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In Italia

LA COSTITUZIONE

5. La casa

 

Oggi parliamo di quello che a nessuno di noi dovrebbe mancare: la casa.
Lo Stato deve garantire al maggior numero possibile di cittadini un diritto sociale, quale è appunto quello dell’abitazione.
Esso rientra tra i diritti inviolabili dell’uomo, riconosciuti e garantiti dall’articolo 2 della Costituzione, e trova un riconoscimento espresso nell’art. 25 della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nell’art. 11 del patto internazionale dei diritti economici, sociali e culturali.
L’abitazione costituisce indubbiamente, per l’ importanza che riveste nella vita di ogni uomo, un bene primario che deve essere tutelato in modo adeguato e concreto.
La casa è il luogo in cui si riunisce la famiglia; in essa l’individuo cresce.
I giovani che intendono, formare una nuova famiglia debbono avere a disposizione una casa per realizzare una intimo legame tra loro.
Per questo, la Costituzione all’art. 47 prevede che la Repubblica debba favorire il diritto alla proprietà dell’abitazione, con misure che possano aiutare le persone più bisognose ad avere un alloggio in proprietà e, quindi, rendendo concreto questo diritto.
In più occasioni la Corte Costituzionale ha affermato che rientra, tra i compiti della Repubblica, quello di favorire l’accesso alla abitazione ai cittadini più deboli. La difficoltà di avere una casa costituisce insomma una delle preoccupazioni alle quali le amministrazioni pubbliche devono offrire risposte efficaci, in particolare attraverso i piani di edilizia economica e popolare.
I riferimenti costituzionali del diritto alla casa” sono gli art. 2, 3 e 32. Infatti le politiche legislative in materia abitativa sono basate sulla tutela dei diritti inviolabili della persona, tutela che è strettamente legata ai compiti che lo Stato ha nel rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale.
Nella Carta dei valori, della cittadinanza e dell’ integrazione dell’ aprile 2007 viene affermato “L’Italia è impegnata perché tutti possano fruire di una abitazione adeguata ai bisogni della propria famiglia e a costi ragionevoli. Chi si trovi in stato di bisogno, o sia costretto a subire costi eccessivi per la propria abitazione, può rivolgersi alle autorità pubbliche o alle associazioni sindacali per ricevere assistenza o ottenere il rispetto dei propri diritti”.

OLGA: E si è trovato in difficoltà?
SOULIMAN: Sicuramente estremamente enormi già per trovare l’affitto. Io per un anno ho cercato una casa in affitto poi però il mio datore di lavoro si è bisticciato per me perché quando andiamo a trovare la casa appena sentono che io sono straniero allora le scuse. E il mio datore di lavoro ha comprato la casa per me intanto ha detto devi pagare l’affitto a qualcuno, allora lo paghi a me e chiudiamo questo discorso.

La vicenda di Souliman chiarisce bene quanto detto fino a questo momento.
L’acquisto della casa è scelta di sicurezza, a maggior ragione, per gli stranieri che vengono e si stabiliscono in Italia.
Tra l’altro, anche la Legge del 2002 che regola questa materia ha previsto che il datore di lavoro debba garantire allo straniero regolarmente soggiornante in Italia la disponibilità di un alloggio.
L’art. 14 della Costituzione prevede che il domicilio non deve essere violato, esso è un “confine” che non può essere superato senza consenso. Nel sistema dei diritti fondamentali, la libertà di domicilio rappresenta l’espressione più tipica della libertà personale. Tutelando il domicilio, l’ordinamento garantisce la persona stessa, perché protegge il luogo in cui si svolge la sua vita.
Il domicilio è in altre parole “un prolungamento della libertà personale”.
L’importanza del domicilio, è tale che la Costituzione ne prevede dei limiti solo per la tutela di altri e più importanti interessi generali.
La libertà di domicilio viene protetta dalla Costituzione allo stesso modo in cui viene tutelata la libertà personale.
L’inviolabilità del domicilio, infatti, può essere superata solo per consentire l’esecuzione di perquisizioni, sequestri ed ispezioni nei casi stabiliti dalla legge e con le garanzie prescritte a tutela della libertà personale.
può inoltre, essere limitata per motivi di sanità e di incolumità pubblica o per fini economici e fiscali.
La libertà di domicilio non è garantita solo alla persona fisica ma anche alle formazioni sociali cioè a gruppi, associazioni, partiti, sindacati, società, come indicati nell’art. 2 della Costituzione.
Il codice penale prevede reati che puniscono le violazioni della libertà di domicilio fatte sia dai privati che dai pubblici ufficiali.
E’ anche previsto il reato di “interferenza illecita nella vita privata”, cioè il reato che compie chi con l’uso di strumenti di ripresa visiva e sonora si procura notizie ed immagini della vita privata altrui. Come pure è stato punito l’accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e l’uso illegittimo di codici d’accesso. A conclusione di quanto abbiamo detto nel corso di questa puntata possiamo affermare che per la Costituzione la libertà personale si realizza anche nel diritto ad avere un domicilio ed una casa sia per i cittadini italiani e sia per tutti gli immigrati che vengano a vivere nel nostro Paese.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai