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In Italia

6. GENOVA

Un amico per Fela - La scuola

 

SCENA 0 – PORTO ANTICO VISTA MARE
Fela, poi Luis

FELA F.C: Ed eccomi da solo un’altra volta… in questo viaggio lo sono sempre veramente… senza Anna non è la stessa cosa… zio e Olga sono molto premurosi ma… io e Anna eravamo inseparabili, anche se discutevamo spesso, e io ho voglia di parlare con qualcuno della mia età… di fare le cose che piacciono a noi giovani… uff!!
LUIS: Fela!
FELA: Luis? Ma… è proprio lui! Che ci fa qui a Genova?
LUIS: Hola!


SCENA 1 - PALAZZO DUCALE –
Olga, Salif, Fela

SALIF: Genova era una delle quattro repubbliche marinare…
OLGA: Che vuol dire?
SALIF: Erano quattro città sulla costa molto ricche e potenti tra il 900 e il 1200… Genova, Amalfi, Venezia, Pisa… Genova poi è sempre stata una città di navigatori… lo sapete che Cristoforo Colombo, che ha scoperto l’America, è nato qui? Ma… dov’è Fela?
SALIF: Olga, sono un po’ preoccupato… Fela è un po’ strano in questi giorni… OLGA: Forse è troppo preso dallo studio…
SALIF: Sì, certo però… lo studio però gli piace…
OLGA: Certo… forse ha bisogno di frequentare altri ragazzi… in fondo è sempre con noi… e ora non c’è nemmeno Anna… forse gli mancano quelle belle litigate che faceva con lei...
SALIF: Che peccato… aveva fatto amicizia con quel ragazzo... ricordi? Luis. Andavano così d’accordo… Ma adesso è tornato in Argentina… però…
OLGA: Mi rendo conto che è difficile fare amicizia quando si viaggia così…
SALIF: Ehi, Fela? Dai, vieni, resta con noi, entriamo a vedere il Palazzo Ducale? FELA: No, zio, grazie, qui a Genova c’è un acquario bellissimo, voglio andare a visitarlo… ci vediamo più tardi va bene?
SALIF: Va bene, ma ricordati che andiamo a vedere quella scuola dove accolgono i ragazzi stranieri… voglio capire in che modo aiutano l’inserimento dei ragazzi che non parlano ancora la lingua italiana… cerca di essere puntuale…
FELA: Sì, zio, tranquillo.
OLGA: Ciao.

SCENA 2 – CHIOSTRO DI PALAZZO DUCALE
Olga, Salif

OLGA: Sì, secondo me Fela ha nostalgia di Anna… e anch’io sai? Dopo quella bella sorpresa di Torino, forse dovevo rimanere un po’ con lei…
SALIF: E lasciarmi solo? Solo con Fela triste e sconsolato? Eh no!
OLGA: Salif? Pensa!!! È proprio Anna… come sono contenta! Pronto?
ANNA: Pronto, mamma?
OLGA: Ciao Anna! Ti ho chiamata poco fa, ma tu eri fuori...
ANNA: Ciao, come stai?
OLGA: Bene e tu? Lo studio?
ANNA: Bene bene
OLGA: Ti senti tranquilla…?
ANNA: Ma certo, mamma!
OLGA: Sto pensando di venire per un po’ a farti compagnia…
ANNA: Ma mamma… non c’è bisogno… rilassati… piuttosto… volevo dirti una cosa…
OLGA: Dimmi.
ANNA: Ti ricordi quel ragazzo che ho conosciuto l’estate scorsa, al concerto di fine anno a scuola?
OLGA: Mah… sì, più o meno… ma che c’entra?
ANNA: Mi ha telefonato… si è fatto dare il numero da Annalisa…
OLGA: Ah!
ANNA: Mi ha chiesto di uscire…
OLGA: E tu che cosa gli hai risposto?
ANNA: Siamo usciti l’altra sera… abbiamo mangiato un gelato buonissimo!
OLGA: Ma Anna… lo conosci appena…
ANNA: Sì ma è un bravissimo ragazzo… simpatico… educato…
OLGA: Anna ma…
ANNA: Bene mamma… ora devo andare! Devo studiare! Saluta tutti! Ciao!
OLGA: Anna… Anna? Annaaaaa!!!!


SCENA 3 – ACQUARIO
Fela, bigliettaio

FELA: Buongiorno!
BIGLIETTAIO: Buongiorno a lei!
FELA: Posso avere un biglietto?
BIGLIETTAIO: Certo. Il costo del biglietto è 16 euro. Abbiamo in promozione un biglietto con il Bigo, che è un ascensore panoramico, che costa 17.
FELA: Interessante. Prò ho poco tempo, mi dia solo quello per l’acquario.
BIGLIETTAIO: Okay. Allora sono 16 euro.
FELA: Grazie.
BIGLIETTAIO: Arrivederci!

FELA: Gli oceani contribuiscono in maniera determinante a regolare il clima nel nostro pianeta grazie alle correnti marine che ripartiscono il calore del sole dai poli all’equatore.

SCENA 4 - STRADA GARIBALDI
Salif, Olga, poi Fela

SALIF: Sempre in ritardo…
OLGA: E’ tipico dei giovani…
SALIF: Ma sì, hai ragione… anch’io quando ero ragazzo facevo sempre tardi… al mattino impiegavo tanto tempo a lavarmi e vestirmi. Mio padre mi aspettava per accompagnarmi a scuola e si arrabbiava sempre…
OLGA: Eccolo!
FELA: Ciao zio, ciao Olga…
SALIF: Ciao Fela… com’era l’Acquario?
FELA: Una cosa meravigliosa…
SALIF: Adesso andiamo all’appuntamento… sono proprio curioso di sapere come lavorano in una scuola aperta alla multiculturalità
OLGA: Lo studio è indispensabile per crescere e diventare cittadini responsabili… vero Fela?
FELA: Sì, Olga… anche se…
SALIF: Non sei d’accordo? Eppure mi pare che ti stai dedicando molto allo studio in questo periodo…
FELA: Sì ma stavo pensando… anzi Dante mi fa pensare…
SALIF: Cosa?
FELA: Che la cultura è anche esperienza… conoscenza diretta…
SALIF: Ah ah… questa la so… tu hai letto nella Divina Commedia il canto di Ulisse!
FELA: Lo conosci?
SALIF: Certo! È famoso…
OLGA: Insomma… volete spiegare anche a me! Anch’io amo la poesia ma conosco meglio quella del Novecento… Dante lo conosco poco…
SALIF: Dunque, Dante mette Ulisse, il grande eroe greco, all’Inferno, perché durante la guerra di Troia Ulisse aveva ingannato i Troiani.
FELA: Già.
SALIF: Insomma Ulisse racconta a Dante la sua morte… Ulisse voleva passare oltre le colonne d’Ercole, che secondo gli uomini del Medioevo segnavano il confine del mondo conosciuto, ma... solo Dio poteva sapere cosa c’era oltre…
FELA: Ma Ulisse era curioso, aveva tanta sete di conoscenza e di sapere…
SALIF: E così convince i suoi compagni a seguirlo in quest’avventura folle! Li invita a essere come lui, desiderosi di sapere: “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza!”, che vuol dire “conoscenza”… hai visto? Ne so qualcosa!
OLGA: Che bello… immagino l’emozione di questi uomini al pensiero di scoprire un mondo ignoto…
FELA: Però finisce male… una tempesta li travolge e muoiono tutti…
SALIF: Speriamo che la nostra curiosità non finisca così male, ragazziAdesso vogliamo andare a conoscere un nuovo mondo, l’Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato! Ti va di venire con noi, Olga?
OLGA: Mah, io penso di fare un giro per la città vecchia… ti dispiace Salif?
SALIF: Assolutamente no.
OLGA: A dopo.
SALIF: A dopo.
FELA: Ciao, Olga!

SCENA 5 – CITTA’ VECCHIA
Olga passeggia per i vicoli e acquista un kebab in una delle tante botteghe arabe


SCENA 6 – SCUOLA IPSIA Odero
Salif, Fela, interlocutori

PROF. GUARAGLIA: La nostra scuola è ricca di ragazzi di altre nazionalità, circa il 30% dei ragazzi è proveniente da diverse nazioni, da diversi Paesi del mondo e la comunità più forte è la comunità di Luis, che vi presento. È un ecuadoriano. E poi ci sono naturalmente ragazzi marocchini, albanesi, rumeni, cinesi, abbiamo anche un cinese… generalmente questi ragazzi vengono accolti in diversi momenti dell’anno e, inoltre, una parte di questi arriva quando sono già grandi, come nel caso di Luis.
SALIF: Appunto. Quando un ragazzo straniero è già grande e vuole iscriversi alla scuola, come lo accogliete?
PROF. GUARAGLIA: Quando si presentano possono avere un primo contatto o direttamente con la segreteria e poi c’è un colloquio di accoglienza in cui si fa un’accoglienza e un orientamento per spiegargli gli indirizzi della scuola, che cosa vuole fare, eccetera…
SALIF: Le iscrizioni e tutte le pratiche burocratiche sono spesso un problema per gli stranieri, come facilitate queste pratiche?
PROF. GUARAGLIA: Abbiamo una serie di mediatori che ioperano all’interno della scuola, che aiutano a destreggiarsi nella pratica.
FELA: Pensa, Luis, ti chiami come il mio migliore amico! Per un ragazzo entrare in una nuova scuola non è tanto facile, è vero?
PROFESSORE: Assolutamente no. Infatti adesso stiamo per presentare Luis alla nuova classe proprio per dargli una mano nell’inserimento.
FELA: Okay.

PROFESSORE: Buongiorno, ragazzi, scusate!
RAGAZZI: Buongiorno!
PROFESSORE: Salve! Adesso vorrei presentarvi un nuovo compagno appena arrivato dall’Ecuador. Soprattutto vorrei chiedere ai ragazzi latino-americani di dare una mano al nuovo compagno! Parla in spagnolo con i ragazzi. Okay? E voi, ragazzi italiani, per favore dateci una mano con questo ragazzo nell’accoglienza e nell’orientamento.
RAGAZZI: Okay!
PROFESSORE: Grazie mille!

SALIF: (al telefono) Va bene. Ci vediamo tra poco… (a Fela) Andiamo a farci un giro al porto?
FELA: Ma no, zio… rimaniamo un po’ qui con questi ragazzi…
SALIF: E ti dico andiamo… dai Fela, ubbidisci qualche volta!

SCENA 7 – PORTO ANTICO
Salif, Fela, poi Luis

SALIF: Aspettami qui un attimo, Fela… vado a comprare un po’ d’acqua…
FELA: Ma zio… se volevi solo un po’ d’acqua potevamo prenderla alla scuola…
SALIF: Ci vuole un minuto! Hai paura di restare da solo, eh?
FELA: Solo… ci sto sempre da solo…

FELA F.C.: Ed eccomi da solo un’altra volta… in questo viaggio lo sono sempre veramente… senza Anna non è la stessa cosa… zio e Olga sono molto premurosi ma… io e Anna eravamo inseparabili anche se discutevamo spesso, e io ho voglia di parlare con qualcuno della mia età… di fare le cose che piacciono a noi giovani… uff!!
LUIS: Fela! Fela!
FELA: Luis? Ma… è proprio lui! Ma che ci fa qui a Genova?
LUIS: Hola!

LUIS: Fela! Che bello rivederti! Tuo zio mi ha detto dove potevo trovarti!
FELA: Zio? Ah ecco perché…
LUIS: Come sono contento… finalmente in Italia di nuovo e un po’ più a lungo… sai che sei proprio fortunato tu?
FELA: Io? E perché?
LUIS: Hai la possibilità di viaggiare in Italia… lo sai che i miei nonni erano italiani…
FELA: Già… è vero…
LUIS: Mi hanno raccontato così tanto dell’Italia che… quando ero in Argentina sentivo una strana nostalgia…
FELA: In Argentina sentivi la mancanza dell’Italia e ora scommetto che ti manca l’Argentina!
LUIS: Eh sì… è proprio vero… ma è il destino di chi ha due patrie no?
FELA: Due lingue, due culture… tutto doppio…
LUIS: Ma è bello, dai… ho una voglia di conoscere l’Italia adesso…
FELA: Beh, sei pronto? L’Italia ci aspetta, INSIEME! Grande!

Continua…

 
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