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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

9. CASA BA

La cerimonia del tè

 

SCENA 0 – ANELLO – INT GIORNO BOTTEGA
SALIF KARIM ANNA

SALIF: Sono stanco di mettere scatole a posto! Signorina Anna, gradirebbe un tè preparato come facciamo noi in Senegal?
ANNA: Volentieri, signor Salif.
KARIM: Salif! Mi insegneresti a prepararlo? Mi è sempre piaciuto vederti fare questa cerimonia…
SALIF: Volentieri ma non è facile, devi far bollire l’acqua insieme al tè e allo zucchero, prendere il tè, versarlo in un bicchiere, prendere il contenuto e travasarlo da un bicchiere all’altro per formare la schiuma. Quando hai raggiunto il sapore desiderato ci aggiungi la menta e poi servi. Vedi Karim, devi prendere il bicchierino, sollevarlo… e poi…
KARIM: Così?

FERMO IMMAGINE

Qualche giorno prima…

SCENA 1 – INT GIORNO – SOGGIORNO PC
OLGA, poi LUIS E FELA

OLGA: Non mi viene in mente proprio niente!
Entrano Luis e Fela
FELA: Ciao, Olga!
LUIS: Ciao, Olga!
OLGA: Ciao, ragazzi!
FELA: Che fai?
OLGA: Sto pensando chi intervistare per il mio giornale… Giulio, il caporedattore, è fuori città per qualche giorno e non mi viene in mente nessuna buona idea… mi piacerebbe fare bella figura…
FELA: Deve essere qualcuno legato al mondo degli stranieri?
OLGA: Credo di sì. Il giornale si occupa di multicultura… va bene… ci penso su…
FELA: Sai che Luis ha cominciato le lezioni di italiano presso un Centro di Istruzione per Adulti?
OLGA: Davvero? Anch’io vado a scuola di italiano ora… tu come ti trovi, Luis?
LUIS: Bene. È una bella esperienza studiare seriamente la lingua dei miei nonni…
FELA: Siete in tanti al corso?
LUIS: Beh sì. Ci sono tanti stranieri e ognuno ha la sua storia… il suo motivo per imparare l’italiano…
FELA: Sai che ti consiglio, Olga? Potresti intervistare loro! Non saranno famosi ma… hanno qualcosa da dire…
OLGA: Tu che ne dici, Luis?
LUIS: Beh... al tuo posto, intervisterei il dirigente scolastico o un professore della mia scuola. È informato su tante situazioni, ti racconterebbe tante cose sugli stranieri… e tu scriveresti una bella storia...
OLGA: Beh, direi che è un’ottima idea! Ma prima... Ti andrebbe un caffè, Luis?
LUIS: Oh, sì. Grazie.
OLGA: A Fela è inutile chiederlo… ne beve almeno 8 al giorno!

Poco dopo…

SCENA 2 – EST GIORNO PARCO
Anna e Karim.

ANNA: Sono un po’ preoccupata… non ho ancora ricevuto una risposta per l’Erasmus…
KARIM: Io credo che ti prenderanno.
ANNA: Secondo te devo andare a parlare con il professore?
KARIM: Io aspetterei ancora un po’. Intanto studia un po’ meglio quel progetto di bioarchitettura danese…
ANNA: Hai ragione!
KARIM: Sai una cosa, Anna? Tra poco inizia il Ramadàn… mi sto preparando a osservarlo…
ANNA: E dovrai digiunare tutto il giorno?
KARIM: Eh sì. Il digiuno, lo sawm, è molto importante per riflettere e purificarsi. Potrò mangiare solo la sera, per tutto il mese.
ANNA: Ma Karim… io così mi preoccupo… tu devi lavorare e studiare nella giornata… non ti indebolisci troppo?
KARIM: Stai tranquilla. Sono forte, no? E poi mangerò la sera …
ANNA: Ma non ti pesa?
KARIM: Ma no. In fondo anche nel Cristianesimo c’è qualcosa di simile, nella Quaresima anche voi dovete digiunare ed evitare certi cibi…
ANNA: Hai ragione.
KARIM: Sai, un giorno mi piacerebbe portarti alla Moschea… Sarebbe bello conoscere ognuno la religione dell’altro...
ANNA: A proposito… ho letto all’Università che oggi c’è una conferenza di Alon Altaras, è un professore di lingua e cultura ebraica… mi hanno detto che è una persona molto interessante… uno scrittore attento al dialogo tra le diverse culture… secondo me potresti andarci, magari riesci a parlarci… che ne dici?
KARIM: E’ un’ottima idea!

Nel frattempo….
SCENA 3 ESTERNO MERCATO
Olga fa la spesa

Più tardi…

SCENA 4 INT POMERIGGIO – STUDIO UNIVERSITARIO
Alon Altaras, Karim

KARIM: Complimenti per la sua conferenza!
ALTARAS: Grazie
KARIM: È stata molto interessante… mi farebbe piacere rivolgerle alcune domande…
ALTARAS: Prego, prego…
KARIM: Io sono di origine musulmana, la mia ragazza è ortodossa. Tra noi c’è un gran rispetto reciproco, ma secondo lei, che è di cultura ebraica, l’identità religiosa in che modo condiziona la vita di una persona?
ALTARAS: Molto. Secondo me, condiziona molto. Io sono ebreo e sono anche un israeliano, non sono un praticante e non sono una persona religiosa ma se vivi in un paese come Israele, la religione ebraica, la presenza dell’ortodossia, il modo in cui uno si sposa, il funerale, tutto è legato – anche se una persona è laica – tutto è legato al mondo religioso. Il Paese si ferma di sabato, anche se tu scegli di essere un ebreo non religioso, la religione ti costringe a vivere con grande rispetto verso questa religione e, come intellettuale, in confronto quasi quotidiano con questo mondo di vasta, enorme cultura che è il mondo della cultura ebraica religiosa.
KARIM: La presenza di religioni diverse, all’interno di una stessa famiglia, è una realtà sempre più diffusa anche qui in Italia, secondo lei è questa la strada per un futuro di pace e convivenza serena?
ALTARAS: Io penso che non fa paura. È una ricchezza. Io sono figlio di immigrati rumeni. I miei genitori sono arrivati in Israele nel 1951 e non hanno mai imparato l’ebraico. Io sono scrittore e studioso in lingua ebraica ma la mia lingua madre è il rumeno. L’ebraico non l’ho parlato mai in casa. Insegno e traduco dall’italiano all’ebraico e ho un cognome spagnolo. La complessità che si può avere anche in una famiglia è immensa. Questo è fonte di ricchezza.
KARIM: Lei ha ancora un sogno da realizzare?
ALTARAS: Il sogno da realizzare… per un israeliano è una pace tra Israele e i suoi vicini.
KARIM: Grazie. È stato molto gentile.
ALTARAS: Grazie a lei!

Quella sera…

SCENA 5 – INT NOTTE - STANZA FELA
FELA

FELA: (leggendo) “Nell’Africa occidentale è molto diffusa la religione animista. L’animismo è una religione che attribuisce un’anima a tutti i fenomeni naturali, un’energia che pervade tutto l’esistente, visibile ed invisibile, causa di ogni fenomeno, della vita e della morte, della stabilità e di ogni cambiamento, intrinseca ad ogni essere vivente, uomo, animale o vegetale, e nella materia sia essa solida, liquida o gassosa. L’animista possiede la ferma convinzione dell’esistenza di questa energia”. Interessante… quante culture nella mia terra… vorrei conoscerle meglio…

Intanto Olga…

SCENA 6 – INT – NOTTE – SOGGIORNO
OLGA

OLGA: L’idea di Fela è molto interessante… il dirigente della scuola di Luis avrà sicuramente tante storie da raccontarmi… ne sono sicura… ma devo prepararmi le domande adatte… Faccio un elenco di argomenti… “le storie degli studenti le difficoltà i metodi didattici…” però questo è un elenco… dovrei mettere una virgola tra un nome e l’altro… vediamo… virgola, virgola, virgola… (si corregge e aggiunge le virgole tra gli argomenti) Sì. Così è decisamente meglio…

OLGA: Dovremmo mettere in ordine la casa… abbiamo ancora gli scatoloni del trasloco… (vede altri giocattoli in giro) e guarda lì… l’intervista dovrà aspettare…

SCENA 7 – INT NOTTE SOGGIORNO TV

OLGA: Accendiamo un po’ la tv… Uh guarda… la replica dei Promessi Sposi… ieri sera li ho persi… vediamo un po’ che succede…

RENZO IN TV: Sono venuto a Milano per confessarmi supponiamo… ma voglio confessarmi da un padre cappuccino e non da un oste… porta un altro fiasco!
OLGA: Ma guarda Renzo… ha bevuto troppo… è proprio vero che quando esageri nel bere diventi chiacchierone e ridicolo…
RENZO IN TV: Porta del medesimo che lo trovo… galantuomo!


Poco dopo…

SCENA 8 – INT NOTTE - CAMERA FELA
Olga, Fela

FELA: Sì?
OLGA: Scusa Fela, ma Mansour è tremendo… lascia tutto in giro…
FELA: Eh lo so… anch’io li trovo ovunque, anche nei miei cassetti…
OLGA: Abbiamo ancora molte cose in disordine… è proprio vero che quando fai un trasloco ci vuole una vita per mettere tutto a posto… ti dispiacerebbe aiutarmi solo un attimo?
FELA: Certo. Ti dò una mano.
OLGA: Grazie, Fela. Ho visto che abbiamo questo giocattolo, vedi? Anna mi ha insegnato a guardare sempre le etichette… vedi? Non è a norma CE. Questa cosa mi preoccupa… cerchiamo di essere attenti alla sicurezza, Salif, per esempio, nel suo lavoro sceglie sempre prodotti realizzati nel rispetto delle regole e dell’uomo…
FELA: Hai ragione. Appena posso farò anch’io un controllo delle etichette…
OLGA: Grazie, Fela, ma ora studia, eh? Cosa leggevi?
FELA: Sto preparando l’esame di geografia, stavo leggendo un saggio sulle religioni africane…
OLGA: Mal d’Africa anche tu come lo zio?
FELA: Ogni tanto… ma, sai, sto bene in Italia …
OLGA: Tutta la famiglia sta bene, per fortuna…
FELA: Allora, la farai quest’intervista al Centro di Istruzione per Adulti in cui studia Luis?
OLGA. Eh sì. Ho già telefonato. Siamo d’accordo per domani!
FELA: Caspita! Sei velocissima…
OLGA: Eh sì. E’ una buona idea, va presa al volo. Ora studia… più tardi vorresti un tè?
FELA: Sì, grazie, Olga.

Il giorno dopo…

SCENA 9 –INT – GIORNO – CTP
DOCENTE; LUIS; CLASSE

DOCENTE: Ricapitolando, vi ricordate l’imperfetto dei verbi regolari: allora per quanto riguarda la prima coniugazione, i verbi che terminano all’infinito in –are: parlare, parlavo; per quelli della seconda coniugazione, quelli che terminano all’infinito in –ere, scrivere, scrivevo; per quelli della terza coniugazione, quelli che terminano all’infinito in –ire: dormire, dormivo… adesso ripetiamo insieme l’imperfetto di “avere”?
DOCENTE: Io avevo
ALUNNI: Io avevo
DOCENTE: Tu avevi
ALUNNI: Tu avevi
DOCENTE: Lui/Lei aveva
ALUNNI: Lui/Lei aveva
DOCENTE: Noi avevamo
ALUNNI: Noi avevamo
DOCENTE: Voi avevate
ALUNNI: Voi avevate
DOCENTE: Loro avevano
ALUNNI: Loro avevano

DOCENTE: Adesso facciamo qualche esercizio sull’imperfetto. Aprite la puntata 6 della II serie del progetto “In Italia!... e svolgiamo l’esercizio numero 2.
Suona la campanella.
DOCENTE: Va bene. Potete andare. Continuiamo la prossima volta.


Più tardi…

SCENA 10 – INT – GIORNO – BOTTEGA
KARIM SALIF poi ANNA

SALIF: E allora, Karim… tra poco cominciamo il Ramadàn…
KARIM: Eh sì. A te pesa il digiuno di giorno?
SALIF: Qualche volta, un po’. Ma è una buona occasione per meditare, per concentrarci sulla nostra religione e anche sulla nostra cultura… siamo sempre di corsa…
KARIM: Mi piacerebbe spiegarlo ad Anna… lei viene da un’altra cultura… non sempre è facile far capire all’altro le cose che per noi sono importanti…
ANNA: Parlate di me?
KARIM: Ciao! Sì, stavo parlando male di te!
SALIF: Non è vero. Questo ragazzo è molto innamorato.
KARIM: Stavo dicendo a Salif che sarebbe bello parlare più spesso con te delle nostre culture e delle nostre religioni …
ANNA: Hai ragione Karim. È uno scambio bellissimo…
SALIF: Riuscire a capire profondamente anche ciò che è lontano da noi, che non fa parte della nostra cultura, è l’atto più grande che l’intelligenza può fare. A questo proposito sto leggendo un libro bellissimo, di Amin Maalouf, “L’identità”. Ve lo consiglio.


Nel frattempo…
SCENA 11 – INT – GIORNO – CTP
OLGA, LUIS, DIRIGENTE SCOLASTICO

LUIS: Olga, ti presento la dirigente della mia scuola.
DIRIGENTE: Salve. Sono Giancarla Greto.
OLGA: Olga. Piacere. Grazie prima di tutto di aver accettato quest’intervista. Io scrivo per un giornale che si occupa degli stranieri in Italia… credo sia importante capire il loro rapporto con la lingua italiana…
DIRIGENTE: Certo. È importantissimo.
OLGA: Senta, secondo lei, per quali motivi gli stranieri imparano l’italiano?
DIRIGENTE: Beh, perché hanno bisogno, hanno necessità di integrarsi sempre di più e sempre meglio nel tessuto sociale italiano e quindi hanno bisogno di imparare per poter lavorare in condizioni migliori capendo di più e meglio quello che giornalmente devono affrontare.
OLGA: Con quale titolo di studio si iscrivono al corso?
DIRIGENTE: Quelli che a casa loro avevano già una buona competenza linguistica e quindi sono consapevoli della necessità di conoscere bene la lingua per poter progredire, per poter avere risultati migliori. Principalmente sono donne, soprattutto per quello che riguarda i livelli più avanzati.
OLGA: La maggior parte di loro conosceva già un po’ la lingua italiana?
DIRIGENTE: Beh diciamo che quando arrivano qui c’è quasi sempre una conoscenza delle frasi idiomatiche, le più essenziali per la sopravvivenza, ovviamente.
OLGA: Chi sono gli studenti? Di quale nazionalità?
DIRIGENTE: Abbiamo una bella presenza di rumeni, abbiamo filippini, abbiamo numerosi appartenenti alla comunità del Bangladesh, abbiamo una bella presenza di cinesi…
OLGA: Ricorda per caso qualche storia particolare di uno degli studenti?
DIRIGENTE: Noi abbiamo tante persone che, per esempio, si avvicinano, entrano in una scuola per la prima volta. Ultimamente mi dicevano di una madre e di una figlia pakistane. La madre, di religione musulmana, accompagna la figlia e per la prima volta si siede dietro un banco di scuola.

OLGA: Grazie mille. Veramente. Ora purtroppo devo scappare. Devo andare a riprendere Mansour e Fela al parco.


Poco dopo…

SCENA 12 – EST – GIORNO - PARCO
Fela e Mansour.

FELA: Allora tira! Sì tira! Mamma mia! Ancora! Che forte!
MANSOUR: Ti faccio cadere!
FELA: Sì, dai, fammi cadere! Aiuto! Oh! Mamma mia!
MANSOUR: Dove vai tu? Dove vai?
FELA: Mansour! Mansour! Ma dove è finito? Mansour! E adesso come faccio?

SCENA 13 – EST – GIORNO – PARCO
OLGA

OLGA: Ma cosa è successo? Fela! Mansour!

Intanto Karim e Salif…

SCENA 14 – INT – GIORNO – BOTTEGA
SALIF, KARIM

SALIF: Ecco, ho trovato il libro. E Anna?
KARIM: E’ andata a prendere un panino…. “Ciascuno di noi dovrebbe essere incoraggiato ad assumere la propria diversità, a concepire la propria identità come la somma delle sue diverse appartenenze”. Sembra interessante… lo leggerò…
SALIF: Sì. Fallo. Scusa, mi passeresti quella scatola lì?
KARIM: Certo, Salif, volentieri.

Nel frattempo…

SCENA 15 – EST – GIORNO - PARCO
OLGA, FELA, MANSOUR

MANSOUR: Non c’è Mansour!

SCENA 16 – INT GIORNO – BOTTEGA
Salif Anna e Karim

SALIF: Sono stanco di mettere scatole a posto! Signorina Anna, gradirebbe un tè preparato come facciamo noi in Senegal?
ANNA: Volentieri, signor Salif.
KARIM: Salif! Mi insegneresti a prepararlo? Mi è sempre piaciuto vederti fare questa cerimonia…
SALIF: Volentieri ma non è facile, devi far bollire l’acqua insieme al tè e allo zucchero, prendere il tè, versarlo in un bicchiere, prendere il contenuto e travasarlo da un bicchiere all’altro per formare la schiuma. Quando hai raggiunto il sapore desiderato ci aggiungi la menta e poi servi. Vedi Karim, devi prendere il bicchierino, sollevarlo… e poi…
KARIM: Così?

FERMO IMMAGINE

KARIM: Mi dispiace, Salif… non volevo…
SALIF: Non fa niente. È una tradizione molto particolare… non si impara in un attimo… è uno stile di vita che ci trasmettiamo di generazione in generazione… condivisione di cultura…
KARIM: Ve lo insegnano in famiglia?
SALIF: Eh sì.
KARIM: Comunque questo tè è buonissimo!
SALIF: Ehi! Abbiamo detto che la cultura va condivisa no? Beh… anche il tè!

Continua…

 
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