Logo InItalia

In ITALIA - L'italia e l'italiano per stranieri

In Italia

LA COSTITUZIONE

10. Il principio di eguaglianza

 

Le Costituzioni contengono, in genere, norme che si riferiscono al valore supremo della dignità umana.
In Italia l'art. 3 della Costituzione stabilisce che “Tutti i cittadini hanno pari dignità”.
La dignità umana non è tanto un "diritto", quanto il fondamento costituzionale di tutti i diritti che sono collegati allo sviluppo della persona. Si tratta del principio più importante dell’ordinamento democratico, che si fonda sul valore proprio di ogni essere umano.
Dalla pari dignità dei cittadini nella società discende il principio di eguaglianza. L’art. 3 della Costituzione aggiunge, infatti, che tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge.
La Costituzione, dunque, riconosce il principio di uguaglianza, che è parte essenziale della cultura e del modo di pensare di tutti: anche se talvolta questo principio viene violato, appartiene al patrimonio universale la consapevolezza che tutti gli uomini sono uguali nei diritti e nella dignità.
L’eguaglianza è formale e sostanziale.
Secondo l’eguaglianza in senso formale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e non possono essere emanate leggi che creino disparità di trattamento per alcuni.
La legge si applica a tutti - governanti e governati - quindi nessuno può porsi al di sopra o al di fuori di essa e i pubblici poteri non possono fare discriminazioni fra i cittadini.
In questo senso il principio di eguaglianza è strettamente legato al principio di legalità e costituisce la base per l’esercizio di tutti i diritti fondamentali pure presenti nella Costituzione e che caratterizzano la nostra forma di stato.
Per rispettare il divieto di discriminazioni, la legge non può distinguere le persone in ragione del sesso, della razza o dell’origine etnica, della lingua, della religione, delle opinioni politiche o delle condizioni personali e sociali.
L’uguaglianza in senso sostanziale, invece comporta che situazioni uguali vengano trattate in modo uguale, ma anche che situazioni diverse vengano trattate in modo diverso.
Non basta, cioè, trattare tutti allo stesso modo: occorre dare a tutti le stesse opportunità e rimuovere i fattori di disparità sociale, culturale ed economica esistenti tra gli appartenenti alla collettività.
Per esempio, hanno lo scopo di realizzare un’uguaglianza in senso sostanziale tra i cittadini, le norme che:
consentono agli studenti provenienti da famiglie con reddito basso di pagare tasse universitarie meno alte degli altri;
e ancora le norme che prevedono, nelle assunzioni al lavoro, delle quote di riserva in favore dei portatori di han¬dicap;
le norme che sostengono maggiormente lo sviluppo economico nelle aree meno sviluppate del paese;
ed ancora, le norme che concedono finanziamenti ad alcuni tipi di imprese come per esempio: le cooperative, le imprese artigiane, le imprese agricole, a preferenza di altre imprese.
Le norme che consentono a chi ha un basso reddito di pagare meno imposte, cioè tasse minori.
Ed in fine norme che garantiscono la difesa nel processo anche ai cittadini più poveri, attraverso il difensore civico, attraverso cioè un avvocato pagato dallo Stato.
Il principio di eguaglianza sostanziale, dunque, opera soprattutto a favore dei "soggetti deboli", di coloro, cioè, che vedono ostacolata per ragioni economiche e sociali la possibilità di un esercizio effettivo dei diritti.
Per questo, sempre l’art. 3 della Costituzione, impone alla Repubblica l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli che impediscano il pieno sviluppo della persona umana.
L’affermazione del principio di eguaglianza sostanziale, quindi, segna il passaggio allo Stato sociale, allo Stato cioè che si impegna per consentire a tutti di esercitare i diritti sociali.
In sostanza il valore dell’eguaglianza escute la parificazione e le distinzioni immotivate.
Non a caso, la Corte costituzionale ha introdotto, a questo proposito, il criterio della ra¬gionevolezza: la discriminazione pertanto non è considerata incostituzionale se è ragionevole e giustificabile, se cioè ha lo scopo di compensare la situazione di inferiorità in cui alcuni cittadini si trovino.
Infine si considera ormai pacifica l’affermazione secondo cui l’eguaglianza riguarda non solo i “cittadini”, come prevede l’art. 3, ma anche gli stranieri. La Corte costituzionale ha affermato fin dal 1967 che l’eguaglianza vale anche per lo straniero quando si tratti di rispettare i suoi diritti fondamentali.

SALIF: Devo rinnovare il permesso di soggiorno, prima di tutto volevo sapere se posso farlo anche se non sono residente qui?
IMPIEGATA: Nel centro servizio immigrati di questo comune, il comune di Ancona, non è possibile fare questa richiesta. Ma io posso comunque indirizzarlo verso i patronati delle sedi territoriali. Quindi le faccio avere l’elenco dei requisiti che serviranno per fare questa richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno.

Nel filmato Salif si reca al comune di Ancona per il permesso di soggiorno.
L’articolo 16 della Costituzione stabilisce il principio secondo cui ogni cittadino può soggiornare liberamente nel territorio nazionale.
E per effetto dell’adesione dell’Italia all’Unione Europea si può ritenere che la libertà di soggiorno nel territorio degli Stati membri spetti sia ai cittadini dell’Unione Europea sia ai cittadini di altri stati che siano però regolarmente residenti sul territorio di uno Stato membro.
Il fenomeno dell’immigrazione da un paese non appartenente all’Unione Europea, invece, è regolato dalla legge ordinaria che, riconoscendo agli stranieri i diritti fondamentali della persona, stabilisce però che essi siano soggetti a limitazioni per l’ingresso e il soggiorno nel nostro territorio.
Non si tratta, tuttavia, di una violazione del principio di eguaglianza ma di un trattamento diverso tra cittadini e stranieri che è giustificato da interessi generali: in primo luogo quello di garantire un’ordinata convivenza civile e in secondo luogo quello di conciliare l’ingresso de lavoratori stranieri con le esigenze del mercato del lavoro italiano.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai