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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

12. BENVENUTI IN CASA BA

L'ARTIGIANATO

 


SCENA 0

SALIF: Ah. Mansour! Giochi dovunque…

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

SALIF: Stai già uscendo?

ANNA: Non ancora. Voglio telefonare a Valeria, è tanto che non la sento. Forse riusciamo a vederci…

SALIF: Bene. Che stai facendo?

ANNA: Butto via le bottiglie di vetro! L’ho detto a Fela ma lui non lo fa mai!

SALIF: Fela è distratto, lo sai. E adesso è impegnato con la tesi… poi c’è la storia con Meryem…

ANNA: Secondo te, sta ancora soffrendo…?

SALIF: Ci vuole tempo…

ANNA: Voglio parlare con lui…

SALIF: Gli sarà utile… ah, senti, Anna… ho una bella notizia… Olga ha telefonato poco fa: al giornale le hanno rinnovato la collaborazione! Appena finisce quel servizio giornalistico fuori città torna a festeggiare!

ANNA: Ma è fantastico! Anche se non avevo dubbi! Dove la trovano una brava come mamma?

SALIF: E’ vero. Hai già fatto colazione?

ANNA: Sì. Adesso corro a telefonare a Valeria.

Più tardi…

SCENA 2 – INT GIORNO – CAMERA FELA

ANNA. Buongiorno, Fela!

FELA: Oh ciao, Anna! Tutto bene?

ANNA: Sì. e tu?

FELA: Tutto bene.

ANNA: Sicuro?

FELA: Beh quasi tutto…

ANNA: Senti, Fela, se ti va di parlare, io ci sono.

FELA: Lo so, Anna, grazie. Davvero.

Poco dopo…

SCENA 3

ANNA: Pronto? Valeria?

VALERIA: Anna! Da quanto tempo! Che bello sentirti!

ANNA: Sono tornata per qualche giorno dalla Svizzera e volevo chiamarti ma qui in casa ci sono sempre tante cose da fare…

VALERIA: Anche io avrei tante cose da raccontarti…

ANNA: Davvero? Perché non vieni a trovarmi e magari resti a cena stasera?

VALERIA: Mi farebbe tanto piacere…

ANNA: Allora ti aspetto!

VALERIA: D’accordo. A più tardi.

Nel pomeriggio…

SCENA 4

SALIF: Allora… vediamo se riesco a classificare i diversi generi di musica…

FELA: Ciao, zio!

SALIF: Ciao, Fela!

FELA: Che fai?

SALIF: Voglio creare uno spazio musicale nella nuova libreria…

FELA: Buona idea… dovrei darti qualche consiglio…

SALIF: Ma finiscila! Sono più esperto di te…

FELA: Non credo… non sai nulla di rap o di hip hop…

SALIF: Beh… per ora ci sono altri generi di musica qui… musica classica… musica afro… c’è anche l’hip hop africano, sai?

FELA: Va bene, va bene… appena posso ti concedo una consulenza musicale!

SALIF: No grazie!!

FELA: Senti, posso prendere la macchina?

SALIF: Sì, ma devi fare benzina, dove vai?

FELA: Vado da un liutaio per far aggiustare la chitarra di Luis. Si è rotto il ponte. Mi hanno detto che è una persona molto interessante, vorrei farci due chiacchiere.

SALIF: Bene, bravo! A stasera!

FELA: Ciao, ciao! Allora prendo la macchina!

SALIF: Fai benzina!

FELA: Sì… ciao!

Più tardi…

SCENA 5

VALERIA: Anna, la cartina dell’Italia di tua madre si sta affollando di tante idee…

ANNA: Si capisce che sono tutti argomenti che la emozionano…

VALERIA: E’ davvero geniale ricostruire la storia d’Italia attraverso i luoghi che ha visitato e amato, o i racconti di amici…

ANNA. Poi i gusti musicali… come Verdi!

VALERIA: Non solo… guarda cosa ha messo qui… Lorenzo Da Ponte!

ANNA: Non lo conosco… chi è?

VALERIA: Tua madre ama l’opera. E anch’io! È un librettista del 1700…

ANNA: Chi sono i librettisti?

VALERIA: Sono gli autori dei testi delle opere musicali… Da Ponte ha scritto le tre opere più famose di Mozart: Così fan tutte, Don Giovanni e Le Nozze di Figaro

ANNA: Mozart non era italiano però…

VALERIA: No, era austriaco, però a quell’epoca le opere si scrivevano in lingua italiana… l’italiano era la lingua della musica

ANNA: Lo ha messo in Veneto. Come mai?

VALERIA: Perché Da Ponte era nato a Ceneda, in provincia di Treviso.

ANNA: Bene. Senti un po’… mi è venuta un’idea per mia madre… qual è l’opera di Mozart e Da Ponte che ti piace di più?

VALERIA: Decisamente il Don Giovanni. Un capolavoro…

ANNA: E allora senti la mia idea…

Nel frattempo…

SCENA 6

BENZINAIO: Buongiorno!

FELA: Buongiorno! Posso avere il pieno, per favore?

BENZINAIO: Subito, signore.

FELA: Per favore, può controllarmi l’acqua e l’olio?

BENZINAIO: Ma certo. Appena finito il pieno può accomodarsi più avanti e controlliamo tutto.

FELA: Ah e… già che ci siamo, può controllare le gomme?

BENZINAIO: Sicuro.

Quella sera…

SCENA 7

VALERIA: La cena era buonissima… hai imparato a cucinare da tua madre!

ANNA: Sì. La cucina di mamma ormai è internazionale… passa dai piatti italiani a quelli senegalesi a quelli croati…

VALERIA: Di certo non vi fa annoiare…

ANNA: Mamma è mamma! Poi ora che ha avuto il nuovo contratto sono ancora più orgogliosa di lei…

VALERIA: Hai avuto una bella idea per il suo regalo!

ANNA: Grazie! Ma dimmi di te: che novità ci sono?

VALERIA: Ho preso decisione molto importante. Ti ricordi la mia passione per i gioielli?

ANNA: Come no?! ricordo bene i tuoi anelli e le tue collane… hai un talento!

VALERIA: Beh… ho deciso che quello sarà il mio lavoro!

ANNA: Ottima idea!

VALERIA: Però non basta la fantasia, bisogna conoscere la tecnica, imparare come si lavorano i diversi materiali… e io purtroppo non ho potuto frequentare l’Istituto Professionale d’Arte…

ANNA: E come hai fatto ?

VALERIA: Ho frequentato i corsi di tecnologia per il Made in Italy di un ITS, un istituto tecnico superiore...

ANNA: Complimenti! Sono contenta che finalmente tu abbia trovato la tua strada!

VALERIA: E adesso con una mia amica vogliamo aprire una piccola azienda artigiana...

ANNA: Beh… non è un’impresa facile...

VALERIA: Eh, si. Il primo passo è l'iscrizione all'Albo degli Artigiani, ma per farlo bisogna avere tutti i requisiti necessari... Esiste proprio un settore per l'Artigianato artistico e tradizionale... ma devo andare alla Camera di Commercio per informarmi meglio...

ANNA: Che bello! Complimenti... mi piacciono le persone con spirito di iniziativa...

VALERIA: Intanto vuoi vedere le mie nuove creazioni?

ANNA: Certo.

VALERIA: Ecco qua. In oro, argento, rame…

ANNA: Che bello! Sono bellissimi!

Il giorno dopo

SCENA 8 – INT GIORNO - PIANEROTTOLO

FELA: Ciao zio! Sportivo oggi?

SALIF: Mi sono svegliato presto e sono andato a correre.

FELA: Anna accompagna Mansour a scuola.

SALIF: Io invece scappo. Vado a farmi la doccia.

FELA: Bene! Ci vediamo quando vuoi per la lezione di musica!

SALIF: Fai poco lo spiritoso!

Più tardi

SCENA 9

FELA: Buongiorno.

Mohesen Kasirossafar: Buongiorno.

FELA: Lei è il signor Mohsen Kasirossafar?

Mohesen Kasirossafar: Sí

FELA: Le ho portato la chitarra di un mio amico, che ha un problema qui sul ponte, che cosa si può fare?

Mohesen Kasirossafar: Si può aggiustarlo, ma me lo devi lasciare, non si può fare subito…

FELA: Va bene. Come si chiama quello strumento che suonava prima?

Mohesen Kasirossafar: Questo si chiama târ. È uno strumento antico, praticamente è l'origine della chitarra. La parola târ - che poi significa le corde - tutte le parole chitar, sitar, sehtar, tutto quanto poi deriva da questo strumento.

Fela: Certo. Lei dunque suona in un gruppo?

Mohesen Kasirossafar: Suono con più situazioni, ma ci tengo a un gruppo in particolare –perché è buffo - nel senso che siamo quattro musicisti con quattro religioni diverse.

Fela: Bello

Mohesen Kasirossafar: Ci sono io che vengo dalla cultura islamica, c'è il violinista che è ebreo, il contrabbassista che è buddhista e il chitarrista che è cristiano praticamente. Poi ognuno porta la sua cultura, la sua musica, il suo percorso insomma.

Fela: Quindi lei da quanti anni sta in Italia?

Mohesen Kasirossafar: Più di trent'anni, insomma una vita..da tanto

Fela: E che cosa l'ha spinta a venire in Italia?

Mohesen Kasirossafar: La cosa che mi ha fatto venire in Italia è il cinema, perché la cultura italiana soprattutto era molto presente - e lo è tuttora, insomma - in Iran e all'epoca io per forza volevo studiare cinema e sono venuto in Italia e comunque l'ho studiato poi alla fine.

Fela: Vedo che il suo piccolo laboratorio di liutaio è un mondo di culture…

Mohesen Kasirossafar: sì, insomma è frutto di una fatica immensa, di una ricerca immensa, lavoro di anni…

Fela: una passione…

Mohesen Kasirossafar: più che passione…oltre che passione…è lavoro anche. C'è una famosa frase di John Cage. Dice: «Quando il tuo lavoro diventa il tuo tempo libero, sei un uomo fortunato». E io mi ritengo fortunato.

Fela: Va bene, grazie

Mohesen Kasirossafar: Prego

Fela: Tornerò sicuramente con il mio amico Luis.

Mohesen Kasirossafar: Va bene, ciao



SCENA 10

ANNA: Sono contenta che sei passata! Raccontami tutto.

VALERIA: Sono andata alla Camera di Commercio stamattina presto. Mi hanno detto che devo presentare la domanda di riconoscimento della mia attività alla Commissione provinciale per l’artigianato compilando l’apposito modello A1...

ANNA: Bene! Quindi inizierai presto!

VALERIA: Si! E ho già delle idee nuove… ma per ora non ne parlo…

ANNA: Quanti misteri… senti, io sono riuscita a concretizzare quella sorpresa di cui ti ho parlato per la mamma…

VALERIA: Il viaggio?

ANNA: Sì! Le regalo un viaggio allo Sferisterio di Macerata per vedere una delle sue opere preferite… quando lo abbiamo visitato le è piaciuto tanto…

VALERIA: Splendido!

ANNA: Secondo me le piacerà… voglio organizzare tutto nei minimi particolari… anche il viaggio in macchina con Salif. Voglio che mamma non pensi a nulla. Organizzerò l’itinerario in autostrada e le darò tutte le indicazioni sul casello, sul pedaggio… Voglio che sia spensierata!

VALERIA: Fai bene. Si merita un momento di spensieratezza!

Quella sera…

SCENA 11

ANNA: Io dico che è meglio mandarli in macchina…

FELA: Sicura? Guidare è faticoso… in treno non devono preoccuparsi di nulla e non si stancano…

ANNA: Ma in treno sono obbligati a partire ad un orario prestabilito! In macchina sono più liberi!

FELA: Questo è vero, però c’è il problema del traffico… il pedaggio dell’autostrada da pagare…

ANNA: Ma, invece dell’autostrada, potrebbero prendere una superstrada o una strada statale, così potrebbero fermarsi a vedere qualche paese vicino…

FELA: Smettila, non insistere! In treno possono dormire!

ANNA: Dai, finiscila! Perché dovrebbero dormire quando ci sono tante cose belle da vedere?

FELA: Abbiamo proprio due modi diversi di immaginare un viaggio! Piuttosto… pensi che riusciranno a prendersi due giorni di vacanza?

ANNA. Sì, se li aiutiamo con Mansour… ho già parlato con Giulio e Karim sostituisce Salif al negozio…

FELA: Brava! Hai pensato a tutto! Ma io dico: TRENO!

ANNA: E io dico: MACCHINA!

Il pomeriggio seguente…

SCENA 12

SALIF: Che dici Fela? Cosa regalo a Olga per darle il bentornata? Non lo so… adesso ci penso… vorrei qualcosa di originale… va bene. Ci sentiamo dopo!

ANNA: Ciao Salif! Eravamo da queste parti e siamo passate a trovarti!

SALIF: Ciao ragazze! Che avete fatto di bello?

VALERIA: Anna mi ha accompagnato a comprare dei materiali per i miei gioielli…

SALIF: Gioielli? Non sapevo tu facessi gioielli…

ANNA: Valeria è bravissima!

SALIF: Li posso vedere?

VALERIA: Certo… li ho qui nella borsa!

ANNA: Guarda che belli!

SALIF: Sei davvero un’artigiana in gamba! E io ho trovato un regalo per la promozione di Olga… puoi realizzare una collana con un ciondolo speciale, come mia moglie?

VALERIA: Se vuoi, posso farlo con le vostre iniziali intrecciate!

ANNA: Mitico!

SALIF: Mi piace tantissimo! Sono tuo cliente da oggi!

Più tardi…

SCENA 13

ANNA: Ecco il biglietto per la mamma… mi pare perfetto…

“Questo biglietto vale un viaggio per due a Macerata in macchina, incluso ingresso allo Sferisterio per assistere al Don Giovanni di Mozart”… Sono sicura che le piacerà! Non vedo l’ora che torni!

Quella sera…

SCENA 14

SALIF: Ah. Mansour! Giochi dovunque…

FELA: Ecco il vostro esperto di musica!

SALIF: Piantala!

FELA: Ascolta zio… che accordo è?

SALIF: Ma che accordo!? È chiasso!! Rumore! Confusione!

FELA (continuando) E’ un nuovo genere di musica! Tu sei vecchio!

SALIF: Fela! Vuoi smetterla e ascoltarmi un attimo?

FELA: Eh no! Tu devi ascoltarmi!

SALIF (prende il cellulare): Pronto, Luis? Sono Salif. Il liutaio ti ha aggiustato la chitarra ma se non corri a prenderla subito Fela la distruggerà… e anche le mie orecchie! Sì, ti aspettiamo subito!

Continua….

LE PAROLE DELL’ITALIANO

Anna ha organizzato un bel viaggio in macchina per Olga e Salif. Con loro abbiamo già imparato a prendere il treno e l’autobus, ma questa volta si viaggia in automobile. Meglio il treno, che è un mezzo pubblico, o la macchina? Sull’argomento Anna e Fela hanno opinioni diverse:

ANNA: Io dico che è meglio mandarli in macchina…

FELA: Sicura? Guidare è faticoso… in treno non devono preoccuparsi di nulla e non si stancano…

ANNA: Ma in treno sono obbligati a partire ad un orario prestabilito! In macchina sono più liberi!

FELA: Questo è vero, però c’è il problema del traffico… il pedaggio dell’autostrada da pagare…

ANNA: Ma potrebbero prendere una superstrada o una strada statale invece dell’autostrada, così potrebbero anche fermarsi a vedere qualche paese vicino…

Vediamo alcune parole e frasi che è importante conoscere per viaggiare. Per andare da una città a un’altra dobbiamo prendere l’autostrada, oppure la superstrada. Tutte e due sono strade molto larghe (a due, tre e anche quattro corsie) e molto lunghe. Se prendiamo l’autostrada dobbiamo pagare un pedaggio, come dice Anna:

ANNA: ...........Organizzerò l’itinerario in autostrada e le darò tutte le indicazioni sul casello, sul pedaggio

Il pedaggio sono i soldi che paghiamo e il casello è il posto dove prendiamo il biglietto quando entriamo in autostrada e dove paghiamo quando usciamo.

Per risparmiare, possiamo prendere una superstrada o una strada statale: non pagheremo, ma il viaggio sarà un po’ più lungo. Ma questo può anche essere un vantaggio, come dice Anna:

ANNA: Ma, invece dell’autostrada, potrebbero prendere una superstrada o una strada statale, così potrebbero fermarsi a vedere qualche paese vicino…

Durante un viaggio in autostrada, possiamo fermarci in un punto di ristoro, cioè un luogo dove c’è una stazione di servizio (si chiama anche pompa di benzina o benzinaio) e un bar o un ristorante. Le frasi da usare al bar o al ristorante le sapete già. Invece, non abbiamo mai parlato delle frasi da usare alla stazione di servizio. Ascoltiamole direttamente da Fela:

FELA: Buongiorno! Posso avere il pieno, per favore?

FELA: Per favore, può controllarmi l’acqua e l’olio?

FELA: Ah e… già che ci siamo, può controllare le gomme?

Fela chiede il pieno di benzina. Ma potrebbe anche chiedere 10, 15 o 30 euro di benzina o di gasolio. Dopo il controllo del livello dell’acqua nel radiatore, del livello dell’olio nel motore e della pressione delle gomme, siamo pronti per ripartire. Prima però, dobbiamo fare un po’ di marcia indietro! Mentre discutevano dei vantaggi e degli svantaggi di treno e macchina, i nostri amici hanno usato espressioni come finiscila e smettila, che hanno lo stesso significato di piantala! Ascoltiamole, insieme a qualche altro esempio:

FELA: Smettila, non insistere! In treno possono dormire!

ANNA: Dai, finiscila! Perché dovrebbero dormire....

OLGA: Ma insomma, piantala! Sto bene

SALIF: Ma finiscila! Sono più esperto di te…

SALIF: Olga! Vuoi smetterla e ascoltarmi un attimo?

Le espressioni piantarla, smetterla ecc. sono molto simili ad altre che abbiamo già imparato, come ce la metto tutta, non ce la faccio. Presentano tutte una piccola parola, il pronome la. I pronomi di solito sostituiscono un nome; in questo caso la significa ‘questa cosa’. Smettila, Piantala, Finiscila, infatti, significano ‘smetti di fare questa cosa’. Quale cosa? Dipende dal contesto, dalla situazione, da quello che sta succedendo.

Vi ricordate?

Fra l’altro, questo la Anna e Fela lo hanno già usato insieme agli altri pronomi lo, li, le nella puntata 18 della I serie a Catania, quando parlavano di Vincenzo Bellini e della pasta alla Norma. Ve lo ricordate?

Riprendere da Le parole dell’italiano I, 18 le seguenti battute:

ANNA: Mamma? Tu lo conosci sicuramente.

FELA: E quando la proviamo?

Piccola storia dell’italiano

L’italiano lingua della musica

Al tempo di Mozart, ha detto Olga, l’italiano era la lingua della musica. È proprio così. Dal XVI secolo in poi la musica italiana si è diffusa in tutta Europa, e i musicisti italiani sono andati a suonare e a insegnare musica in tutto il mondo. Il poeta che nel XVIII secolo ha diffuso la moda di scrivere poesie per la musica era italiano: si chiamava Pietro Metastasio. Dopo di lui, il melodramma, l’opera lirica italiana ha avuto una grande fortuna e una grande tradizione. Mozart, il grande musicista austriaco vissuto anche lui nel XVIII secolo come Metastasio, ha messo in musica tre bellissime opere liriche scritte in italiano; in più, sono in lingua italiana molte opere importanti della storia della musica, per esempio quelle di Vincenzo Bellini, Gioacchino Rossini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini. Un’altra cosa: in molte lingue del mondo, le parole che riguardano la musica sono di origine italiana. Alcune indicano strumenti musicali come il violino, il violoncello, il pianoforte (inventato da un italiano). Altre parole indicano generi di musica o di canto: per esempio aria, capriccio, fantasia, fuga, sinfonia. Sono italiane anche le parole che indicano i tempi musicali, come adagio, allegro, presto. Infine, sono italiane le parole che indicano i tipi di cantanti lirici, come per esempio il tenore o il soprano.



Orientarsi nella cittadinanza

L’Artigianato in Italia

Valeria, amica della famiglia BA, si occupa di artigianato: crea gioielli e vuole aprire con una sua amica un’impresa artigiana.

Scena 7

Sentiamo spesso parlare di artigianato. Ma che cos’è?

Di solito per artigianato si intendono tutte quelle attività che producono oggetti e servizi che vengono fatti a mano o con l'aiuto di specifici attrezzi che, spesso, hanno una consolidata tradizione alle spalle.

In giro per il mondo troviamo una gran quantità di prodotti artigianali fatti a mano: pensiamo alle ceste, ai piccoli oggetti in ceramica, alle opere in legno, gli accessori della moda, come borse e calzature, o anche ai gioielli come quelli che crea Valeria.

Questi sono solo una minima parte dei tanti prodotti dell'artigianato.

Il mestiere di artigiano è un mestiere molto antico: esiste dalla preistoria. Pensiamo agli orefici, ai falegnami, ai carpentieri, agli artigiani della ceramica, del metallo, ai vetrai, ai sarti che costruivano i loro oggetti, usando tecniche tramandate di padre in figlio.

Oggi la gente preferisce i prodotti fatti in serie dalle industrie piuttosto che gli oggetti artigianali. La causa principale è la ricerca del moderno, della novità, e poi conta molto il prezzo. Di solito i prodotti artigianali, proprio perché fatti a mano, sono più costosi di quelli fatti dalle fabbriche, in serie.

Ma, nonostante ciò, i prodotti artigianali continuano ad avere successo.

In Italia le forme di artigianato sono da sempre moltissime: dalla ceramica al vetro, dai lavori in legno ai metalli, dai lavori in tessuto ai cesti, ai gioielli, ai lavori in pietra, in sughero, in pelle. Pensate, ad esempio, alle famose vetrerie di Murano, a Venezia, che esistono dal tredicesimo secolo.

Anche nel resto del Mondo, l’artigianato è molto vivo: pensiamo ai famosi cappelli venduti lungo le strade di Panama, in America Latina, o alle statuette in porcellana in Cina, o ai batik, alle statue o alle maschere create in Africa.

Anche la Costituzione Italiana considera importante l’artigianato. Dice, infatti, che la legge deve tutelarlo e promuovere il suo sviluppo (art. 45 Comma 2 Costituzione).

Abbiamo in Italia, infatti, una legge quadro sull’artigianato (Legge nazionale 8 agosto 1985 n. 443) che ci dice che imprenditore artigiano è chi svolge personalmente, professionalmente e come titolare, una attività che produce beni (cioè oggetti) o servizi, e lo fa soprattutto con il proprio lavoro, anche manuale.

Pensiamo ad esempio al liutaio dove va Fela per riparare la propria chitarra.



Lui è un artigiano.

Pensiamo anche a Valeria che crea gioielli. Vuole metter su una impresa artigiana. Per farlo ha frequentato un corso di tecnologia per il Made in Italy di un Istituto Tecnico Superiore.

Anche a scuola si può apprendere il mestiere dell’artigiano.

Gli istituti professionali, per esempio, propongono corsi di studio che facilitano l’accesso ai mestieri artigiani (anche dell’artigianato artistico), senza rinunciare ad una preparazione culturale che offre ai giovani l’opportunità di proseguire gli studi e di specializzarsi in particolari professioni in cui l’artigianato coniuga la creatività con l’uso elle tecnologie più innovative

La scuola, infatti, oltre alle competenze tecniche, insegna anche come interpretare le tendenze del mercato e utilizzare i canali più efficaci per commercializzare e pubblicizzare i propri prodotti.

Alcuni licei artistici offrono percorsi che possono trovare sbocchi occupazionali nei mestieri d’arte.

In molte scuole, di varia ipologia e indirizzo esistono dei laboratori guidati da docenti e artigiani dove si insegnano i principi base di alcune attività artigianali: come la ceramica su terracotta, i lavori in legno, la fotografia, il restauro di mobili, il ricamo, l’arte grafica, e cosi via.

Scena 10 (Valeria e Camera Commercio)

Avete visto? Valeria ha fatto bene ad andare alla Camera di Commercio.

Infatti, bisogna iscriversi all’albo delle imprese artigiane presente nelle Camere di Commercio di ogni Provincia, se si vuole avviare una impresa artigiana.

Le domande di iscrizione possiamo presentarle, in alcune Regioni, come ad esempio, nella Regione Lazio, presso il Comune dove si trova l’impresa, o presso la Camera di Commercio, anche in via telematica, tramite internet.

Bisogna iscriversi all'Albo per avere le agevolazioni previste dalla legge a favore delle imprese artigiane, come l’accesso al credito agevolato e un sostegno di tipo finanziario per gli investimenti iniziali.

Insomma, possiamo dire che in ogni Paese del Mondo, l'artigianato è la testimonianza della continuità delle tradizioni di costume, cultura, civiltà e arte.

www.sviluppoeconomico.gov.it

www.registroimprese.it

www.camcom.gov.it


 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai