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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

4. BENVENUTI IN CASA BA

PERCORSI D'ISTRUZIONE

 


SCENA 0

TERESA: Non c’è alcun dubbio… è perfetta! Perfetta!

OLGA: Abbiamo fatto proprio un bel lavoro!

TERESA: Credo che a Fela piacerà!

OLGA: È fantastica! ecco Fela!

Entrano Fela e Luis

OLGA: Ciao Fela!

FELA: Ciao

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

OLGA. Amore! Amore (IN CROATO) svegliati! C’è una sorpresa per te!

SALIF mugugna.

OLGA: Forza, dormiglione! Devi preparare le ultime cose!

Domani parti!

SALIF: Nooo…. Continuo a dormire…

OLGA. Guarda cosa c’è qui!

SALIF: Che c’è? Ah… una bella colazione a letto!

OLGA: Smetti di dormire e mangia!

SALIF: Agli ordini!

SALIF: Ieri sera ho fatto tardi …

OLGA: Eh sì… hai tenuto la luce accesa fino a tardi…

SALIF: Ho finito di leggere un libro veramente bello… è

la storia di una famiglia africana sparsa in giro per il mondo…

OLGA: Interessante!

SALIF: Molto … veramente avvincente… mi sembrava di

leggere la mia storia… tante difficoltà ma anche tanto

calore di tutta la famiglia….

OLGA: Quello non ti mancherà mai, Salif!

Più tardi…

SCENA 2

FELA: Buongiorno!

TERESA: Buongiorno!

FELA Ha bisogno di aiuto?

TERESA: Magari! Ho affittato l’appartamento e mi hanno

dato le chiavi per cominciare a ripulirlo ma… non riesco ad

aprire…

FELA: Aspetti… provo io…

FELA: Niente! Forse ci vuole un po’ di olio… aspetti, vado a

chiamare mia zia…

TERESA: Grazie, grazie, gentilissimo!

OLGA: Buongiorno!

TERESA: Buongiorno, signora! Mi scusi per il disturbo

ma… non riesco proprio ad entrare…

OLGA: Aspetti, proviamo con questo…

TERESA: Grazie! Io sono Teresa… e da oggi, se la porta si

aprirà, sarò la sua nuova vicina!

OLGA: Io sono Olga! E la porta si aprirà, si aprirà… sono

molto ostinata!

TERESA: e molto cortese direi…

OLGA: Ecco!

TERESA: Evviva! Finalmente potrò cominciare a dipingere

le mie pareti! Non so come ringraziarla…

OLGA: Di nulla! Purtroppo devo preparare le valigie per mio

marito e mio figlio… partono domani per il Senegal… altrimenti

le darei una mano… anche se non so dipingere una parete…

TERESA: Allora un giorno le insegnerò io!

OLGA: Accetto! Direi di darci del tu… che ne dice?

TERESA: Dico che è un’ottima idea!

OLGA: Perfetto, allora ti salutoTeresa!

TERESA: Ciao, Olga!

Nel pomeriggio…

SCENA 3

FELA: Sai, zio, che ho cominciato a leggere una raccolta di

poesie di Léopold Sédar Senghor… c’è una poesia dedicata al

nipote… proprio commovente! Senti che bella: “Voi sapete

che ho stretto amicizia coi prìncipi dello spirito, coi prìncipi della

forma, che ho mangiato il pane che affama dell'innumerevole

armata dei lavoratori e dei disoccupati, che ho sognato un mondo

di sole nella fraternità dei miei fratelli dagli occhi azzurri…”

SALIF: Magnifica! Che uomo Senghor! Che bella concezione

aveva della cultura mediterranea! Per lui era una cultura che

unisce bianchi e neri…

FELA: Vero… invece ho letto un libro sull’intercultura ma…

non mi è piaciuto per niente… pieno di banalità, luoghi

comuni, insomma… noioso, direi quasi orribile!

SALIF: Succede… non sempre i libri riescono a emozionarci...

FELA: Senghor sì… e la mia tesi

sarà tutta su di lui!

Più tardi…

SCENA 4

LUIS: Ieri ho visto un film stupendo: Ladri di biciclette.

Voglio cominciare a conoscere il cinema italiano. Questo film

mi ha ricordato molto la situazione di mio nonno quando è

emigrato in Argentina: anche il protagonista del film è povero...

e anche mio nonno possedeva solo una bicicletta…

FELA: Di che genere è il film?

LUIS: Drammatico. Il regista è Vittorio De Sica. Vuoi che ti

racconto la trama?

FELA: Sì.

LUIS: Siamo a Roma, dopo la fine della seconda guerra

mondiale. Il protagonista è un uomo molto povero e

disoccupato. Un giorno finalmente comincia a lavorare, ma un

ladro gli ruba la bicicletta che è necessaria per lavorare. Lui è

disperato, continua a cercare la sua bicicletta per molto tempo, ma

non la trova, e senza la bicicletta perderà il lavoro. Alla fine,

smette di cercare perché vede una bicicletta parcheggiata in

strada e la ruba, davanti al figlio. La gente però vuole

picchiarlo e chiama i carabinieri, ma il bambino comincia a

piangere disperatamente. Allora la gente si commuove e lascia

libero suo padre.

FELA: Voglio vederlo anch’io… affitterò un dvd!

Il giorno dopo…

SCENA 5

OLGA: Ciao, Teresa!

TERESA: Ciao, Olga! Tutto bene?

OLGA: Insomma! Stanno per partire… sono andata a comprare a Mansour i biscotti per il viaggio!

TERESA: Ti capisco… non ho figli ma immagino che sia duro stare lontano da loro…

OLGA: Eh, sì... Ma capisco che è importante, per lui e per suo padre… comunque, se mi sentirò sola verrò a vedere i tuoi lavori per distrarmi!

TERESA: Quando vuoi! Ti aspetto!

Subito dopo…

SCENA 6

OLGA: Salif! Ho preso i biscotti preferiti di Mansour, così in aereo farà merenda!

SALIF: Il viaggio è lungo… ci daranno qualcosa a bordo!

OLGA. E va bene però…

SALIF: Però i biscotti comprati dalla mamma sono tutta un’altra cosa! Ti amo, Olga!

Più tardi…

SCENA 7

FELA: Olga! Sei tornata? Sono partiti in orario?

OLGA: Sì. Sì. Tutto bene.

Il volo dura circa 11 ore.

FELA: Devi stare tranquilla. Andrà tutto bene.

OLGA: Hai ragione.

OLGA: Chi sarà?

FELA: Vado ad aprire.

FELA: Olga! È Teresa!

TERESA: Scusa, Olga, non volevo essere invadente ma… ho paura che tu sia triste e ti ho portato qualche cd. Sono fantastici, sono i miei preferiti!…

OLGA: Teresa! Che bel pensiero!

FELA: Vado a leggere un libro sulle parole più antiche dell'italiano

OLGA: D’accordo…

TERESA: Ciao, Fela! Allora, guarda un po’… Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè, Franco Battiato… tutti artisti italiani!

OLGA: Ma che bello! Non vedo l’ora di sentirli…

TERESA) Ops!

OLGA: Tieni…

TERESA: Questo non c’entra… mi serve per preparare la lezione di domani…

OLGA: Insegni?

TERESA: Sì, in un istituto Professionale, italiano e storia… nella mia scuola ci sono molti figli di stranieri che sono ancora nella fascia dell'obbligo di istruzione che in Italia dura dieci anni. E tu invece? Cosa fai?

OLGA: Scrivo per un giornale. Da quando sono in Italia mi interesso dei problemi degli stranieri come noi, che vivono qui...

TERESA: Che cosa interessante! Brava, Olga! Io invece domani spiegherò gli scrittori del Risorgimento…

OLGA: Ah bene… mi interessa molto l’argomento… sto facendo una ricerca sull’Italia unita… a modo mio…

TERESA: Cioè?

OLGA: Incollo ricordi, immagini che mi insegnano un po’ di storia del Risorgimento su una cartina dell’Italia… l’ho chiamata “La mia Italia unita”…

TERESA: Beh… questo libro di memorie… è stato scritto da un patriota, cioè qualcuno che amava la patria, l’Italia, e ha sofferto per lei.

OLGA: Chi è?

TERESA: Silvio Pellico. Il libro si chiama “Le mie prigioni”

OLGA: È molto interessante e anche triste… potrei metterlo sulla mia cartina… è un bell’esempio di coraggio!

TERESA: Eh sì! Ma, complimenti, parli molto bene l'italiano...

OLGA: Per migliorare ho frequentato un corso presso un CTP in una scuola qui vicino...

TERESA: Da alcuni giorni è arrivata nella mia classe una nuova allieva cinese... è in Italia da pochi mesi e parla poco l'italiano, così sta frequentando un corso di italiano per gli studenti stranieri... la sua famiglia lavora molto e non riesce a seguirla... lei invece avrebbe bisogno di qualcuno che la consigli per le pratiche del soggiorno...

OLGA: Le possiamo far conoscere Luis, un amico di Fela... fa il mediatore linguistico culturale e potrà aiutarla...

TERESA: Grazie. Ma tu, Olga, da quanto tempo vivi in Italia?

OLGA: Beh, è una storia lunga...

TERESA: Da come parli l'italiano sono davvero molti anni...

OLGA: Grazie, cerco sempre di migliorare, ma sono ormai sette anni da quando ho lasciato Zagabria... Dopo aver preso il diploma in lingue, ho fatto molti lavori... poi nel 91 è arrivata la guerra... e ho dovuto fare tanti sacrifici, anche perché mio marito è morto in un incidente e mi sono ritrovata sola...

TERESA: Deve essere stato molto difficile...

OLGA: Io non mi lamento mai, ma sono stati anni duri... per fortuna avevo la mia famiglia... Sette anni fa poi sono venuta in Italia... in un primo tempo ho dovuto lasciare Anna con mia madre in Croazia... quei mesi sono stati i più tristi della mia vita...

TERESA: Non ho figli, ma immagino quello che hai provato...

OLGA: Per fortuna sono riuscita a farmi raggiungere da Anna e poi ho incontrato Salif... e la mia vita è completamente cambiata...

TERESA: Siete una coppia bellissima!

OLGA: Grazie...

SCENA 8

TERESA: Pronto? Parlo con Luis Tomasi?

LUIS: Sì. Buongiorno. Chi parla?

TERESA: Sono Teresa Sciacca, una vicina di casa di Olga.

LUIS: Buongiorno!

TERESA: Senta, Olga mi ha detto che lei può aiutarmi… ho bisogno di qualcuno che si occupi di una mia allieva cinese che sta già frequentando un corso d'italiano a scuola, ma avrebbe bisogno di alcune informazioni in merito al suo permesso di soggiorno... Olga mi ha detto che lei è un mediatore culturale e...

LUIS: Certo che posso aiutarla… le dia pure il mio numero di cellulare e mi faccia chiamare…

Il giorno dopo…

SCENA 9

TERESA: Questo libro di Silvio Pellico, Le mie prigioni, è molto interessante per continuare a conoscere il nostro Risorgimento… Pellico è stato in prigione dieci anni e il racconto della vita dura in carcere è stato un esempio per i patrioti italiani. Il principe austriaco Metternich ha detto che questo libro per l’Austria è stato più pericoloso di una battaglia perduta…

TERESA: Va bene ragazzi, continuiamo domani... Yan aspetta un momento...

TERESA: Ecco, questo è il numero di Luis Tomasi, un mediatore culturale che ti può aiutare per i documenti...

YAN: Grazie.

Poco dopo…

SCENA 10

OLGA: Pronto? Parlo con il dottor Emilio Porcaro (esperto del MIUR), buongiorno! Sono Olga Novak, la redattrice del “Pianeta è uno”… sì, sì… buongiorno! Ho sentito già la sua segretaria… allora va bene se vengo da lei alle 17 per l’intervista? Benissimo. Certo certo. Vorrei parlare con lei soprattutto e dei diversi corsi che si tengono nei CTP (Centri Territoriali Permanenti), frequentati da molti stranieri giovani e adulti... va bene. Ci vediamo tra poco, allora. Grazie ancora.

OLGA. Pronto? Teresa? Ciao! Che sorpresa! Sì… tutto bene con Luis? Bene, lo sapevo, è sempre molto disponibile... Cosa? Dici? Ma non credo che ne sarò capace… sì, Fela esce stasera… se mi aiuti tu… d’accordo! Ti aspetto a casa verso le otto! Okay? Ciao, a dopo!

Più tardi…

SCENA 11

LUIS: Tu sei Yan, l'allieva di Teresa?

YAN: Si...

LUIS: Io sono Luis... Teresa mi ha detto che hai bisogno di una mano per le pratiche del soggiorno...

YAN: Si... capisco poco l'italiano...

LUIS: Non ti preoccupare... ora ti aiuto io... andiamo!

Nel frattempo…

SCENA 12

OLGA: professor Porcaro grazie per avermi concesso questa intervista

PROF. PORCARO: grazie a lei

OLGA: allora l’accesso dei cittadini stranieri al sistema scolastico italiano è un fenomeno in graduale crescita..non solo aumenta il numero degli studenti di cittadinanza straniera nelle scuole di ogni ordine e grado , ma cresce anche la richiesta di corsi di istruzione per adulti offerti dai Centri Territoriali Permanenti e dai corsi serali. Come si configura questo fenomeno?

PROF. PORCARO: Io le vorrei dare subito una data che è il 2050 che è l’anno secondo alcune stime del sorpasso, cioè l’anno in cui nelle scuole italiane di ogni ordine e grado gli alunni stranieri saranno più di quelli italiani. È una stima suggestiva e verosimile che costringe però in qualche modo l’intero sistema nazionale d’istruzione a riflettere sul fenomeno e ad adottare strategie per garantire un’inclusione di tutti i cittadini al sistema.

OLGA: Quali sono i corsi che scelgono prevalentemente i cittadini stranieri?

PROF. PORCARO: Il primo impatto avviene di solito con i corsi di lingua italiana,i cosiddetti corsi di integrazione linguistica e sociale. Sono corsi scelti soprattutto dagli stranieri adulti e dalle donne. I giovani,i giovani adulti, preferiscono iscriversi ai corsi di licenza media,quelli finalizzati al conseguimento di un titolo di studio,in questo caso il titolo di primo grado,perché è il titolo che consente loro di proseguire nel ciclo degli studi oppure di entrare nel mondo del lavoro.

OLGA: Professore che cos’è il test di conoscenza della lingua italiana ?Chi lo deve sostenere e come è strutturato?

PROF. PORCARO: Recentemente è entrata in vigore questa norma che prescrive che gli stranieri che devono richiedere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo,quella che un tempo si chiamava carta di soggiorno,devono dimostrare una conoscenza della lingua italiana di livello A2. Come è fatto il test? Il test è abbastanza semplice,nel senso che è strutturato sulla comprensione di brevi testi, di brevi frasi, di espressioni di uso quotidiano in coerenza con il livello prescritto dalla normativa. Il test viene predisposto da apposite commissioni d’esame istituite presso i CPT sulla base di un vademecum predisposto dal MIUR che contiene le istruzioni tecniche e operative per la predisposizione, la somministrazione e la valutazione del test. Non tutti però devono sostenere il test,infatti non sostiene il test chi è già in possesso di un certificato di conoscenza della lingua italiana rilasciato da un ente certificatore oppure chi ha già frequentato un corso di lingua italiana di livello non inferiore al A2 presso un CPT oppure chi è in possesso di un diploma di scuola secondaria di primo grado o un diploma di scuola secondaria superiore rilasciato presso un’istituzione scolastica italiana.

OLGA: grazie professor Porcaro per le informazioni che ci ha offerto, saranno sicuramente utili ai numerosi cittadini stranieri che attraverso un percorso di istruzione cercano di migliorare la qualità della loro vita in Italia.

PROF. PORCARO: lo spero proprio

OLGA: Grazie.

PROF. PORCARO: Grazie, arrivederci.

Quella sera…

SCENA 13

OLGA. Non pensavo di riuscirci! Teresa sei veramente una brava insegnante!

TERESA: Sarà una bella sorpresa per tuo nipote…

OLGA. Speriamo che gli piaccia…

TERESA: Non c’è alcun dubbio… è perfetta! Perfetta!

OLGA: Sì, abbiamo fatto proprio un bel lavoro!

TERESA: Penso che a Fela piacerà!

OLGA: E’ fantastica! ecco Fela!

OLGA: Ciao Fela!

FELA: Ciao!

OLGA: Fela… non pensare che voglio intromettermi in camera tua ma… ho pensato che ti piacesse… tanta allegria e un po’ di storia italiana attraverso magnifici dipinti…

FELA: Olga!

OLGA. No, non dirmi che ho sbagliato…

FELA: Olga! È bellissima!!

TERESA: Che ti avevo detto?

Ridono



LE PAROLE DELL’ITALIANO

Luis ha spiegato che genere di film è, chi è il regista, chi è il protagonista e poi ha raccontato la trama.



LUIS: Ieri ho visto un film stupendo: Ladri di biciclette. ............................

FELA: Di che genere è il film?

LUIS: Drammatico. Il regista è Vittorio De Sica. Se vuoi ti racconto la trama.

FELA: Sì.

Drammatico. Il regista è Vittorio De Sica. Se vuoi ti racconto la trama.

FELA: Sì.

LUIS: Siamo a Roma, dopo la fine della seconda guerra mondiale. Il protagonista è un uomo molto povero e disoccupato.

Nel cinema, genere vuol dire ‘tipo’. Un film può essere di genere drammatico (quando racconta una storia triste), comico (quando fa ridere), sentimentale (quando racconta una storia d’amore); oppure può essere un film d’avventura, di guerra, dell’orrore (ma ormai tutti dicono horror). Il regista è la persona che dirige tutto: dice agli attori come devono recitare, decide come si devono riprendere le scene, mette insieme le varie parti del film. Poi c’e’ Il protagonista ,il personaggio più importante del film; infine la trama è la storia raccontata dal film.

Quando Luis racconta a Fela la trama di Ladri di biciclette, usa dei verbi molto utili in italiano.



Un giorno finalmente comincia a lavorare, ma un ladro gli ruba la bicicletta che è necessaria per lavorare. Lui è disperato, continua a cercare la sua bicicletta per molto tempo, ma non la trova, e senza la bicicletta perderà il lavoro. Alla fine, smette di cercare perché vede una bicicletta parcheggiata in strada e la ruba.



Comincia a, continua a, smette di: questi tre verbi segnalano un’azione che inizia, che continua e che finisce. Ricordate che dopo comincio (o inizio) e dopo continuo c’è la parola a, mentre dopo finisco (o smetto) c’è la parola di . Dopo a o di, c’è sempre un infinito:

TERESA: ..... Ho affittato l’appartamento e mi hanno dato le chiavi per cominciare a ripulirlo

FELA: Sai, zio, che ho cominciato a leggere una raccolta di poesie di Senghor…

OLGA: .............Domani parti!

SALIF: Nooo…. Continuo a dormire…

OLGA: Smetti di dormire e mangia!

Sentiamo adesso cosa pensano i nostri amici di qualche film che hanno visto e di qualche libro che hanno letto o dei cd che hanno ascoltato:

SALIF: Ho finito di leggere un libro veramente bello… è la storia di una famiglia africana sparsa in giro per il mondo…

OLGA: Interessante!

SALIF: Molto … veramente avvincente…

FELA: ...........c’è una poesia dedicata al nipote… proprio commovente!.................



Avete sentito? se un film o un libro ci è piaciuto, diremo che è bello o proprio bello; se ci ha colpito la storia, diremo che è interessante, avvincente o addirittura commovente). Possiamo dire ancora di più di “bello”, ad esempio: magnifico, stupendo, fantastico; oppure, se non ci è piaciuto, diremo che è brutto, forse perché era banale, stupido o noioso; e se poi non ci è piaciuto per niente, diremo che è orribile o addirittura atroce! Come vedete, possiamo scegliere tutti gli aggettivi che vogliamo.

[Vi ricordate?] A proposito di aggettivi. Noi già sappiamo che molti aggettivi italiani escono in o se sono maschili, e in a se sono femminili: un cappello giallo, una casa gialla. Al plurale, escono in i se sono maschili e in e se sono femminili: due cappelli gialli, due case gialle. I nostri amici ce ne hanno fatti sentire tanti esempi nella puntata 4 della prima serie, quando erano a Viterbo. Ve ne ricordate?

Riprendere da Le parole dell’italiano I, 4 le seguenti battute:

ANNA: È un ragazzo disordinato… non si veste mai bene. E quei cappelli colorati!

FELA: Quella maglietta rossa … vorrei comprarla…

OLGA: Ci sono tante persone vestite con i costumi antichi del Medioevo.



Piccola storia dell’italiano

Quali sono le parole più antiche dell’italiano?

Oggi Salif andava a studiare un po’: doveva imparare quali sono le parole più antiche dell’italiano. E voi, sapete quali sono? Le parole più antiche dell’italiano sono terra e parte. Si trovano in una frase del Placito di Capua del 960 d. C., secondo gli studiosi, questo placito, questa sentenza, è l’atto di nascita della lingua italiana. Ecco come nasce il Placito: più di 1250 anni fa, nel marzo del 960 d. C., un uomo va dal giudice del tribunale di Capua per denunciare l’abate, il capo dell’Abbazia di Montecassino, il famoso Monastero fondato da San Benedetto che esiste ancora oggi nel Lazio, in provincia di Frosinone. Quest’uomo dice di essere il vero proprietario di alcune terre coltivate dai monaci dell’Abbazia. Allora si fa un processo. L’abate di Montecassino porta con sé tre persone che testimoniano sotto giuramento che le terre sono dell’Abbazia da 30 anni, e che dunque devono restare all’abate. Il verbale, cioè la cronaca del processo, è scritto in latino, che era la lingua adoperata allora nei tribunali. Ma la testimonianza dei tre uomini è scritta nel dialetto italiano parlato nel 960 a Montecassino, che si trova fra Roma e Napoli. L’uso dell’italiano permetteva a tutti di capire la testimonianza, anche a chi non conosceva il latino. Ecco quella coscienza della diversità fra latino e italiano di cui vi ho parlato nella lezione scorsa! A proposito: il vincitore del processo è l’Abate, e le terre restano all’Abbazia. Arriverci!

LA BUSSOLA

La scuola e il diritto allo studio

All'indomani dell'unificazione dell’Italia, nel 1861, oltre il 75% degli italiani era analfabeta, cioè non sapeva né leggere né scrivere.

Lo Statuto Albertino del 1848, Carta fondamentale del nuovo Regno di Italia, non prevedeva, infatti, alcuna norma in materia di istruzione.

Il numero di analfabeti è gradualmente diminuito grazie soprattutto alle leggi sull’istruzione, dalla Legge Casati del 1859, che prevedeva l’istruzione obbligatoria nei primi due anni della scuola elementare, alla Legge Coppino del 1877 che istituiva l’obbligo e la gratuità dell’intero ciclo di istruzione elementare.

Progressivamente, altre leggi innalzano l’obbligo di istruzione sino ad arrivare alla Costituzione Italiana del 1948 (art. 9, 33 e 34 Costituzione), che stabilisce che “l’istruzione inferiore, impartita per almeno 8 anni è obbligatoria e gratuita” (art.34 Costituzione).

La Costituzione prevede, dunque, l’obbligo di istruirsi, andando a scuola, fino a una certa età, gratuitamente e liberamente.

Gli studenti meritevoli che vivono in una famiglia con reddito basso (sia cittadini italiani sia stranieri) non pagano le tasse di iscrizione e possono ottenere una somma di denaro chiamata “borsa di studio” ed altri benefici (art. 34 Cost.)

Negli ultimi dieci anni alcune leggi sul sistema di istruzione hanno innalzato ulteriormente l’obbligo, che oggi è di dieci anni, avvicinando l’Italia agli altri Paesi dell’Unione europea.

Attualmente la scuola italiana (Legge 53/03) è articolata:

• nella scuola dell’infanzia, non obbligatoria

• in un primo ciclo con la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado

• In un secondo ciclo con la scuola secondaria di secondo grado.

Dopo il biennio della scuola secondaria di secondo grado, a 16 anni circa, lo studente può scegliere di continuare gli studi fino al diploma oppure di conseguire una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età (articolo 1, comma 622, della legge 27-12-2006, n.296).

Chi ottiene il diploma di scuola secondaria di secondo grado può iscriversi all’Università oppure ai corsi superiori post-diploma, come gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) o i corsi di istruzione e formazione tecnico superiore (IFTS).

E’ a scuola, quindi, che inizia un percorso formativo ed educativo, che dura poi lungo tutto l’arco della vita.

I minori possono e devono andare a scuola, cittadini italiani e stranieri (art. 6, art. 38 Testo Unico sull’Immigrazione D.lgs. 25 luglio 1986 n. 286), anche privi di permesso di soggiorno, a parità di condizioni con i minori italiani.

Ma lo Stato italiano offre corsi di istruzione anche agli adulti italiani e agli adulti stranieri, che hanno interrotto gli studi.

In questo modo lo Stato dà a loro la possibilità di riprendere a studiare e istruirsi.

Ma dove vengono svolti i corsi di istruzione per gli adulti?

Li troviamo presso i Centri Territoriali Permanenti (CTP) e i Corsi serali funzionanti presso le istituzioni scolastiche di primo e secondo grado.

I Centri Territoriali permanenti, che sono presenti su tutto il territorio italiano (n. 540), offrono:

• corsi del primo ciclo di istruzione, cioè corsi di alfabetizzazione culturale di scuola primaria e corsi di scuola secondaria di I grado con esame finale;

• corsi a favore di cittadini stranieri per l’integrazione linguistica e sociale;

• corsi brevi e modulari di alfabetizzazione funzionale;

• percorsi di studio finalizzati al conseguimento del Diploma cioè percorsi formativi che rilasciano crediti per accedere ai corsi serali.

I Centri Territoriali Permanenti, inoltre, sono una importante risorsa per favorire l’integrazione dei ragazzi stranieri nelle scuole italiane (Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri, febbraio 2006) e per far conseguire il titolo di studio conclusivo del primo ciclo ai ragazzi che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e sono ancora sprovvisti del titolo (Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione 22 agosto 2007 n. 139).

I Centri Territoriali Permanenti inoltre servono a potenziare la collaborazione interistituzionale in materia di integrazione degli stranieri, ad esempio assicurando lo svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri (Accordo Quadro 11 novembre 2010 tra Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca e Ministero dell’Interno in attuazione del Decreto del Ministero dell’Interno 4 giugno 2010 recante modalità di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana, previsto dall’art. 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. n. 286, introdotto dall’art. 1, comma 22, lett. i della legge n.94/2009) e favoriscono le politiche di sostegno all’istruzione carceraria; attualmente, infatti, molti Centri Territoriali Permanenti svolgono attività di istruzione degli adulti nelle carceri e negli istituti penali minorili.

I corsi serali (nn. 897), invece, danno la possibilità di conseguire il diploma di istruzione tecnica, il diploma di istruzione professionale e anche il diploma di istruzione artistica.

Dal 2006 (art. 1, comma 632 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296) il sistema di istruzione degli adulti è in fase di riforma: i centri territoriali permanenti e i corsi serali dovranno essere riorganizzati nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti: vere e proprie istituzioni scolastiche destinate agli adulti dotate di una propria autonomia amministrativa, organizzativa e didattica (Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 25 ottobre 2007).


 
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