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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

3. BENVENUTI IN CASA BA

LA FAMIGLIA

 


SCENA 0

OLGA: Ecco il libro di favole… era qui sul comodino…

SALIF: Bene… mettilo in quell’angolo della valigia…

OLGA: Stai attento a non cambiare la combinazione mentre è aperta…

SALIF: D’accordo!

OLGA: Vado a prendere il fazzoletto che avevo preso per Mariama…

OLGA: Ecco qua! Salif… hai chiuso la valigia?

SALIF: No!

OLGA: E’ chiusa!

SALIF: Allora la riapro. Allora… 6-3-3

SALIF: NOOOO… NO NO! Non è possibile…

SALIF: NON E’ POSSIBILE!!

Alcuni giorni prima…

SCENA 1

ANNA: Che bello questo gioco, vero Mansur?

MANSUR: Sì!

ANNA: Adesso guarda… immagina su questo trenino Anna!

MANSUR: Sì!

ANNA: Lo sai che domani parto? Parto con il treno…

MANSUR: Sì!

ANNA: Vado a lavorare, a costruire delle case bellissime!

OLGA: Ecco i miei ragazzi!

ANNA: Mamma!

OLGA: Anna, i figli sono sempre cuccioli per le loro mamme! Domani parti e non ti vedo per sei mesi… SLATE MOJO e devo ancora fare le valigie per Salif e Mansur…

ANNA: Puoi sempre venire a trovarmi!

OLGA: Ci proverò… sono triste per la vostra partenza ma la nostra famiglia è speciale… divisa fra tre Paesi… ma è bello così…

Più tardi…

SCENA 2

OLGA: Ah ciao, Buongiorno! Tania! Scusami!

TANIA: Olga, perdonami! Non volevo… oggi sono così sbadata… e tu come stai?

OLGA: Sono senza forze per la dieta che sto facendo… praticamente non mangio più!

TANIA: Male! Bisogna mangiare tutto! Devi stare attenta ai condimenti e basta! Sei già magra!

OLGA: Non voglio dimagrire! Faccio la dieta per abbassare il colesterolo!

TANIA: Allora è giusto! Senti, Olga, volevo darti una notizia…

OLGA: Stai aspettando un altro bambino? Lorenzo sta bene?

TANIA: Sì, sì, il piccolo è con la nonna… e non sta per avere fratellini…

OLGA: E quindi… la notizia…?

TANIA: Ho deciso di chiedere la cittadinanza italiana! Domani vado in Prefettura e avvio la pratica!

OLGA: È vero… tu puoi… sei sposata con un italiano da più di due anni

TANIA: Già! E risiedo in Italia da tanti anni… Sento che è giusto… ormai vivo qui, mio figlio è nato qui…

OLGA: Mi è capitato di assistere a una cerimonia a Firenze… due ragazzi stranieri sono diventati cittadini italiani….

TANIA: Senti, Olga…. Anche se sei a dieta… dobbiamo festeggiare!

OLGA: Certo, entra che ti offro un bel tè senza zucchero!

Nel pomeriggio…

SCENA 3

SALIF: Ecco qua! Comincia ad assomigliare a una libreria! Il mese prossimo gli scaffali sono pieni!

FELA: Ciao zio!

SALIF: Fela! Arrivi in tempo! Ci sono due casse da scaricare!

FELA: Ma zio!

SALIF: Fela, ho bisogno di aiuto… Karim è rimasto a casa per un’influenza!

FELA: E va bene, zio, ma devo andare a studiare… la prossima settimana ho l’ultimo esame!

SALIF: Sono contento! Sei stato bravissimo con gli studi però… ricordi un discorso che abbiamo fatto tempo fa? Lo so che ti senti italiano ormai…

FELA: Beh… sono tanti anni che siamo qui… qui ho i miei amici, i miei interessi… ed è qui che sto progettando il mio futuro…

SALIF: E’ vero ed è bello per questo, però… proprio per questo ho paura che dimentichi la tua origine, Fela, forse è una paura inutile…

FELA: Ma certo che è inutile… anzi sai una cosa? Mi laureo in geopolitica.

SALIF: Bene.

FELA: Su un argomento… che ti interessa…

SALIF: Ah sì? E quale sarebbe?

FELA: Il poeta Léopold Sédar Senghor!

SALIF: Senghor? Il mio poeta preferito? Ecco perché mi hai chiesto dei libri dal Senegal! Che c’entra la geopolitica però?

FELA: Mi occuperò del politico Senghor, primo presidente della Repubblica del Senegal! Della sua riflessione sull’Africa… e della riscoperta della cultura africana, un concetto che è stato chiamato “negritudine”…

SALIF: Davvero?

FELA: Sì. E tu dici che mi sono dimenticato le mie origini…

Più tardi…

SCENA 4

ANNA: Mamma! Cosa ci fai con la mia foto in mano?

OLGA: Pensavo… sai cosa?

ANNA: Cosa?

OLGA: Ricordi quando a Torino mi hai fatto quella sorpresa… mi mancavi così tanto…

ANNA: Mamma! Non parto per sempre! E poi… Tra pochi mesi torno!

OLGA: Lo so, lo so… anche se ho tanto da fare, per me la cosa più bella è stare con voi!

ANNA: La tua faccia a Torino… non te l’aspettavi, eh?

OLGA. Eh no. Ero così affascinata da Torino… una città meravigliosa… la prima capitale d’Italia tra l’altro!

ANNA: È vero! è l’ ideale per la tua Italia unita!

OLGA: Brava! Sai cosa ti dico? Questa foto… finisce qui!

Poco dopo…

SCENA 5

FELA: Hai saputo qualcosa dall’albergo? Vogliono assumerti?

MERYEM: Non so ancora nulla… ci vuole tempo

FELA: Come sarebbe bello… potremmo stare sempre insieme…

MERYEM: Sì… Fela, scusami tanto per l’imprevisto, ma devo lasciarti, devo andare dal dentista…

FELA: Va bene. Ma quando ci sentiamo? Tra due ore? Stasera?

MERYEM: Non lo so… appena possibile… scusa ancora… ciao!

FELA: Ma non è possibile! Scappa sempre…

ANNA: Fela! Ho bisogno di te… domani parto e mi manca ancora una valigia media per le scarpe… mi presti la tua!?

FELA: Ma no! Quest’estate voglio andare in vacanza con Meryem e mi servirà…

ANNA: Fela! Quest’estate sono già a casa! Eh su, per favore… dai, dov’è?

FELA: E’ lì… prendila…

ANNA: Fela! Ti chiedo scusa per tutti i problemi che ti creo… sono sempre un po’ prepotente con te… però per me sei come un fratello… se non chiedo aiuto a te a chi lo chiedo? A Mansur?

FELA: Ecco, prova con lui!

Il giorno dopo…

SCENA 6

OLGA: Anna… prometti che telefonerai…

ANNA: Ma certo mamma! E poi, fra un mese, vengo a casa per una piccola vacanza…

OLGA: Lo so però…

SALIF: Olga! Devi lasciare andare via Anna… Karim sta aspettando giù in macchina e io non ce la faccio più… cosa hai messo dentro le valigie? Il piombo?

ANNA: Eh eh… Salif non posso andare in Svizzera senza qualche accessorio!

TANIA: Ragazzi! Eccomi! mi dispiace per il ritardo ma per fortuna sono in tempo per salutare Anna!

ANNA: Grazie Tania! A proposito, pensaci tu alla mamma… sai com’è… ora piangerà un po’!

OLGA: Ma non è vero!

TANIA: Tranquilla, Anna, ci penso io…

SALIF: Anna!! Io scendo a portare giù le valigie o non partirai più!

ANNA: Arrivo arrivo… ciao mamma! Ciao Tania! A presto!

OLGA: Anna! Hai preso il caricatore del cellulare?

ANNA. Ma certo mamma! Ciaooooo!

TANIA: Olga?

OLGA: Sì, lo so. Esagero.

TANIA: Ti capisco. Sei una mamma. Ma Anna è grande e deve fare la sua vita…

OLGA: Grazie Tania! Sei andata in Prefettura per chiedere la cittadinanza?

TANIA: Sì, e ora posso controllare on line la procedura della concessione. Ci vorrà un po’ di tempo…

OLGA: Bene! Allora, futura cittadina italiana, devi venire dentro a vedere la mia Italia unita!

TANIA: Volentieri!

OLGA: Però scusaci per il disordine, abbiamo aiutato Anna a preparare la valigia...

TANIA: Va bene

Più tardi…

SCENA 7

“…studiando un popolo è importante capire quando questo ha avuto coscienza della lingua che parla, quando ha capito che parla proprio quella lingua… mmm… il concetto non è facile… per esempio quando è nato l’italiano? Quando hanno capito che non parlavano più latino qui in Italia? devo farmelo spiegare bene

Nel frattempo…

SCENA 8

OLGA: Ian Ssali… un esponente dell’organizzazione G2, le seconde generazioni di giovani stranieri… ho tante cose da chiedergli… ma devo concentrarmi…

SALIF: Olga? Hai un minuto?

OLGA: Amore, la prossima settimana parti anche tu… Certo che ho un minuto per te!… Devi cominciare a preparare i bagagli…

SALIF: D’accordo d’accordo… ma io volevo chiederti un’altra cosa…

OLGA: Dimmi.

SALIF: Secondo te Fela si sente legato alla sua famiglia?

OLGA: Ma certo. Fela è così affettuoso…

SALIF: Intendo la famiglia di origine…

OLGA: Fela adora sua madre.

SALIF. Però… sai da noi ‘famiglia’ non vuol dire solo padre e madre…

OLGA: Che vuoi dire?

SALIF: In Africa la famiglia comprende anche i parenti... i cugini, gli zii, che sono sempre tanti e...

OLGA: Secondo me, Fela è legato alla vostra terra se è questo che volevi chiedermi…

SALIF: Lui si sente anche italiano…

OLGA. E’ normale… vive qui, studia qui… mi sembra giusto…

SALIF: forse hai ragione… destino curioso il nostro… sempre al confine…

OLGA: Sempre! Ed è bello così!

SALIF: Questa Italia unita comincia a riempirsi!

OLGA: Eh sì… ti piace?

SALIF: Mi piace… e mi piaci tu!

Quella sera…

SCENA 9

Olga intervista Ian Ssali esponente del movimento G2 seconde generazioni.

Olga: Ian, grazie per essere venuto alla redazione del nostro giornale. Da straniera che vive in Italia da vari anni, sono interessata a conoscere meglio la vostra rete G2 formata dalle seconde generazioni dei giovani nati o cresciuti in Italia.

Come e’ nata la vostra organizzazione?

IAN SSALI: L’associazione “rete G2 seconde generazioni” è un’associazione nazionale fondata da figli di immigrati nel 2005. Diciamo che questa associazione è composta da giovani che un giorno si sono riuniti, hanno deciso di mettere in piedi quest’associazione dove potersi ritrovare, dove potersi confrontare su temi comuni a tutti i figli di immigrati.

Olga: Quali sono gli obiettivi che vi prefiggete di raggiungere?

IAN SSALI: Quello principale è ovviamente quello della cittadinanza. Non è che l’associazione mira espressamente a quello. Quello sarebbe un grande obiettivo, ma ovviamente ci rendiamo anche conto che ci sono dei problemi alla base, come agevolare magari lo studio. Ci sono persone che non possono andare in Erasmus perché non sono cittadini italiani e quindi non possono usufruire di queste borse di studio, andare all’estero. Devono lavorare per andare all’estero, non possono votare, si chiedono perché non ci sono figli di immigrati nelle facoltà come legge, come medicina o in tutte quelle facoltà che aprono l’accesso ad albi pubblici riconosciuti, a concorsi pubblici. Ma lo puoi fare solo se sei cittadino italiano, quindi quest’associazione ha per lo più a cuore anche questo.

Olga: Quali sono le vostre attività?

IAN SSALI: La prima che mi viene in mente ovviamente e’ quella di parlare. Noi parliamo di tante cose, abbiamo fatto anche uno sportello legale nel sito, ho fatto una lettura di Manzoni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Siamo continuamente presenti come osservatori, ma specialmente nelle scuole a parlare non tanto di seconde generazioni, ma di quello che può essere visto come un altro modo di amare il paese, perché quello che ogni volta ci viene chiesto e’ di giustificare continuamente noi stessi.

Olga: Ian, tu sei nato in Italia, ma di che origine sono i tuoi genitori? Ci puoi raccontare in breve la tua storia?

IAN SSALI: Io ho origini ugandesi. Più che le origini, io sento il mio paese nonostante… e’ il mio paese d’origine ovviamente, quindi ci sono non dico molto legato perché ci sono stato pochissime volte, però essendo il posto dove sono nati i miei genitori ovviamente ha un significato particolare per me.

Mio padre e’ venuto qui negli anni ’80, ha studiato all’università di Perugia per stranieri per imparare l’italiano. Poi ha deciso bene di andarsene a Pavia a studiare ingegneria e poi di là è venuto a Roma e ha incontrato mia madre, anche lei ugandese. Quindi diciamo che il mondo… si sono trovati a Roma, da lì sono venuto io e forse sono cominciati per loro i problemi, però fatto sta che…niente…loro continuano a stare qui, sono contenti, amano questo paese.

Olga: Molto interessante. Ti ringrazio per la tua disponibilità.

IAN SSALI: Ringrazio io lei.

Nel frattempo…

SCENA 10

FELA: Devi togliere qualcosa zio… il flauto che hai portato alla piccola Binta??

SALIF: No, impossibile… è il regalo giusto per lei…

FELA: Questa valigia non si chiuderà mai… e poi si aprirà all’improvviso!

SALIF: Ma no! Ha la combinazione… chiudo tutto e via…

FELA: Aspetta… se mettiamo Mansur sopra magari si chiude…

SALIF: Ottima idea! Mansur! Vieni! Siediti sulla valigia!

FELA: Ecco… vai zio, metti la combinazione, presto!

SALIF: 4-5-5-… ecco fatto!

FELA: Ce l’abbiamo fatta! La valigia dei regali è pronta!

SALIF: Lunedì prepariamo anche la valigia dei vestiti… tra una settimana partiamo!

FELA: Mi raccomando, zio, i libri di Senghor!

SALIF. Tranquillo! Mansur, andiamo a vedere se la mamma ha bisogno di qualcosa…

FELA: Niente! Niente!

Poco dopo…

SCENA 11

SALIF: Ah, ecco la mamma!

OLGA: Mansur! Vieni! Allora?

SALIF: Sai, mamma, che abbiamo fatto la valigia dei regali?

OLGA: Bene! Ci è entrato tutto?

SALIF: Sì sì. Anche il flauto di Binta.

OLGA: Anche il libro di favole per la collezione della zia Rama?

SALIF: Noooo! Il libro di favole…. l’ho letto a Mansur e l’ho dimenticato sul comodino… accidenti Mansur non me lo hai ricodato…

MANSUR: Pure io mi ero sbagliato!

OLGA: Ah! Ce lo mettiamo dopo, dai!

Nel frattempo…

SCENA 12

FELA: Pronto? Luis? Oh sì, hai ragione… avevo dimenticato l’appuntamento… ho la testa tra le nuvole… sono desolato per il contrattempo… mi dispiace davvero… senti, ma se te li porto domani i libri? Okay… scusami, scusami davvero… ciao…

Quella sera…

SCENA 13

OLGA: Ecco il libro di favole… era qui sul comodino…

SALIF: Bene… mettilo in quell’angolo della valigia…

OLGA: Stai attento a non cambiare la combinazione mentre è aperta…

SALIF: D’accordo!

OLGA: Vado a prendere il fazzoletto che avevo preso per Mariama…

OLGA: Ecco qua! Salif… hai chiuso la valigia?

SALIF: No!

OLGA: È chiusa!

SALIF: Allora la riapro. Allora… 6-3-3

SALIF: NOOOO… NO NO! Non è possibile…

SALIF: NON E’ POSSIBILE!!

OLGA: Ha cambiato la combinazione…

SALIF: In così poco tempo?

MANSUR: Non sono stato io…

OLGA: Ha chiuso e cambiato la combinazione…

SALIF: Mansur! Che hai combinato?

MANSUR: Chi? Io? No!

SALIF: Olga! Non sono sicuro di portarlo con me in Senegal!

MANSUR: Io voglio andare in Senegal lo stesso! Voglio andarci!

SALIF: Va bene, ci andiamo!

Ridono



LE PAROLE DELL’ITALIANO

Due puntate fa abbiamo parlato del presente di dovere e potere; oggi, con l’aiuto dei nostri amici, riprendiamo il presente di volere.

FELA: ........... Quest’estate voglio andare in vacanza con Meryem

OLGA: Che vuoi dire?

FELA: ...........Vogliono assumerti?

Il presente di volere è: io voglio, tu vuoi, lui o lei vuole, noi vogliamo, voi volete, loro vogliono.

A proposito di presente. Noi già sappiamo che il presente si può adoperare al posto del passato. Ma oggi i nostri amici ci dimostrano che il presente si può usare anche al posto del futuro. Sentiamoli:

ANNA: Lo sai che domani parto? Parto con il treno!

OLGA: .... Domani parti e non ti vedo per sei mesi… SLATE MOJO

SALIF: .......Il mese prossimo gli scaffali sono pieni!

FELA: .........Ma devo andare a studiare.. la prossima settimana… ho l’ultimo esame!

ANNA: .......Tra pochi mesi torno!

ANNA: Fela! Quest’estate sono già a casa!

OLGA: Amore, la prossima settimana parti anche tu,

SALIF: Lunedì prepariamo anche la valigia dei vestititra una settimana partiamo!

Nelle battute che abbiamo sentito, anche se il verbo è al presente, c’è sempre una parola o un gruppo di parole che indicano il futuro: domani parto, il mese prossimo gli scaffali sono pieni, tra una settimana ho l’ultimo esame, quest’estate sono a casa, la prossima settimana parti, lunedì prepariamo la valigia...

Passiamo adesso a un altro argomento. I nostri amici in questa puntata hanno avuto qualche problema, qualche inconveniente, e molti hanno chiesto scusa. Per esempio,Tania ha urtato Olga e poi è arrivata in ritardo, Anna crea sempre tanti problemi a Fela, la casa della famiglia Ba era in disordine quando è arrivata un’ospite e Fela ha dimenticato un appuntamento. Perciò, Tania, Anna, Olga e Fela si sono scusati.

TANIA: Olga, perdonami! Non volevo… oggi sono così sbadata…

TANIA: Ragazzi! Eccomi! mi dispiace per il ritardo

ANNA: Senti Fela! Ti chiedo scusa per tutti i problemi che ti creo…



OLGA: Però scusaci per il disordine, abbiamo aiutato Anna a preparare la valigia...

FELA: .........avevo dimenticato l’appuntamento… ho la testa tra le nuvole… sono desolato per il contrattempo

I nostri amici non solo si scusano, ma spiegano anche il motivo delle scuse: “Mi dispiace per il ritardo”, “Scusami per l’imprevisto”, “Scusaci per il disordine”, “sono desolato per il contrattempo”.

E così, sentendo le scuse di Tania, Anna e Olga abbiamo anche imparato che la preposizione per serve per indicare la causa, il motivo di qualcosa, come ci ha fatto sentire ancora Olga:

OLGA: ..... sono triste per la vostra partenza

OLGA: Sono senza forze per la dieta che sto facendo…

OLGA: faccio la dieta per abbassare il colesterolo…

Fra l’altro, noi già ci siamo occupati della parola per. Nella puntata 14 della II serie, quando sono andati a Bari, i nostri amici ci hanno insegnato che per si usa per indicare un periodo di tempo, una durata. Ve ne ricordate?

Riprendere da Le parole dell’italiano II, 14 le seguenti battute:

SALIF: Buongiorno!

SIGNORINA: Buongiorno!

SALIF: Senta, volevo sapere se sono disponibili una doppia e una singola

SIGNORINA: Per quante notti?

SALIF: Per tre notti, da oggi a mercoledì



[Piccola storia dell’italiano] Quando è nato l’italiano?

Quando hanno capito che non parlavano più latino qui in Italia”? Vi dico subito che noi non possiamo stabilire quando l’italiano è nato come lingua autonoma, perché, come vi ho detto nella scorsa lezione, fra latino e italiano non c’è interruzione, non c’è cioè un momento preciso in cui “è morto” il latino ed “è nato” l’italiano. Non c’è un momento preciso del Medioevo in cui qualcuno ha potuto dire: i miei nonni, o i miei genitori, parlavano latino; io, invece, parlo un’altra lingua! In Italia nel Medioevo la gente parlava una lingua molto diversa dal latino colto,dal latino scritto del I secolo a.C., il latino del poeta Virgilio o del grande avvocato Cicerone. Quelle persone però credevano che la loro lingua fosse latino! Questo per noi significa che l’italiano è nato quando è nata la coscienza dell’italiano: cioè , come ha detto Fela, quando le persone che lo parlavano hanno capito che stavano usando una lingua ormai diversa dal latino, hanno capito che il latino era un’altra cosa. Il primo testo che mostra questa coscienza della diversità fra il latino e l’italiano è un documento del 960 d. C. che gli studiosi chiamano il Placito di Capua. Placito è una parola che vuol dire “sentenza”, cioè la decisione di un giudice. Capua è una bellissima città della Campania vicina a Caserta. Qui mi fermo, per lasciarvi un po’ di curiosità: del Placito di Capua infatti parleremo ancora nella prossima lezione. Arrivederci.



LA BUSSOLA





Genitori e figli: la famiglia

Abbiamo visto che la famiglia Ba è una famiglia numerosa e allargata.

Possiamo dire che è un’unica grande famiglia ma composta da tante famiglie, come quella di Olga e Anna, madre e figlia maggiorenne, di Salif e Fela, zio e nipote maggiorenne, di Olga, Salif e Mansur, genitori e figlio minorenne. Mansur è anche fratello di Anna e cugino di Fela.

Ma ci sono anche i parenti di Salif che vivono in Senegal: zii, cugini, nonni.

SCENA 8 DOCU FICTION

SALIF: Secondo te Fela si sente legato alla sua famiglia?

OLGA: Ma certo che sì. Fela è così affettuoso…

SALIF: Intendo la famiglia di origine…

OLGA: Fela adora sua madre.

SALIF. Però… sai da noi ‘famiglia’ non vuol dire solo padre e madre…

OLGA: Che vuoi dire?

SALIF: In Africa la famiglia è numerosa… vanno considerati i cugini, gli zii, che sono sempre tanti e…

OLGA: Penso che Fela sia legato alla vostra terra se è questo che volevi chiedermi…

Tutti loro sono parenti per la legge italiana.

Per la Costituzione, la famiglia è il nucleo essenziale e fondamentale della società, ed è cosi importante che viene tutelata in ogni suo aspetto (art. 29, 30, 31 della Costituzione). Il più importante è il rapporto tra genitori e figli.

Il dovere principale dei genitori è mantenere, istruire ed educare i figli, minori e maggiori di età, anche nati da genitori non uniti in matrimonio (art. 30, comma 1, Costituzione).

Pensate, infatti, che anche i figli che hanno compiuto 18 anni di età, e sono quindi maggiorenni, devono essere mantenuti dai genitori, fino a quando non saranno in grado di provvedere a loro stessi da soli, con un proprio reddito,un proprio guadagno.

Si ha una famiglia sia quando i genitori sono legati dal matrimonio, come ad esempio Olga e Salif, sia quando non lo sono. In questo secondo caso si ha una famiglia di fatto. Ma nel rapporto tra genitori e figli nulla cambia.

Ma in cosa consiste il dovere di mantenimento, educazione e istruzione dei figli?

Fino a quando i figli non diventano maggiorenni, i genitori devono prendere tutte le decisioni che riguardano la vita dei figli, rispettando le loro inclinazioni naturali (o i loro gusti o le loro predisposizioni)..

Mantenerli vuol dire dare a loro una casa, cibo, vestiti e pagare tutto ciò che serve per la loro educazione e istruzione.

I genitori devono, anche, garantire ai figli l’istruzione obbligatoria, che ora viene “impartita per almeno dieci anni ed e' finalizzata al conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età (articolo 1, comma 622, della legge 27-12-2006, n.296). Anche i figli se lavorano e continuano a vivere in famiglia hanno il dovere di contribuire alle spese.

In caso di separazione e divorzio dei genitori sposati, i figli sono affidati dal Tribunale a tutti e due i genitori, in forma condivisa. Per la legge italiana, infatti, i figli hanno diritto a mantenere un rapporto equilibrato e che continua nel tempo con tutti e due i genitori, a ricevere cura, educazione, istruzione da tutti e due e a conservare i rapporti con i parenti di ciascun genitore (art. 155 del codice civile).

Solo in casi eccezionali, il giudice può decidere il cosiddetto affidamento esclusivo, cioè l’affidamento del figlio a un solo genitore con la possibilità, però, per l’altro genitore di vederlo. In questo caso, tutte le decisioni sulla vita del figlio le prende il genitore che ha l’ affidamento.

E’ il giudice che pronuncia la separazione a decidere in che modo i figli minori devono vivere con i genitori e come ogni genitore deve mantenere il figlio.

Il giudice, nel fare questo, deve guardare solo ed esclusivamente all’interesse morale e materiale del figlio minore.


 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai