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In Italia

11. NAPOLI

Una sorpresa musicale - Le orchestre multietniche

 

SCENA 0 – FUORIGROTTA
Salif, poi Anna, Karim, Fela, Olga

SALIF: Allora, io li faccio entrare… Ascoltate, questa è una sorpresa solo per voi due! Benvenuti a Napoli!

Quella mattina…

SCENA 1 – PIAZZA DEL PLEBISCITO
Salif, Olga, Fela

OLGA: Tutti dicono che a Napoli si vive in allegria…
SALIF: Hanno il mare e tanta fantasia… qui sono nati tanti artisti bravi
… del teatro ad esempio… Eduardo De Filippo e Totò… e tanti cantanti come il famoso tenore Enrico Caruso, e poi la canzone napoletana è famosa in tutto il mondo… e anche il loro blues… pensate a Renato Carosone, Roberto Murolo, Pino Daniele…
FELA: E non dimentichiamo che questa è la terra della pizza!
OLGA: Pomodoro, mozzarella… mmm… è vero che l’hanno inventata qui?
SALIF: In realtà la pizza esiste da sempre, ma come semplice impasto di farina, olio e sale…
FELA: Ma così è solo una focaccia! E la focaccia non è gustosa come la pizza!...
SALIF: Eh sì. La pizza ‘margherita’, che ti piace così tanto, l’hanno inventata per una regina…
FELA: Lo credo! È cibo da re!
SALIF: Nel 1889 erano qui a Napoli il re d’Italia Umberto I e la moglie Margherita, golosa di pizza. In suo onore il pizzaiolo Raffaele Esposito ne inventò una nuova… con la mozzarella… così, insieme al basilico e al pomodoro, sulla pizza c’erano i colori della bandiera italiana… ecco perché si chiama pizza margherita!
FELA: Buonissima! È la mia preferita! Andiamo a mangiarla?
OLGA: Ma sì! Sicuramente qui si mangia una pizza favolosa!


Più tardi…
SCENA 2 – MASCHIO ANGIOINO

OLGA SALIF FELA

OLGA: Guardate! Questo è il Maschio angioino!
FELA: Perché si chiama “maschio”?
SALIF: Veramente si chiama Castel Nuovo…
OLGA: Sì. Ma qui a Napoli si diceva “maschio” per indicare una “fortezza”, cioè un edificio che nessuno può conquistare…
SALIF: Andiamo a goderci la vista dall’alto!


SCENA 3 – VIA CARACCIOLO
Olga, Salif, Fela

OLGA: Guardate, il Vesuvio… da qui si vede un panorama favoloso!
SALIF: Sapete che le eruzioni del Vesuvio nell’anno 79 hanno distrutto due città? Pompei ed Ercolano… Pompei era più grande di Ercolano: durante gli scavi archeologici hanno trovato strade, palazzi, e addirittura delle persone ricoperte di lava…
OLGA: E’ incredibile…
SALIF: Eh sì. E’ davvero bella Napoli! C’è un proverbio che dice: “Vedi Napoli e poi muori…”? Significa che niente è più bello e affascinante di Napoli, quindi quando hai visto Napoli... hai visto tutto!
OLGA: Che bella città! Ad Anna piacerà… come sono contenta… arriva oggi! Abbiamo appuntamento proprio davanti al mare…

Poco dopo…

SCENA 4 – LUNGOMARE
Salif, Olga, Fela, poi Anna e Karim

SALIF: E’ qui l’appuntamento con Anna, vero?
OLGA: Sì, forse un po’ più avanti…
SALIF: Ehi Fela? Cosa guardi?
FELA: Quello. È Castel dell’Ovo… sai perché si chiama così?
SALIF: No. Perché?
FELA: Secondo la tradizione, Virgilio, il poeta che accompagnava Dante nel suo viaggio, era un po’ mago… e ha nascosto in questo castello una caraffa con un uovo magico da cui dipende il destino di Napoli…
SALIF: Allora anche il castello è magico come tutta la città!…
OLGA: Salif! Fela! Venite!


SCENA 5 – CASTEL DELL’OVO
Fela, Salif, Olga, poi Anna e Karim


OLGA: Guarda, Salif… che bella coppia… due giovani innamorati!
SALIF: Sì ma… non è Anna quella?
OLGA: Anna? Ma sì, è lei… ma allora… non è venuta da sola!
SALIF: Anna! Anna!
ANNA: Mamma, Salif! Eccovi! Ciao Fela!
FELA: Ciao
OLGA: Ciao
ANNA: Guardate: visto chi vi ho portato? Karim!
KARIM: Ciao!
SALIF: Ciao Karim, come stai?
KARIM: Bene.
SALIF: Piacere di conoscerti.
KARIM: Grazie.


SCENA 5 bis

SALIF: E allora Karim… come stai?
KARIM: Bene grazie…
SALIF: Di dove sei?
KARIM: Sono algerino…
SALIF: Ah! Algerino!
ANNA: Dai, va bene, glielo dici dopo… adesso andiamo!

FELA: Beh, io vi lascio. Qui a Napoli c’è la tomba di Virgilio ma tanto voi due volete fare un giro da soli, no? Visitare la tomba di Virgilio è meno interessante che fare una gita romantica…
ANNA: Niente affatto. Veniamo volentieri con te, vero Karim?
KARIM: Certo.
ANNA: Anch’io studio Dante per la maturità e, anche se nel Paradiso è accompagnato da Beatrice, negli anni passati ho avuto modo di conoscere bene Virgilio, quando ho studiato l’Inferno e il Purgatorio!
SALIF: Beh, io ho appuntamento con un mio amico senegalese Ismail, fa parte di una banda musicale qui a Napoli, la Brigata Internazionale. Tu vieni con me, Olga?
OLGA: No, no… grazie… preferisco andare con i ragazzi… è tanto che non vedo Anna… ho tante cose da dirgli…


Più tardi Salif…

SCENA 6 - FUORIGROTTA
Salif, Ismail, Daniele Sepe

SALIF: Ciao Ismail!
ISMAIL: Ciao!
SALIF: Come stai? Ti trovo benissimo!
ISMAIL: Bene! Pure tu!
SALIF: Mi devi raccontare cosa fai qui a Napoli!
ISMAIL: Sì, vieni!
SALIF: Allora Ismail, sei contento di questa esperienza qui a Napoli?
ISMAIL: Molto, moltissimo, guarda Brigata Internazionale è come una seconda famiglia.
SALIF: Come è nata l’idea di questa band?
ISMAIL: Com’è nata… penso che ti devo far parlare con la mente pensante di questa orchestra: Daniele Sepe. È un musicista.
DANIELE SEPE: Basta, basta così. Suonavamo già insieme, in parecchi i conoscevamo già. Poi c’è stato un laboratorio di un mese che il teatro Trianon ha messo su, che ci ha dato l’opportunità di mettere su un concerto. Da quel punto in poi però abbiamo deciso di andare avanti e non fermarci e continuare a suonare insieme. Ci siamo autoprodotti un disco che uscirà tra un po’ di tempo e che ci servirà per lavorare e per continuare ad andare insieme.
SALIF: Ma quanti musicisti siete?
DANIELE SEPE: E’ una domanda difficile. Diciamo tra i quindici e i venti, poi, sai, molti continuano comunque a fare il loro lavoro, molti lavorano fuori Napoli, qualcuno sta spesso fuori Italia a lavorare. Alcuni hanno una vita difficile perché essere immigrati qua non è proprio facilissimo e quindi tra i quindici e i venti. Qualcuno viene qualcuno va.
SALIF: E vengono ovviament da diversi paesi, diverse nazioni?
DANIELE SEPE: Sì. Abbiamo tre brasiliani, un argentino, una cubana, un bosniaco, due rumeni, un senegalese… ma non è che proprio a noi ci interessa molto far vedere per forza questo fatto che noi siamo una band multietnica. È una brutta parola multietnica, siamo tutti figli di Adamo ed Eva. Allora ci piace più fare una musica che ci tiene uniti, ci tiene insieme. Lui, Ismail, è senegalese e conosce Bob Marley quanto me. Penso che lo sentivamo tutti e due quando eravamo piccolini per cui ci piace fare il reggae e il reggae si fa con la chitarra elettrica, non è che si fa con la cora e quindi ci sta bene così.
SALIF: Dal punto di vista amministrativo avete avuto difficoltà a mettere su questa band?
DANIELE SEPE: Per quelli che avevano già il permesso di soggiorno e vivevano qua già da tempo no. Il problema è che abbiamo dovuto non poter suonare con altre persone che comunque erano capacissime, bravissime ma avevano il problema del permesso di soggiorno, che vuol dire per esempio che noi, nel momento in cui andavamo a fare un concerto e avevamo da pagare l’Enpals, per esempio, era impossibile. Ed è un peccato, perché erano musicisti bravissimi, sono musicisti bravissimi, che sono costretti a lavorare in condizioni di semiclandestinità.
SALIF: Io vi devo chiedere un favore… è arrivata qui a Napoli la figlia di mia moglie, con il suo fidanzato… mia moglie è un po’ preoccupata e io vorrei farle una sorpresa musicale… diciamo che voi suonate e loro entrano…
DANIELE SEPE: Penso di sì.

Nel frattempo…

SCENA 7 – TOMBA DI VIRGILIO
Fela, Anna, Olga, Karim

OLGA: Senti Karim ma… quanto pensi di restare in Italia?
KARIM: Io vivo in Italia… ci sto bene e adesso… Ancora meglio!
ANNA: Hai visto mamma? In Italia si conoscono ragazzi meravigliosi…
OLGA: Già.
FELA: Ecco qua. Questa è la tomba di Virgilio…
OLGA: Chi era esattamente Virgilio?
FELA: Un poeta latino molto importante.
KARIM: Più importante di Dante?
FELA: Ma non puoi paragonarli… Virgilio scriveva in latino molto secoli prima… Ha scritto l’Eneide.
ANNA: E’ la storia di Enea, un eroe troiano che dopo la sconfitta lascia Troia e – secondo la leggenda – fonda Roma…
FELA: Per Dante Virgilio è una guida e un maestro, non solo perché è un grande poeta ma anche perché è un uomo saggio: la sua opera contiene tanti insegnamenti…
ANNA: “Tu sei lo mio maestro e ’l mio autore, tu sè solo colui da cui io trassi lo bello stilo che m’ha fatto onore…” Insomma… Virgilio era un idolo per Dante! Per lui rappresenta la ragione!
FELA: E’ vero. Vedo che studi eh?
ANNA: Certo, vero Karim?
KARIM: Anna vuole prendere un buon voto alla maturità!
OLGA: Ma chissà quante distrazioni…

OLGA: Guardate! È incredibile! Qui c’e’ un mio poeta! Dell’Ottocento… Giacomo Leopardi… e’ morto qui a Napoli e il suo amico, il conte Antonio Ranieri ha scritto queste parole per lui: Al conte Giacomo Leopardi recanatese/ filologo ammirato fuori d'Italia/ scrittore di filosofia e di poesia altissimo/ da paragonare solamente coi greci
OLGA: Lo conoscete l’“Infinito”?
ANNA: Lo studio per la maturità, mamma, guarda! “Sempre caro mi fu quest’ermo colle e quella siepe…”
OLGA: La poesia italiana è proprio una passione di famiglia, eh? Aspetta. Voglio segnarmi queste parole… mi piace sapere tutto sui poeti italiani!

Più tardi…

SCENA 8 – FUORIGROTTA
Salif, poi Anna, Karim, Fela, Olga

SALIF: Ascoltate, questa è una sorpresa solo per voi due! Benvenuti a Napoli!
ANNA: Davvero è per noi, Salif? Sei stato carinissimo!
KARIM: Grazie, Salif!
SALIF: E allora? Che ne dici?
OLGA: Beh… Salif … hai avuto un pensiero davvero bello… io…
SALIF: Coraggio Olga, Anna sta crescendo… e tutto procede bene… è una brava ragazza… e anche Karim mi sembra molto carino…
OLGA: Hai ragione… per me preoccuparmi è più facile che essere ottimista… e tu invece… grazie Salif!


Continua…

 
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