o le poste italiane ci finanzino la somma necessaria. Possiamo chiedere un finanziamento anche alle società finanziarie autorizzate dalla Banca d’Italia a svolgere questo tipo di attività.

Con il denaro finanziato potremo acquistare, ad esempio, beni o servizi di consumo.

Il cosiddetto “credito al consumo”, cioè il finanziamento concesso al consumatore per comprare un bene o un servizio (pensiamo a un televisore o a un viaggio) è regolato dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (artt. 121 e segg. del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385), e dal Codice del Consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 20), aggiornati nel 2010 (decreto legislativo 13.8.2010 n. 141) dopo la direttiva del 2008 dell’Unione Europea (direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo 2008/48/CE del 23.4.2008 relativa ai contratti di credito ai consumatori), intervenuta per porre un freno all’abuso del credito al consumo e all’indebitamento dei consumatori per l’acquisto di beni e servizi.

Il Testo Unico Bancario e il Codice del Consumo prevedono norme per proteggere il consumatore, prescrivendo, ad esempio, in suo favore la possibilità di recedere liberamente dal contratto di credito (cioè rinunciarci), senza costi aggiuntivi o penali, entro 14 giorni dalla sottoscrizione e, nel caso di contratti di credito a tempo indeterminato, puo’ farlo in qualsiasi momento. (artt. 125 ter e 125 quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385).

La banca o la società finanziaria hanno l’obbligo di informare dettagliatamente il consumatore sulle condizioni del finanziamento, altrimenti il contratto è invalido; inoltre, se il bene o il servizio oggetto del contratto di finanziamento non è stato consegnato, il consumatore può sospendere il pagamento delle rate e richiedere lo scioglimento del contratto.

Più ampi sono diventati i poteri di controllo e di vigilanza della Banca d’ Italia sulle società e sugli intermediari finanziari che erogano credito al consumo e molto più difficile è diventato il loro accesso al mercato. Si richiedono maggiori requisiti di professionalità, di onorabilità, e di capacità economica, che dovrebbero assicurare affidabilità e correttezza.

Possiamo chiedere un finanziamento anche per realizzare progetti di lavoro e imprenditoriali, proprio come vuole fare Salif.

SCENA 4

SALIF:

Ora voglio chiedere un piccolo finanziamento in banca… per cominciare ….

In questo caso, se il finanziamento serve ad intraprendere una nuova attività ,il neo imprenditore dovrà garantire con i suoi beni personali l’istituto che lo finanzia.

Se si è giovani tra i 18 e 35 anni, anche in cerca di un primo impiego o disoccupati, Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, (www.invitalia.it) che agisce su mandato del Governo, sostiene la realizzazione e l'avvio di piccole attività imprenditoriali (anche in forma associativa) o la creazione di nuove imprese o l’ampliamento di imprese esistenti.

Invitalia lo fa attraverso la concessione di contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato, nonché servizi di assistenza tecnica per l’avvio dell’attività.

Per accedere alle agevolazioni occorre presentare una domanda a Invitalia contenente il progetto d'impresa e sostenere un colloquio (D.Lgs 21.4.2000 n. 185 "Incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144" - Titolo I e Titolo II).


 
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