Logo InItalia

In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

LA COSTITUZIONE

12. La libertà di religione

 

La Costituzione italiana, all’art. 19, riconosce in modo ampio la libertà di religione. Essa viene intesa come libertà di fede religiosa per evidenziare il diritto di ogni individuo di professare la propria fede e di farne propaganda. La libertà di religione viene intesa inoltre come libertà di pratica religiosa, perchè comporta il diritto di esercitarne in privato o in pubblico il culto, cioè di svolgere e di prendere parte a preghiere e riti religiosi. Questa seconda libertà trova un unico limite: non deve trattarsi di riti religiosi contrari al buon costume.
La disciplina della libertà religiosa è collegata a diversi altri principi costituzionali: innanzitutto il principio di eguaglianza che vieta qualunque discriminazione tra gli individui a causa della religione professata.
Nel primo comma dell’art.8 della Costituzione si afferma infatti che “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”.
L’articolo 7 inoltre detta una particolare disciplina dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica. Pertanto gli articoli 7 e 8 vanno considerati nel loro insieme come la regola fondamentale del sistema di relazioni tra lo Stato e le confessioni religiose.
Lo Stato, per regolare le relazioni con le varie confessioni religiose, legifera non direttamente e unilateralmente, ma attraverso patti e convenzioni .
I rapporti con la Chiesa cattolica, sono basati sul sistema dei Patti Lateranensi stipulati nel 1929, mentre i rapporti con le confessioni diverse da quella cattolica, sono regolati da leggi dello Stato emanate sulla base di una previa intesa con le rappresentanze delle varie confessioni ormai presenti nel nostro paese, come è stabilito nell’articolo 8.
L'Accordo di revisione del Concordato, concluso dall'Italia e dalla Santa Sede nel 1984, ha eliminato il principio della religione cattolica come religione di Stato, rafforzando così nel nostro ordinamento il principio di laicità: questo principio deve essere inteso non con indifferenza verso il fenomeno religioso ma come eguale distanza nei confronti di tutte le confessioni religiose.
L’importanza che lo Stato, rimanendo laico, riconosce al fenomeno religioso è dimostrata anche da varie leggi, come quelle che assicurano agevolazioni fiscali agli enti religiosi e consentono ai contribuenti di versare a tali enti una parte delle proprie imposte sui redditi.
Stato e Chiesa Cattolica devono essere indipendenti e autonomi infatti sono posti sullo stesso piano.
Viene, così, sancito l’importante principio della separazione dei rispettivi ordinamenti e della rispet¬tiva indipendenza. Viene riconosciuta, inoltre, la piena autonomia delle confessioni diverse dalla religione cattolica e il loro diritto di organiz¬zarsi adottando liberamente propri statuti, che non devono essere in contrasto con i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato.

OLGA – l’incontro tra religioni diverse e il dialogo interculturale come si vive qui ad Assisi?-
FRATE - sono tanti gl’incontri, anche questo incontro con voi è un incontro interculturale e interreligioso. Soprattutto con i tanti pellegrini che vengono qui ad Assisi ad attingere un anelito di pace dal cuore di Francesco -
Nel filmato Olga e Salif si ritrovano nella Chiesa di Santa Croce di Assisi, aperta alla preghiera dei credenti di tutte le religioni.-

Proprio Assisi, luogo di incontro e di dialogo tra culture e religioni diverse, patria dell’integrazione, rappresenta la messa in pratica del principio secondo cui la libertà religiosa, riconosciuta e garantita dalla nostra Costituzione, non è riservata ai soli cittadini, ma, in quanto diritto inviolabile della persona, spetta a tutti gli uomini.
La nostra Costituzione, garantisce anche la libertà di non professare alcuna fede, di non essere oggetto di propa¬ganda religiosa e di non essere obbligato a partecipare a pra¬tiche di culto, e di poter modificare la propria appartenenza a una determinata con¬fessione religiosa.
A tal proposito va ribadito che i principi di libertà dei diritti della persona non possono essere violati nel nome di alcuna religione.
L’art. 20, poi, disciplina le associazioni o le istituzioni con finalità religiose o di culto, affermando che la legge non può imporre limitazioni in ragione delle loro finalità, né può disporre imposizioni fiscali per la loro costituzione e il loro funzionamento.
In definitiva la libertà religiosa non deve essere ostacolata da interventi pubblici indirizzati a rendere difficoltosa la pratica del culto.
Una evidente rilevanza per la libertà religiosa presentano, infine, anche le disposizioni costituzionali in tema di libertà di riunione articolo 17, di libertà di associazione articolo 18 e di libertà di manifestazione del pensiero articolo 21.
Il principio stabilito dall’articolo 8 – ossia, quello della eguale libertà di tutte le confessioni religiose – rappresenta uno dei pilastri dell’ordinamento giuridico italiano che si basa sul sistema del pluralismo delle confessioni religiose e sulla libertà religiosa, individuale e collettiva. E come è affermato anche nella carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione dell’aprile 2007 “l’Italia favorisce il dialogo interreligioso e interculturale per far crescere il rispetto della dignità umana e contribuire al superamento di pregiudizi e intolleranza.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai