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In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

1. CASA BA

Il sogno di Salif

 

SCENA 0 - BOTTEGA
FLASHBACK

SALIF: Sai, tesoro, ultimamente mi sono chiesto spesso: “Ma cosa avrà Olga”? Sei così misteriosa… mi nascondi un segreto?
OLGA: Sì. Effettivamente c’è un segreto…
SALIF: Cosa? Ma allora è vero… un segreto!?
OLGA: Salif, amore mio, sono così emozionata… quest’anno di matrimonio è stato pieno di gioie… l’Italia mi ha regalato te, ho avuto l’opportunità di visitare tante belle città e abbiamo (guarda i ragazzi che bisbigliano complici) una splendida famiglia… allargata!
SALIF (guarda Luis e Karim e sorride).
OLGA: Ecco, a proposito di questo… in Senegal siete abituati alle famiglie numerose.
SALIF: Eh sì…
OLGA: E allora… sarai contento… credo…
SALIF comincia a capire, è commosso.
OLGA: Perché la nostra famiglia crescerà ancora!
SALIF: Cosa? (lacrime agli occhi, l’abbraccia).

FERMO IMMAGINE

Qualche tempo dopo…

SCENA 1 – INT. – GIORNO - CUCINA
SALIF, OLGA, ANNA, FELA, MANSOUR

ANNA: Mansour, smettila di riempirti la tazza di cereali! Poi non li mangi!
MANSUR: Mamma!
OLGA: Zlato moje! (tesoro mio in croato)
MANSOUR: Mamma!
ANNA: Bambino lagnoso!
MANSUR: Mamma!|
OLGA: Che c’è ragazzi? Perché litigate sempre?
ANNA: Questo bambino deve imparare un po’ di educazione! I cereali servono a me! Posso mangiare solo quelli per la mia dieta!
OLGA: Anna, basta con questa dieta! Sei magrissima!
ANNA: Va bene, però se voglio fare i provini di moda devo essere in perfetta forma! Capito?
MANSUR: Tu sei brutta!
OLGA: Anna… guarda che per essere belle non è necessario essere magre, anzi… e poi sei sicura di volerli fare? Io penso che tu dovresti dedicarti solo allo studio…
FELA: Mansour! Che hai fatto al mio quaderno di appunti? Guarda! Non rispetti più le mie cose eh? E non mi guardare con quella faccia!
ANNA: Quando ha torto fa il faccino dolce… che furbo!
OLGA: Su, ragazzi, basta! Mansour è piccolino, ci vuole pazienza!
ANNA: Pazienza? Con questo diavoletto?
FELA: Mansour, basta eh? Questa è l’ultima volta… devi fare il bravo, capito?
ANNA: Capirai…
SALIF: Ma possibile che siamo ancora pieni di scatoloni? Siamo qui da venti giorni!
OLGA: Buongiorno amore!
SALIF: Buongiorno, buongiorno! Hai visto da qualche parte la mia carta di soggiorno?
OLGA: Era nel sacchetto blu, quello piccolo…
SALIF: Ma il sacchetto dov’è?
FELA: Lo so io. L’ha preso Mansour e ci ha messo le macchinette!
SALIF; OLGA; ANNA: MANSOUR!!!!
SALIF: Non è possibile… oggi devo andare alla Camera di Commercio per l’iscrizione al Registro delle Imprese.
OLGA: Ma non ti preoccupare… adesso andiamo a cercarlo… vedrai che la troviamo!
SALIF: Fammi vedere qui dentro…
SALIF: Olga, qui bisogna mettere in ordine… io ho già il negozio in disordine e tra qualche giorno ci sarà l’inaugurazione…
FELA: Stai tranquillo zio, vedrai, andrà tutto bene… se Mansour non si mette a scarabocchiare i muri...!
OLGA: Su, andiamo, Salif! Andiamo a cercare…
FELA: Mansour è una peste!
ANNA: Eh sì! Ci ha cambiato la vita no?
FELA: Eh sì. Non riesco più a combinare niente… Prima studiavo di più, ma adesso lui vuole sempre giocare…
ANNA: Però è così carino…
FELA: Sì sì… soprattutto quando mi mette la panna montata nelle scarpe…
ANNA: O quando mi ha rubato la spazzola e l’ha nascosta sotto il letto…
FELA: O quando mi ha strappato le pagine del libro che stava sulla scrivania…
ANNA: O quando ha detto a Karim che dormivo con l’orsacchiotto…
ANNA: Un bambino meraviglioso!

Più tardi…

SCENA 2 – INT – GIORNO - BOTTEGA SALIF
Salif, Karim.

KARIM: Ehi, Salif! Eccomi!
SALIF: Karim! Meno male che sei venuto… guarda che disastro… non ce la farò mai per il giorno dell’inaugurazione… e ho ancora un sacco di documenti da fare…
KARIM: Dai, Salif, tu non sei il tipo che si arrende così… adesso ti aiuto io, dai…
SALIF: Grazie Karim!
KARIM: Se poi devi andare a fare qualche commissione, vai tranquillo, qui continuo io…
SALIF: Sì, tra poco esco, devo andare alla Camera di Commercio.
KARIM: Certo, hai scelto proprio un’attività interessante… come mai hai avuto quest’idea?
SALIF: Ce l’ho da tempo… sai, fin da piccolo mi piaceva molto passare il tempo nel negozio di mio nonno… faceva il calzolaio in Senegal… e poi durante il mio viaggio in Italia ho preso l’abitudine di informarmi su tutte le attività professionali… a Bologna ho conosciuto le botteghe eque e solidali….

FLASHBACK

SALIF: Sinceramente questa potrebbe essere l’attività che cerco da tanto tempo… una bottega di commercio equo e solidale, in pratica voi vendete prodotti dei paesi in via di sviluppo… senza pensare come prima cosa al guadagno…

SIGNORA: Esatto!

OLGA: Salif ha sempre avuto voglia di mettersi in proprio…

SIGNORA: Però, attenzione, la cosa che devi sapere prima di intraprendere un’attività come questa è che per chi fa questo lavoro… il mondo è alla rovescia…

SALIF: Il mondo è alla rovescia?

SIGNORA: Eh sì… guarda un po’…

SALIF: (tornando alla realtà) Quest’idea del “mondo alla rovescia” mi è rimasta nel cuore… vedi? Spesso è il nord a dettare le regole… ma qual è il vero nord? Siamo tutti a sud di qualcun altro…
KARIM: Ma concretamente mi spieghi cos’è una bottega equa & solidale?
SALIF: Una bottega equa & solidale è un negozio che vende prodotti di artigianato e alimentari di tutto il mondo: stoffe thailandesi, sculture marocchine, ceramiche peruviane, gioielli kenioti…. E non solo. Gli oggetti e gli alimenti sono prodotti da piccole cooperative di artigiani che in questo modo possono avere un salario equo. Questi prodotti e questo sistema di produzione fanno anche più attenzione all’ambiente!
KARIM: Certo, in tutto questo tempo hai lavorato tanto… vedrai che andrà tutto bene, Salif, te lo meriti…
SALIF: Lo spero. Ma ci sono tante cose da seguire, tante regole per lavorare bene… non è facile… ecco, vedi questo estintore ad esempio? Non solo deve sempre funzionare bene ma è obbligo del datore di lavoro la sua revisione prima della scadenza che è sul cartellino. Comunque, anche se è dura, sono contento di avere la mia famiglia intorno e anche te, sei proprio un bravo ragazzo, e giusto per Anna!
KARIM: Eh, grazie Salif, ma non è sempre facile stare con Anna…
SALIF: Perché? Ci sono problemi tra voi?
KARIM: No, no… proprio problemi non direi…
SALIF: Però?
KARIM: Però… Anna ha deciso di fare dei provini di moda, di recitazione… insomma… mi sembra che si distragga dall’università…
SALIF: E tu sei già laureato in Economia…
KARIM: Beh solo la triennale… però… vorrei cominciare a pensare al mio futuro con lei…
SALIF: Non devi preoccuparti. Anna è una splendida ragazza, sa quello che vuole e ti vuole bene. La vita di coppia è così… Potete avere opinioni diverse, ma è normale! E ora approfitto di te e vado alla Camera di Commercio.
KARIM: Ok, tranquillo. Qui resto io.
SALIF: Grazie. Guarda che se continui così ti assumo sul serio!
KARIM: Mica mi dispiacerebbe…
SALIF: Allora ci penserò seriamente. Qui serve una persona fidata!
KARIM (indicandosi) Eccomi qui!
SALIF: Mi raccomando, Karim, ricordati che la cioccolata va qui! Così i golosi la vedono subito!
KARIM: Agli ordini!

Nel frattempo…

SCENA 3 – INT – GIORNO BAGNO
ANNA
Anna è in bagno, si pettina, si trucca, si prepara per un provino canticchiando. Cambia più volte vestito e acconciatura.

SCENA 4 – EST – GIORNO - FERMATA AUTOBUS
SALIF
Alla fermata dell’autobus…

Più tardi…

SCENA 5 – INT – GIORNO - BOTTEGA
KARIM, ANNA
Karim sta ancora mettendo a posto. Si apre la porta e entra Anna.
ANNA: Ciao amore!
KARIM: Ciao amore!
ANNA: Che ne dici di questa maglietta?
KARIM: Ti sta bene. Ma anche il maglione viola era carino…
ANNA: Ma che dici? Va bene questa per il provino…
KARIM: Anna ma perché vai a fare questi provini? A che ti servono?
ANNA: Prima di tutto spero di guadagnare qualcosa, e poi mi diverto.
KARIM: E così trascuri lo studio…
ANNA: Non è vero… sono in regola con gli esami e mi sto già interessando per l’Erasmus… voglio fare un’esperienza di studio anche in un altro paese, pensavo alla Danimarca, perché la società danese è molto interessante e i danesi sono molto ospitali... In fondo posso approfittare della possibilità di viaggiare liberamente in Europa…
KARIM: Però dovresti concentrarti un po’ di più…
ANNA: Uffa. Mi sembri mia madre…
KARIM: E certo… le critiche non le vuoi proprio sentire eh?
ANNA: Vabbè. Io vado!
KARIM: Vai vai…

Intanto Olga…
SCENA 6 – EST – GIORNO - AUTOMOBILE
OLGA. MANSOUR

MANSOUR: No a scuola. Andiamo al parco!
OLGA: Fissiamo bene la cintura… Se no è pericoloso andare in macchina… MANSOUR: Andiamo al parco!
OLGA: Sì. Andiamo prima a scuola e poi al parco. Ok?
MANSOUR: Andiamo al parco.
OLGA: Andiamo al parco allora…
MANSOUR: Andiamo al parco! Allora andiamo al parco?


SCENA 7 EST – GIORNO - DA VERIFICARE
INGRESSO ASILO
OLGA E MANSOUR

OLGA: Dai, andiamo! Forza, piccolo! La mamma è già in ritardo! Guarda chi c’è lì? I tuoi amichetti… corri, corri, corri!

Poco dopo…
SCENA 8 – EST – GIORNO - INGRESSO CASA PRODUZIONE
ANNA

ANNA: Deve essere qui il provino…

SCENA 9 – INT – GIORNO - STUDIO CASA PRODUZIONE
Anna, ‘Billo’ Thierno Thiam

ANNA: Io sono qui per un provino. E tu?
BILLO: Eh sì. Anch’io devo fare un provino!
ANNA: Ma… tu sei Billo, l’attore senegalese, anche se Billo non è il tuo vero nome…
BILLO: Eh sì. Mi chiamo Thierno Thiam, Billo è un nome d’arte…
ANNA: So che hai fatto un film…
BILLO: Sai tante cose di me… sì, va bene, un film prodotto da Youssuo N'Dour che è il senegalese cantante più noto dell’Africa. Racconta la mia vera storia da quando sono partito dal Senegal, quando ero piccolo, traversando il deserto… il mare, insomma…
ANNA: Sai anche il marito di mia madre è senegalese…
BILLO: Ah sì?
ANNA: Ma senti… anche se è stato difficile arrivare in Italia… ti ha permesso di realizzare i tuoi progetti?
BILLO: Io sono arrivato in Italia negli anni ’90. Diciamo che c’era ancora poca affluenza di immigrazione. Non è stato facile all’inizio, però piano piano, con la voglia di fare, di lavorare… mi ha permesso di fare tanti progetti…
ANNA: E conoscere bene la lingua italiana ti ha aiutato per lavorare nel mondo dello spettacolo?
BILLO: Beh, sì. A parte che io sto ancora sto sempre cercando di imparare altre cose sulla lingua italiana, che non è facile quando uno non ha studiato… perchè noi, tutti gli stranieri… non è che tutti studiano, no? Quindi l’abbiamo imparato parlando con gli amici… però la lingua è sicuramente fondamentale!
VOCE: Anna?
BILLO: Ti chiamano!
ANNA: Dimmi ‘in bocca al lupo!’
BILLO: In bocca al lupo!
ANNA: Crepi!


Nel frattempo Fela…
SCENA 10 – INT – GIORNO - STANZA FELA CASA BA
FELA
Fela apre il libro, lo chiude, apre un quaderno, accende lo stereo, lo spegne, prende una matita, scrive qualcosa, guarda in aria, sbuffa, poi prende la risoluzione e si mette decisamente a studiare.

Più tardi in redazione…
SCENA 11 – INT – GIORNO - REDAZIONE GIORNALE “IL PIANETA E’ UNO”
OLGA, CAPOREDATTORE (GIULIO)

OLGA: Permesso?
CAPOREDATTORE: Prego! Entri pure!
OLGA: Lei è….
CAPOREDATTORE: Sì, sono io. Lei è Olga Novak?
OLGA: Sì.
CAPOREDATTORE: Piacere!
OLGA: Piacere!
CAPOREDATTORE: Allora, Olga, ci vogliamo dare subito del ‘tu’?
OLGA: Certo.
CAPOREDATTORE: Allora accomodati Olga. Dalla tua telefonata ho capito che conosci bene il nostro giornale…
OLGA: Sì, lo leggo sempre con molta attenzione.
CAPOREDATTORE: E’ un giornale un po’ particolare…
OLGA: E’ quello che mi piace di più!
CAPOREDATTORE: Ti spiego… noi parliamo degli stranieri qui in Italia, della loro vita, però per noi è importante non creare mai la divisione stranieri/italiani. Preferiamo parlare di un dialogo fra culture. Vedi, la nostra testata si chiama “Il pianeta è uno” e noi ne siamo proprio convinti. Chi vive in un paese che non è il suo e riesce a vivere bene, a diventare cittadino di quel paese, non dimentica mai il proprio paese di origine… insomma, si crea una specie di corrente alternata… si condivide la ricchezza…
OLGA: E’ vero, l’ho sperimentato anch’io in questi anni in Italia.
CAPOREDATTORE: E poi ci piace anche seguire i percorsi di vita professionali di persone che provengono da altre parti del mondo.
OLGA: Guarda, l’idea del giornale la condivido moltissimo.
CAPOREDATTORE: Per noi è importante. Per scrivere su questo giornale bisogna avere una marcia in più… non solo scriver bene…
OLGA: Beh, non so se sarò brava a scrivere eh? Finora l’ho fatto solo per me, per la mia famiglia… mi piace l’Italia, amo l’italiano, è la lingua della mia vita futura ma vorrei usarla un po’ meglio… so che devo imparare ancora tanto, pensa… anzi, pensi che sarà un problema?
CAPOREDATTORE: Non preoccuparti, Olga, all’inizio ti aiuterò. Facciamo una prova, magari con un’intervista, che ne dici? Potresti intervistare uno straniero ‘famoso’, per esempio…
OLGA: Sarebe magnifico. Spero davvero di essere all’altezza!
CAPOREDATTORE: Stai tranquilla. All’inizio lavoreremo insieme. Come ho detto, è più importante avere certe convinzioni che usare bene la grammatica. Per quella ti aiuterò io... Tu non hai mai pensato di iscriverti a una scuola di italiano per stranieri per migliorare il tuo scritto?
OLGA: Sinceramente ci sto pensando…
CAPOREDATTORE: Può essere utile. Ma stai tranquilla. Io ho molta fiducia in te. Allora siamo d’accordo?
OLGA: D’accordo. Sono veramente contenta. Grazie per quest’opportunità.
CAPOREDATTORE: Sono sicuro che lavoreremo insieme e anche benissimo!
OLGA: Allora ci sentiamo fra qualche giorno!
CAPOREDATTORE: Certo, tu pensa al personaggio per l’intervista e poi ne parliamo!
OLGA: Perfetto. Grazie, arrivederci!
CAPOREDATTORE: Arrivederci!

Quella sera a casa…

SCENA 12 – INT – SOGGIORNO

VOCE TV: Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto a ristringersi e aprender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra…

FELA: Ma che fai? Guardi i programmi in bianco e nero adesso?
ANNA: E’ un vecchio sceneggiato della Rai. Pensa, I promessi Sposi del 1967. Sono curiosa di sapere cosa vedevano qui in Italia quando mia madre ancora non era nata! Sembra bello…
FELA: Boh!

VOCE TV: correvano, e corrono tuttavia, strade e stradette, più o men ripide, o piane…
RENZO: Lucia! per oggi, tutto è a monte; e Dio sa quando potremo esser marito e moglie.
LUCIA: Che?
RENZO: Don Rodrigo ha minacciato di morte chiunque ci sposerà!
LUCIA: Fino a questo segno?
RENZO: Dunque voi sapevate...?

FELA: Ma possibile che guardi sempre queste storie d’amore sdolcinate?
Entra Olga
OLGA: Ma come ‘sdolcinate’? Questi sono i Promessi Sposi!
FELA: Ma dai! Possibile? I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni!
OLGA: Già. Mi meraviglio di te, Fela! Ti sei appassionato a Dante come padre della lingua italiana! Manzoni è il secondo padre… che poi, se non ricordo male, a Milano eri tutto orgoglioso di sapere chi era Manzoni!

FLASH BACK

SALIF: Questo è Sant’Ambrogio! È in stile “romanico lombardo”, dice la guida. 

OLGA: Beh… in una città così piena di attività, questo è proprio un luogo di pace… 

SALIF: Pensate… nel 1258, pochi anni prima della nascita di Dante, vero Fela? Qui hanno celebrato la pace di Sant’Ambrogio… in pratica qui è finita la lotta tra nobili e popolo che c’era nel Comune di Milano…

FELA: Ah! Interessante…

OLGA: Già… Fela… tu che fai l’università … sai che Milano è la città di un altro grande scrittore, Alessandro Manzoni?

FELA: Certo! Ha scritto i Promessi Sposi!

SALIF: Bravo! Bravo il nipotino… sa proprio tutto!

FELA: Poi ho imparato anche tante altre cose su Alessandro Manzoni…
ANNA: Eh sì. Anch’io studiando per la maturità…
OLGA: Sul romanzo? Sentiamo un po’!
ANNA: Intanto Alessandro Manzoni, che visse nel 1800, si dedicò ai Promessi Sposi per tutta la vita… lo corresse molte volte, fece aggiunte, lavorò sulla lingua…
OLGA. Sì. Questo lo so. L’Italia non aveva ancora una lingua unica per tutte le regioni…
ANNA: Le due edizioni più importanti sono state pubblicate una nel 1827 e l’altra nel 1840.
FELA: Quella del 1840 è quella in cui lo scrittore opera una revisione linguistica…
ANNA: Sì. Nell’edizione del 1827 la lingua era ancora troppo legata alle sue origini lombarde…
OLGA: Quante cose sapete! Però il romanzo non è ambientato nel 1800, vero?
ANNA: Eh no. Alessandro Manzoni preferì ambientarlo nel 1600, in modo di poter fare una critica alla società a lui contemporanea più liberamente…
FELA: Va bene, Olga, ma ad Anna interessa soprattutto la storia d’amore e…
OLGA: Anche a me! Quindi, caro Fela, tu vai a vedere che sta combinando Mansour e noi due restiamo qui in pace a guardare la nostra bella storia d’amore... che poi sai benissimo anche tu che qui la storia d’amore è solo un pretesto… qui c’è la storia, la ricerca di un senso alla vita, le passioni dell’uomo…
FELA: Va bene, Olga, chiedo perdono, per punizione vado da Mansour.
FELA: Vai, zio, vai… c’è una bella storia d’amore…

RENZO: Ma cosa sapevate?
LUCIA Non mi fate parlare ora, non mi fate piangere…

SALIF: Cosa guardate?
OLGA: Promessi Sposi!
SALIF: Promessi Sposi? Che vuol dire?
ANNA: Che hanno promesso di sposarsi ma non ci riescono… hanno un impedimento…
SALIF: Ahi ahi. Ma poi alla fine si sposano?
ANNA: Eh sì.
SALIF: Ah come te e Karim allora…
OLGA: Ma che dici? È ancora piccola, la mia malena!

Nei giorni successivi…

SCENA 13 – INT – GIORNO – BOTTEGA
SALIF, ISPETTORE ASL

SALIF: Buongiorno!
ISPETTORE: Buongiorno!
SALIF: Mi dica!
ISPETTORE Sono un tecnico della prevenzione del SIAN, Servizio Igiene Alimenti Nutrizione della ASL, sono venuto a fare un sopralluogo di vigilanza!
SALIF: Prego, mi dica!
ISPETTORE: Che autorizzazioni ha?
SALIF: Ho presentato la ‘Dia’ tre mesi fa al Comune e ne ho una copia tra le mie casrte
ISPETTORE: Facciamo un sopralluogo!
SALIF: Prego! Questa è la zona di vendita dei prodotti, questa è la zona bar!
ISPETTORE: Bene, è tutto pulito. La data di scadenza dei prodotti è regolare. Ma sediamoci…
SALIF: Prego!
ISPETTORE: Il piano di autocontrollo e l’attestato di formazione del personale sono a posto!

Nel frattempo…
SCENA 14 – EST – GIORNO - PARCO
FELA E KARIM
KARIM: Ma dai, Fela, in fondo hai quasi finito no?
FELA: Eh no, mi mancano ancora tre esami e poi sono in crisi con la tesi… mica è facile scrivere bene in italiano…
KARIM: Lo so, ci sono passato anch’io con la mia tesi…
FELA: E come hai fatto?
KARIM: Beh piano piano… con qualche aiuto dagli amici italiani…
FELA: Boh. Speriamo bene. E poi devo cominciare a lavorare… sono sempre senza soldi… Mica posso chiederli sempre allo zio, con tutti i problemi che ha in bottega…
Squilla il telefono
FELA (guardando il cellulare): Ecco… è proprio lui! Sentiamo che è successo ora! Pronto zio?
SALIF: (urlando) PAROLE IN SENEGALESE
FELA: Zio tranquillizzati!! Ripeti piano!
SALIF: Fela! Fela! Qui è successo un macello!
FELA: Zio! Calma! Spiegami che è successo!
SALIF: Un disastro! Domani ho l’inaugurazione!
FELA: E allora?
SALIF: Sì è rotto un tubo in bagno! Qui è tutto allagato! Come faccio???
FELA: Zio sono qui con Karim. Il tempo di prendere l’autobus e arriviamo subito! Calmati!
Attacca il telefono.
FELA: Karim? Dobbiamo correre dallo zio. È un’emergenza!

Poco dopo…

SCENA 15 – INT – GIORNO - BOTTEGA
Salif, Fela, Karim
Tutti allagati, pantaloni alzati, raccolgono acqua.

SALIF: Che disastro! Non ce la faremo mai!
FELA: Ma zio! Vuoi calmarti?
KARIM: Salif, abbiamo quasi finito, dai
SALIF: E poi bisogna sistemare tutto… tra due giorni…
FELA e KARIM: Ce la faremo!

Il giorno dopo…

SCENA 16 – INT – GIORNO - SOGGIORNO AL PC
OLGA

Cari amici, siete tutti invitati all’inaugurazione della Bottega Equa e solidale di Salif

Nel frattempo…

SCENA 17 – INT – GIORNO - BOTTEGA
SALIF
Salif al telefono.
SALIF: Sì. Sono Salif. Allora, Mambaye, apro domani pomeriggio. Vieni? Sì, grazie, a domani!
SALIF: Pronto? Francesca? Certo, certo. Apro domani...

Più tardi…

SCENA 18 – INT – CUCINA CASA BA
OLGA, MANSOUR

OLGA: Allora ti piacciono? Sono buoni, li mangi tutti? Fanne uno! Aiuta la mamma, amore! Questi sono per la bottega di papà. Sono dolcetti argentini! Ci servono per dopo!

Il giorno dopo…

SCENA 19 – INT – GIORNO - SOGGIORNO CASA BA
Olga, Salif, Fela, Anna

SALIF: Olga? Hai preso anche i bicchieri colorati?
OLGA: Stai tranquillo: abbiamo bicchieri rossi, verdi e gialli... Li volevi anche rosa confetto?
SALIF: Vedrai che mancherà qualcosa.
OLGA: Ma no, perché? Calma, caro. È tutto a posto. Ce l’hai fatta.
SALIF: Non ci credo finché non vedo il primo cliente.
OLGA: Manca poco.
OLGA: Amore, so quanto hai lavorato per arrivare fin qui. Ma ci sei arrivato. Ormai il tuo sogno è realizzato.
SALIF: Olga, non riesco ancora a crederci!
FELA: Zio, ma devo mettere la cravatta?
SALIF (ridendo): Ma no! Che dici Fela? Vieni come vuoi, basta che vieni!
FELA: Però magari con la cravatta sto anche meglio, no? Zio, verranno anche i nostri amici senegalesi?
SALIF: Certo!
ANNA: Mamma! Dov’è la mia spazzola marrone? Uffa! Mansour nasconde tutto! Devo pettinarmi! Sta per arrivare Karim!
OLGA: Calma, vado a cercarla!
SALIF: Insomma, calma tutti! Ce la faremo! Ce la faremo!

Quella sera…

SCENA 20 – INT – GIORNO - BOTTEGA
Olga, Salif, Fela, Anna, Karim. Comparse.

SALIF: Tutto bene?
COMPARSA: Sì.
COMPARSA: Benissimo Salif!
OLGA: Avete preso da mangiare?
SALIF: Olga!
OLGA: Salif!
SALIF: Ce l’abbiamo fatta ancora una volta eh?
OLGA: Ne dubitavi, amore? Noi ce la facciamo sempre! Ti ricordi qualche anno fa, a Roma?

OLGA: E allora… sarai contento… credo…
OLGA: Perché la nostra famiglia crescerà ancora!
SALIF: Cosa?

FERMO IMMAGINE

SALIF: Olga ti amo!

SALIF: Olga! Io ti amo!
SALIF: Sono buoni questi? Li ha fatti mia moglie!

Continua…

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai