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4. TORINO

Una 'dolce' sorpresa - Il volontariato

 

SCENA 0 – PIAZZA SAN CARLO

SALIF: Che meraviglia questa piazza…
OLGA: Anna… finalmente… ma che fine hai fatto?
Mamma, ero in biblioteca a studiare…devo prepararmi bene per la maturità, no? Comunque, ti penso tutti i giorni…
OLGA: E io ti penso ogni ora, anzi… ogni minuto… mi manchi, Anna …
ANNA: Anche tu mi manchi, mamma. Ma com’è Torino?
OLGA: Bellissima…
FELA: Mi passi il telefono?… Anna?
ANNA: Ciao, Fela! Dove siete ora?
FELA: A Piazza San Carlo… è bellissima sai? Come mi dispiace per te…
ANNA: Sì, sì… immagino…
FELA: Ma certo… povera Anna… sempre in biblioteca a studiare, e noi qui a divertirci… sai sono stato anche al Museo dei Cinema …
ANNA: Qualche volta sei proprio simpatico…! Ma dove siete esattamente ora?
FELA: Esattamente? Beh… sotto la statua di Emanuele Filiberto…
ANNA: Ah sì, eh? E magari tu hai un giacchetto chiaro…
FELA: Cosa? Come fai a saperlo?


SCENA 1 – PIAZZA CASTELLO

OLGA: Questo Palazzo è stata la residenza dei re…
SALIF: I Savoia…, la famiglia dei re d’Italia era torinese, infatti Torino è stata la prima capitale d’Italia quando il Paese si è unito…
OLGA: Perché? L’Italia non è sempre stata un’unica nazione?
SALIF: Eh no, l’unità c’è stata nel 1860, prima c’erano tanti piccoli stati…
FELA: Ah! ma era così anche ai tempi di Dante! Eh sì, le città allora si chiamavano Comuni e ognuno aveva il proprio governo, spesso combattevano tra di loro… E Dante nelle sue opere si lamenta per la mancanza di unità e di una guida unica per tutta l’Italia… mi ricordo un passo nella Divina Commedia che dice… aspettate… a memoria non mi ricordo… aspettate… Dante descrive l’Italia come una “nave sanza nocchiere in gran tempesta”… beh, Dante non è riuscito a realizzare l’unità d’Italia, ma l’unità della lingua sì…
OLGA: Non conosco bene Dante…
SALIF:… ma se riesce a far studiare Fela… era ed è un genio!
FELA: So anche un’altra cosa… su Torino! Nella Mole Antonelliana c’è il famoso Museo del Cinema. Voglio assolutamente vederlo…
OLGA: Va bene… allora noi ce ne andiamo a fare un giro per la città…
SALIF: Ci sentiamo dopo al telefono…
FELA: Ciao
OLGA: Ciao
SALIF: Ciao


SCENA 2 - MUSEO DEL CINEMA

FELA: Ehi ciao, anche tu appassionata di cinema?
BHAMA: sì, tanto, ma io sono qui anche come volontaria del servizio civile di Torino perché stiamo realizzando un progetto insieme al Museo del Cinema
FELA: Quindi vivi a Torino?
BHAMA Sì, vivo qui a Torino da cinque anni ma io sono in Italia da più tempo, da quindici anni!
FELA: Da dove vieni?
BHAMA: Dalle isole Mauritius, che è una piccola isola nell’Oceano indiano.
FELA: Ma come passi il tuo tempo libero?
BHAMA: Beh, sai, di tempo libero ne ho veramente poco perché sto partecipando al servizio civile di Torino come volontaria e siamo in venticinque a farlo, però io sono stata assegnata in un’associazione che si trova nel quartiere “Barriera di Milano” e quindi ho poco tempo… però mi piace cucinare il cibo indiano e scrivere favole per bambini…
FELA: Bello. Mi piacerebbe vedere quest’associazione… e credo che anche a mio zio e sua moglie Olga piacerebbe molto…
BHAMA: Venite a trovarmi!
FELA: Va bene, grazie!

SCENA 3 – PONTE SUL PO

SALIF: Guarda Olga, questo è il Po… il fiume più lungo d’Italia… attraversa Torino ma passa per tutto il nord Italia…
OLGA: Come sono buoni questi cioccolatini torinesi…
SALIF: Sai che i primi cioccolatini li hanno inventati qui? Prima la cioccolata si beveva soltanto…
OLGA: Voglio comprare i gianduiotti… sono i cioccolatini tipici di qui…
SALIF: Ma prima raggiungiamo Fela alla Mole antonelliana…

SCENA 4 – MOLE ANTONELLIANA

FELA: Ciao Olga, ciao zio… sapete… ho conosciuto una ragazza…
SALIF: Non ti sarai innamorato!
FELA: Ma no… anche se è molto carina… è una volontaria… nel tempo libero fa un sacco di cose interessanti…
OLGA: Bene
FELA: Venite… abbiamo un appuntamento alla sua associazione…
OLGA: Aspetta… voglio sentire Anna… un attimo che non mi risponde mai…
FELA: Forse è uscita un po’…
OLGA: Infatti non risponde nemmeno sul fisso… ma non mi risponde neanche sul cellulare…
SALIF: Dovrebbe essere a casa a studiare…
OLGA: Sono preoccupata…
FELA: Ma dai, la chiami tutti i giorni riproviamo più tardi…


SCENA 5 – ASSOCIAZIONE, QUARTIERE BARRIERA MILANO

OLGA: Tu come hai cominciato a lavorare per l’associazione All One?
BHAMA: Ho iniziato a lavorare per All One da settembre 2007 perché la città di Torino ha lanciato un bando che si chiama “Se non ora quando” e ricercavano giovani volontari di seconda generazione che provenivano dalle famiglie immigrate e io sono stata scelta insieme ad altri 24 giovani
FELA: Ma il significato “Se non ora quando” come è uscito?
BHAMA: “Se non ora quando” è il titolo di un famoso libro di Primo Levi
FELA: Ah, bellissimo!
BHAMA: E quindi se non li facciamo partecipare adesso i giovani di seconda generazione degli immigrati quando?
SALIF: E quale ruolo svolgi all’interno dell’associazione?
BHAMA: Beh, io sono da supporto a tutte le attività che l’associazione offre ai giovani emigranti ma anche italiani
FELA: Ma quali sono le attività che vengono svolte all’interno dell’associazione?
BHAMA: Abbiamo uno sportello che offre informazioni agli stranieri che hanno bisogno, sai per le pratiche, i documenti che servono a tutti noi extracomunitari e abbiamo un centro di aggregazione per giovani. Abbiamo uno spazio dedicato all’informatica, offriamo corsi di italiano per stranieri che ancora non riescono ad usare bene le lingue e poi abbiamo vari momenti in cui offriamo dopo-scuola agli alunni e agli studenti.
OLGA: Questo quartiere è stato scelto per caso come luogo dell’associazione?
BHAMA: No. Questo quartiere si chiama “Barriera di Milano” ed è stato scelto apposta perché è una delle zone di Torino in cui c’è la più alta concentrazione di stranieri
OLGA: In bocca al lupo per tutto!
BHAMA: Grazie!
SALIF: Buon lavoro!
BHAMA: Grazie!


SCENA 6 – PIAZZA SAN CARLO

SALIF: Che meraviglia questa piazza…
OLGA: Anna… finalmente… ma che fine hai fatto?
Mamma, ero in biblioteca a studiare…devo prepararmi bene per la maturità, no? Comunque, ti penso tutti i giorni…
OLGA: E io ti penso ogni ora, anzi… ogni minuto… mi manchi, Anna …
ANNA: Anche tu mi manchi, mamma. Ma com’è Torino?
OLGA: Bellissima…
FELA: Mi passi il telefono?… Anna?
ANNA: Ciao, Fela! Dove siete ora?
FELA: A Piazza San Carlo… è bellissima sai? Come mi dispiace per te…
ANNA: Sì, sì… immagino…
FELA: Ma certo… povera Anna… sempre in biblioteca a studiare, e noi qui a divertirci… sai sono stato anche al Museo dei Cinema …
ANNA: Qualche volta sei proprio simpatico…! Ma dove siete esattamente ora?
FELA: Esattamente? Beh… sotto la statua di Emanuele Filiberto…
ANNA: Ah sì, eh? E magari tu hai un giacchetto chiaro…
FELA: Cosa? Come fai a saperlo? Guardate!
OLGA: No! Non è possibile!
ANNA: E’ per te, mamma… la cioccolata serve a superare la nostalgia!
OLGA: Anna! Ma come hai fatto?
SALIF: Ma che ci fai qui?
ANNA: Mi mancate tanto… volevo passare un po’ di tempo con voi… ho preso il primo treno ed eccomi qui.
OLGA: Beh, un gianduiotto è un meraviglioso regalo ma… il regalo più bello è stare un po’ con te!


Continua…


 
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