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LA COSTITUZIONE

17. I poteri dello Stato

 

La separazione dei poteri rappresenta un principio fondamentale della nostra Costituzione.
Il principio muove dalla individuazione delle tre fondamentali funzioni attraverso le quali si manifesta l’autorità dello Stato: la funzione legislativa, quella esecutiva è quella giudiziaria. Ciascuna di tali funzioni viene attribuita ad un separato potere.
La funzione legislativa è attribuita al Parlamento, quella esecutiva al Governo ed agli organi da esso dipendenti, e quella giudiziaria è attribuita alla Magistratura.
Non c’è, tuttavia, una rigida separazione tra i poteri fondamentali dello Stato.

SALIF: Ma di che cosa ti occupi esattamente?
KALID: Qua in Calabria faccio il coordinamento regionale delle mediazioni culturali dal 2003. Copriamo quasi quattro settori, dove la maggio parte degli immigrati vanno ad utilizzare questi servizi, nella sanità per eccellenza nei cinque ospedali regionali e poi nel settore lavoro presso i cinque centri dell’impiego più grossi della Calabria e nelle grosse istituzioni.

Nel filmato Kalid afferma di aver lavorato come mediatore culturale nelle istituzioni.
Il riferimento al concetto di istituzioni richiama l’insieme dei poteri degli organi dello Stato.
Il potere legislativo spetta al Parlamento che è formato da due assemblee: la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica come dispone l’articolo 55 della Costituzione.
E consiste principalmente nell’approvazione delle leggi. Il numero dei deputati è di 630, mentre quello dei senatori è di 315.
Il Parlamento svolge anche un’importante funzione di controllo ed indirizzo politico sull’attività del Governo.
Secondo l’articolo 71 della Costituzione l’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed ancora agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Anche il popolo esercita questa iniziativa.
Per quanto riguarda l’iniziativa del Governo, uno o più ministri predispongono uno schema di legge che, sottoposto all'ap¬provazione del Consiglio dei ministri e autorizzato dal Capo dello Stato, viene poi depositato in una delle due Camere.
Inoltre, quella del Governo è l'unica iniziativa legislativa universale. Quanto alla iniziativa legislativa parlamentare, essa spetta al singolo deputato o senatore, benché in concreto finisca per essere spesso esercitata da più parlamentari. Essa è la più utilizzata.
L'iniziativa legislativa popolare, infine, consiste in un progetto di legge redatto in articoli, sottoscritto da almeno 50.000 elettori ed accompagnato da una relazione che ne illustra le finalità.
La funzione esecutiva è esercitata dal Governo, che ha il compito di porre in essere attività concrete ed effettive.
L’attività di Governo si articola, in due momenti: quello delle scelte politiche, che devono essere condivise dalla maggioranza del Parlamento, e quello della loro pratica attuazione.
Le funzioni del Governo vanno molto al di là della semplice attuazione ed esecuzione delle leggi. In particolare, il Governo può adottare norme legislative immediatamente applicabili sia pure a titolo provvisorio e può legiferare emanando decreti delegati dal Parlamento.
La funzione giudiziaria infine, è esercitata dalla Magistratura e consiste nell’applicazione delle leggi.
Deve a questo punto farsi una distinzione tra la giurisdizione civile, che ha per oggetto le controversie tra cittadini, e la giurisdizione penale, che ad oggetto l’accertamento dei reati e della responsabilità di chi è accusato di averli commessi.
La sentenza è l’atto tipico con cui si esercita la funzione giurisdizionale, sia quella civile che quella penale.
La Costituzione garantisce all’articolo 111 il processo giusto e stabilisce che esso debba concludersi entro un tempo ragionevole.
Spesso la giurisdizione ha un doppio grado, ciò significa che in questo caso la sentenza emessa dal giudice in sede civile o penale è appellabile e può essere oggetto di un nuovo giudizio da parte di un giudice diverso.
Esiste, inoltre, come terzo grado di giurisdizione anche il giudizio della corte di Cassazione. Tale giudizio, però, riguarda solo la legittimità delle sentenze, e cioè il modo in cui il diritto è stato applicato al fatto.
Il processo che si svolge davanti al magistrato deve rispettare alcuni principi generali stabiliti dalla Costituzione.
Essi sono, in primo luogo, il rispetto del giudice naturale, così come previsto dall’articolo 25 della Costituzione, e cioè del giudice e della sede giudiziaria cui la legge ordinaria attribuisce la competenza a giudicare determinati fatti.
Ancora, l’articolo 111 della Costituzione stabilisce che tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. Si tratta di una disposizione di grande importanza, perchè costituisce una cautela rispetto alla possibilità che il giudice assuma provvedimenti ingiustificati.
In terzo luogo, l’articolo 24 della Costituzione stabilisce che la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento e che sono assicurati ai più poveri i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. Ciascuno ha il diritto di far valere le proprie ragioni nel processo e di essere assistito da un avvocato.
Si può dire in conclusione che il principio della divisione dei poteri non implica, nell’ordinamento costituzionale italiano, una netta e rigida separazione tra gli stessi, ma richiede le necessarie forme di coordinamento tra i poteri dello Stato per l’armonioso esercizio delle loro funzioni.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai