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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

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20. .

La mia Italia

 


SCENA 0 – INT NOTTE - SOGGIORNO OLGA FELA SALIF ANNA KARIM MANSUR OLGA: Io sono molto felice di avere qui tutta la mia famiglia… perché questa sera per me è molto importante! Devo fare un annuncio! SALIF: Olga! I tuoi annunci mi preoccupano sempre! Non dirmi che la nostra famiglia crescerà ancora, ti prego… FERMO IMMAGINE Qualche tempo prima… SCENA 1 – INT GIORNO - CAMERA LETTO OLGA SALIF OLGA: Sai, Salif, adesso che abbiamo messo in ordine anche l’ultimo scatolone, mi sento veramente a casa mia… SALIF: Beh… veramente… manca ancora una cosa molto importante… OLGA: Cosa??? SALIF: Questa! OLGA: La foto del matrimonio! Salif… SALIF: La metteremo qui, che dici? Così potremo averla sempre davanti agli occhi!! OLGA: E’ un’ottima idea! Adesso la nostra casa è veramente completa! SALIF: Tu avevi deciso di lavorare un po’ oggi, vero? OLGA: Sì… ma con Mansur non è facile… SALIF: Sai che faccio? Lo porto un po’ al parco, così potrai lavorare in pace! OLGA. Salif! Grazie! Sei un marito meraviglioso! E uno splendido padre! Più tardi… SCENA 2 – EST GIORNO – PARCO SALIF E MANSUR SALIF: C’erano una volta una cicala e una formica. La formica aveva lavorato per tutta l’estate. Non si era goduta il sole, né il dolce vento della sera, né le chiacchiere con gli amici. La cicala invece aveva cantato e si era divertita per tutti i mesi estivi. MANSOUR: Ascolto la favola della cicala! SALIF: All’inizio dell’inverno la formica aveva finito il suo lavoro: la sua casa era piena di cibo e lei stava al calduccio. MANSOUR: Sì! SALIF: La cicala, invece, non aveva più niente… MANSOUR: Non aveva più niente… SALIF: Aveva consumato tutto il cibo e la sua casa era fredda, ma fredda talmente fredda…. MANSOUR: Talmente fredda! SALIF: Che lei si è detta… avrei dovuto lavorare come la mia amica formica… Mansour? MANSOUR: Eh? SALIF: Mi dai un bacio? MANSOUR: Racconta la favola della cicala! Nel frattempo… SCENA 3 – INT GIORNO - BAGNO ANNA OLGA OLGA: Ciao, amore… dove vai? ANNA: Vado a prendere Karim in bottega. OLGA: Zlate mojo, amore mio, quanto sei cresciuta in così poco tempo… solo ieri eri piccola come Mansur e io ti accompagnavo a scuola... ANNA: Mamma! OLGA: E’ inutile che ti ribelli eh! Sei la mia bambina e lo sarai sempre! ANNA: E va bene… allora io ti chiamerò MAICO? Mammina… Nel frattempo… SCENA 4 – INT GIORNO - CAMERA FELA FELA LUIS LUIS: Sei contento, Fela? Hai finito gli esami! Ora ti manca la tesi della laurea triennale! FELA: Eh sì. Ho parlato con un professore di Letterature Comparate che avevo conosciuto in libreria… mi piacerebbe molto fare la tesi sulla poesia senegalese… magari su Senghor, il poeta preferito di zio Salif! LUIS: Sembra interessante. FELA: Vorrei confrontarlo con un poeta italiano… LUIS: Il ‘tuo’ Dante? FELA: Mmmm… non credo sia possibile… ma vedremo… LUIS: Sai Fela, anch’io ho una buona notizia! FELA: Quale? LUIS: Mi hanno preso al corso per mediatori culturali! Quando ho presentato la domanda non speravo di farcela! FELA: Complimenti! Bravissimo Luis! Più tardi… SCENA 5 – INT POMERIGGIO – BOTTEGA ANNA KARIM ANNA: Ciao, Karim! KARIM: Ciao, Anna! È già ora di chiudere? ANNA: Eh sì. Tu lavori troppo… KARIM: Lo sai che mi piace questo lavoro … Oggi mentre riordinavo, pensavo a come sono fortunato... ANNA: Ormai Salif si fida ciecamente di te… KARIM: Sì. Stavo preparando la lista delle ordinazioni perché me lo aveva chiesto lui… ANNA: Però adesso andiamo a farci una passeggiata… anch’io ho bisogno di staccare un po’… KARIM: Ma certo! Fammi finire di scrivere una cosa… dieci scatole di riso integrale… venti confezioni di caffè… ANNA: E poi ricordati che per quest’estate mi hai fatto una promessa… KARIM: Quale? ANNA: L’hai già dimenticata! KARIM: No, dai… ero soprappensiero… quest’estate andremo in vacanza in Croazia! ANNA: E guarda cosa ho portato…Vedi? Questo è il mio Paese! Non vedo l’ora di mostrartelo! ti piacerà… sarà emozionante tornarci con te! KARIM: Sono sicuro che mi piacerà… sarà una vacanza bellissima, amore… Quella sera… SCENA 6 – INT NOTTE - SOGGIORNO OLGA ANNA VOCE TV: Venne quel benedetto giorno… i due promessi andarono con sicurezza trionfale a quella chiesa dove proprio per bocca di don Abbondio furono sposi… OLGA: Che bello! Alla fine hanno trionfato l’amore e l’onestà! ANNA: E finalmente Renzo e Lucia si sono sposati… OLGA: E presto toccherà alla ‘tua’ Lucia… ANNA. Non vedo l’ora… OLGA. Anche perché tu e Karim sarete i suoi testimoni… ANNA: Già. OLGA. Siete una bella coppia sai? ANNA: Grazie, mamma! OLGA. Quando mi hai presentato Karim ero un po’ preoccupata… ti ricordi a Napoli? FLASH BACK OLGA: Che bella coppia… due giovani innamorati!
 SALIF: Sì ma… non è Anna quella?
 OLGA: Anna? Ma sì, è lei… ma allora… non è venuta da sola!
 SALIF: Anna! Anna!
 ANNA: Mamma, Salif! Eccovi! Ciao Fela!
 FELA: Ciao
 OLGA: Ciao
 ANNA: Guardate: visto chi vi ho portato? Karim!
 KARIM: Ciao!
 SALIF: Ciao, Karim, come stai?
 KARIM: Bene.
 SALIF: Piacere di conoscerti.
 KARIM: Grazie. OLGA: Ma adesso che lo conosco lo apprezzo molto… sono proprio contenta per te… VOCE TV: Dolori e imbrogli della qualità e della forza di quelli che abbiamno raccontato non ce ne furono più per la nostra buona gente… Più tardi… SCENA 7 – INT NOTTE - CAMERA DA LETTO OLGA SALIF OLGA: La riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu era finita da mezz’ora e i telegiornali avevano appena dato la notizia, quando un gruppo di persone si è riunito davanti al Parlamento Europeo per manifestare per la pace. SALIF: Olga! Puoi leggere in silenzio? Sto dormendo! OLGA: No, Salif, se leggo ad alta voce riconosco meglio tutte le caratteristiche di un articolo giornalistico! Devo prepararmi bene… ho un incontro importante… SALIF: Potresti almeno abbassare il volume? OLGA: Ci provo… OLGA: Il leader del gruppo ha dichiarato: «Noi vogliamo esprimere la nostra posizione...»… ecco, qui ci sono le virgolette basse, perché il giornalista ripete esattamente le parole del leader… non ricordo però quando si usano quelle alte! SALIF: Olga, basta! Mettiti a dormire! OLGA: E va bene… potresti avere anche un po’ di pazienza eh? SALIF: Olga. Ti amo. Dormi. OLGA. Dormo. Alcuni giorni dopo… SCENA 8 – INT GIORNO – Centro di istruzione per adulti - DOCENTE, LUIS, CLASSE DOCENTE: Allora… vogliamo ricordare insieme la regola per formare il futuro dei verbi irregolari? Partiamo dalla prima coniugazione, quelli che all’infinito terminano in –are, come il verbo ‘parlare’, prendiamo l’infinito, stacchiamo la parte terminale -are perciò nel caso di ‘parlare’ avremo, staccando -are: parlerò, parlerai, parlerà, parleremo, parlerete, parleranno. Nel caso di ‘scrivere’ stacchiamo sempre la parte terminale del verbo –ere e aggiungiamo le desinenze -erò, -erai, -erà, -eremo, -erete, -eranno. Per i verbi della terza coniugazione, quelli che all’infinito terminano in –ire, stacchiamo la parte terminale e questa volta aggiungiamo il suffisso: irò, irai, irà, iremo, irete, iranno. Perciò per ‘dormire’ avremo: dormirò, dormirai, dormirà, dormiremo, dormirete, dormiranno. Adesso proviamo a coniugare insieme al futuro il verbo ‘credere’, avremo… TUTTI Crederò, crederai, crederà, crederemo, crederete, crederanno… DOCENTE: Adesso vediamo quali sono gli esercizi che ci propone il progetto“In Italia” alla puntata 19 e facciamo insieme l’esercizio numero 3 relativo al futuro… se vedete bene si tratta di passare dalla forma singolare alla forma plurale. Luis? Vuoi iniziare tu a fare l’esercizio? LUIS: Sì. Domani comprerò un ombrello nuovo! Domani compreremo un ombrello nuovo! DOCENTE: Bene domani compreremo un ombrello nuovo! LUIS: Da grande capirai diventa da grandi capirete! DOCENTE: Sì. Da grandi capirete! Nel frattempo… SCENA 9 – INT GIORNO – BOTTEGA OLGA FRANCO PITTAU OLGA: Dottor Franco Pittau, sono molto contenta di poter parlare con lei, perché mi può aiutare a conoscere meglio come vivono i cittadini stranieri qui in Italia. Lei è il coordinatore del Dossier Statistico sull’Immigrazione della Caritas/Migrantes che, dal 1990 ogni anno fornisce un quadro puntuale e articolato del fenomeno migratorio. Dal suo osservatorio ci può descrivere chi sono gli oltre 4 milioni di cittadini stranieri che vivono stabilmente in Italia? Ci può fare un loro identikit? PITTAU: E’ un po’ difficile però si può dire che vengono da tutte le parti del mondo. Questa è una caratteristica tipicamente italiana rispetto alle altre nazioni. Sono dei giovani adulti in prevalenza e sono molto pochi gli anziani, pochissimi i pensionati e questo è un grande beneficio per l’Italia. Poi crescono sempre più, aumentano sempre più i minori e specialmente i minori nati in Italia. hanno un buon livello di studio, spesso più elevato di quello degli italiani, anche se fanno mestieri umili e si sono inseriti in tutti i rami di attività. OLGA: Negli anni passati, con la mia famiglia, ho fatto un lungo viaggio. Abbiamo visitato tutte le regioni italiane. Ho potuto notare che i cittadini stranieri vivono, lavorano, studiano nelle diverse realtà a fianco degli italiani. Si può già parlare di un buon livello di integrazione? PITTAU: Ci sono aspetti positivi e aspetti negativi, territori dove si va meglio e altri in cui non si va così bene. L’Italia non aveva un modello di integrazione e l’ha maturato a partire dagli anni ’70 quando sono iniziati i flussi verso l’Italia. Non avendo un modello da difendere siamo stati più flessibili e questa è una caratteristica del tutto italiana. OLGA: In merito alla cittadinanza? PITTAU: I figli dei cittadini stranieri che nascono in Italia sono tanti. Sono più del 10% del totale. A Prato per esempio sono un quarto del totale. Noi non possiamo lasciare nel limbo queste persone a cui se si chiede “di quale paese sei?” sia cinese, sia americano, sia africano, lui dice: “sono italiano perché non sono immigrato, sono nato qui”. A me come studioso verrebbe da auspicare che smettessimo di dare sempre una dimensione ideologica, partitica, politica all’immigrazione e la considerassimo come un fatto sociale. OLGA: La presenza dei cittadini stranieri in Italia è in crescita. Questo fenomeno come caratterizzerà la società italiana nel prossimo futuro? PITTAU: A metà secolo noi avremo un sesto della popolazione italiana costituita da immigrati. Saranno 12 milioni e mezzo circa su 63 milioni. E allora noi dobbiamo pensare: una su sei persone che incontrerò sarà un immigrato. Io mi devo abituare a vivere con l’immigrato e devo portare l’immigrato ad abituarsi a me. L’immigrazione a me piace considerarla come un’energia che sta già dando molto frutto all’Italia, il 10% del prodotto lordo, il sostegno alle pensioni. Se noi ci convinciamo che questa è una ricchezza, l’immigrazione sarà davvero una ricchezza per l’Italia. OLGA: Le sue riflessioni sono molto utili per me, per il mio lavoro di giornalista. Spero di poterla ospitare di nuovo nella bottega di mio marito Salif, che noi speriamo diventi un punto di incontro interculturale. PITTAU: Grazie anche a voi! SCENA 10 – EST GIORNO – PARCO FELA MERYEM, Tristissimi FELA: A che ora hai l’aereo domani? MERYEM: Alle dodici. FELA: E così… è finita… MERYEM: E’ finito il mio periodo di lavoro… ma ho intenzione di tornare in Italia… FELA: Allora cercherò un altro lavoro per te! MERYEM: E io tornerò… lo so che tornerò, Fela… FELA: Ma… sei contenta di ripartire? MERYEM: Sinceramente? FELA: Sinceramente. MERYEM: Sono molto triste. Sono stata molto bene in Italia… ci lascio il cuore, Fela… FELA: Meryem… Più tardi… SCENA 11 – INT GIORNO – REDAZIONE OLGA GIULIO GIULIO: Olga, sei diventata veramente brava… Avevo capito che eri in gamba, ma negli ultimi tempi hai superato le mie aspettative... le tue interviste hanno un grosso successo sul nostro giornale… OLGA: Davvero? GIULIO: Ai nostri lettori piace molto leggere le storie di stranieri che ce l’hanno fatta in Italia, che sono stati particolarmente bravi nel loro lavoro… OLGA: Penso che queste storie possano dare energie a tutti gli stranieri che faticano, che soffrono quando arrivano in un paese sconosciuto… GIULIO: E’ vero. L’Italia accoglie tanti stranieri, che sono venuti qui per tanti motivi… ma vivere fuori dal proprio paese è sempre un dolore… OLGA: Anche all’altro progetto, sai, ci ho pensato per questo motivo… GIULIO: Puoi fare molto con il tuo lavoro e la tua esperienza, lo sai? OLGA. Lo spero. E tu, Giulio, sei stato preziosissimo, con i tuoi consigli, la tua fiducia… GIULIO: L’ho fatto solo nell’interesse del nostro giornale… sei una collaboratrice valida e, anzi, ti annuncio che da oggi fai parte della redazione! OLGA. Davvero? GIULIO: Certo! OLGA. Adesso corro a casa a dirlo ai miei e… ho anche l’altra sorpresa… GIULIO: Saranno orgogliosi di te… Hai fatto una cosa importante… adesso corri! E poi mi racconti eh? OLGA: Certo! Poco dopo… SCENA 12 –INT NOTTE - SOGGIORNO OLGA FELA SALIF ANNA KARIM MANSUR OLGA: Io sono molto felice di avere qui tutta la mia famiglia… perché questa sera per me è molto importante! Devo fare un annuncio! SALIF: Olga! I tuoi annunci mi preoccupano sempre! Non dirmi che la nostra famiglia crescerà ancora, ti prego… FERMO IMMAGINE SALIF: Allora, Olga? ANNA: Dai mamma, dicci che cos’hai… è da un po’ di giorni che sei strana… SALIF: Non riesco ad abituarmi alle tue sorprese… OLGA: E’ vero… è vero… ho avuto un segreto in questi ultimi mesi… ma ora ve lo svelerò: questo è il mio segreto! ANNA: Cosa? Hai scritto un libro? FELA: E in italiano!! SALIF: Ma quando hai trovato il tempo di scriverlo? KARIM: Olga! OLGA: Calma, calma… era il mio sogno nel cassetto… avevo pensato di farlo già quando eravamo in viaggio per l’Italia… poi il nostro matrimonio, Mansur, tutte le nostre avventure, l’idea ha avuto il tempo di maturare… e così anche il mio italiano… SALIF: È stato difficile scrivere in italiano? OLGA: Beh, abbastanza. Anche per questo ho deciso di tornare a scuola, per parlare meglio e scrivere meglio nella lingua del paese che ormai è il mio! ANNA: Ma di cosa parla questo libro? OLGA: Di tutti noi. Di noi stranieri che arriviamo in Italia pieni di speranze, di tutte le nostre difficoltà ma soprattutto delle nostre gioie, della capacità di farcela, dell’amore che tanti italiani ci danno, del loro calore, del loro affetto… e poi di noi Ba, della nostra bellissima storia, del nostro viaggio in Italia, della nostra casa, dei nostri amici… FELA: Anche su di me allora? OLGA: Sì, Fela, anche su di te! FELA: E anche su Mansur? OLGA: Eh sì… anche su Mansur… che è il più italiano di tutti noi! ANNA: Mamma… sei unica! SALIF: Olga! Non trovo le parole… sei una donna eccezionale… OLGA: Beh non ho scritto solo su di noi eh? Ho fatto una ricerca sulla realtà dell’immigrazione. Ho incontrato studiosi, ho letto libri, ho raccolto tutte le testimonianze… e Giulio mi ha dato una mano per stamparlo in modo economico, per portare qualche copia agli editori e poi chissà… un giorno sarà davvero pubblicato! SALIF: Sicuramente con un editore molto importante! OLGA: Mah… non esageriamo… per ora mi basta sapere che voi mi sostenete… SALIF: E certo! Vero ragazzi? ANNA: Ovvio! FELA: Siamo con te! KARIM: Mi associo! ANNA: Ma, a proposito, il curiosario… a che ti serviva? OLGA. Beh avevamo visto tante città italiane e io temevo di dimenticare qualcosa... Il curiosario è stato preziosissimo! Mi sono ricordata di tanti particolari... SALIF: Ma cosa hai scritto esattamente? OLGA: Cosa ho scritto? Questo! Vieni Mansour! FELA: Complimenti! MANSOUR: Che fa papà? SALIF: Papà è nel libro della mamma! FELA: Che bello! ANNA: Mamma! Sei unica! FINE


 
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