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In Italia

LA COSTITUZIONE

4. Il volontariato

 

L’art. 2 della Costituzione italiana riconosce la centralità della persona umana – dei suoi valori e dei suoi bisogni, non solo materiali, ma anche spirituali.
Lo Stato diviene perciò strumento posto al servizio della persona.
Riconosce i diritti inviolabili della persona: ciò vuol dire che non li attribuisce, ma li garantisce perché questi diritti esistono da prima della nascita dello Stato, e quindi appartengono già alla persona umana.
I diritti sono definiti inviolabili, nel senso che la Repubblica non può cancellarli in alcun modo.
Alla base di tutto il sistema dei rapporti tra lo Stato e le singole persone c’è prima di tutto l’esigenza del rispetto per la dignità dell’uomo.
Questi diritti vengono riconosciuti alla persona non solo quale “singolo individuo”, ma anche quale componente di formazioni sociali cioè di componente delle comunità territoriali, delle associazioni, della vita politica e sindacale, dei gruppi economici e della famiglia dove si svolge la sua personalità.
Queste stesse comunità sono quindi protette nei confronti dello Stato dall’ articolo 2 della Costituzione.
La norma si basa su una concezione dell’uomo inserito nella società ed in relazione con gli altri.
Per questo, la norma richiede che vengano rispettati i “doveri inderogabili” di “solidarietà politica, economica e sociale”.
Ma se ci sono dei diritti ci sono anche dei doveri.
E’proprio grazie ai doveri che viene garantita la solidarietà politica attraverso il funzionamento dello Stato ad esempio, il dovere di difesa della Patria, quello della fedeltà alla Repubblica e di rispetto della Repubblica e delle leggi, il dovere “civico” di voto, il dovere di pagare le imposte e le tasse.
Ci sono poi, doveri di carattere etico - sociale come per esempio: i doveri familiari, i doveri sanitari, i doveri scolastici e ci sono infine, quelli di carattere economico cioè i doveri nascenti dai limiti all’iniziativa privata e alla proprietà privata. Tutti insieme contribuiscono a creare uno “Stato sociale di diritto”, che assicuri le garanzie di “solidarietà” per il benessere minimo della comunità.
Le formazioni sociali sono delle comunità costituite volontariamente il cui fine è il pieno sviluppo della persona umana.
Lo Stato deve riconoscere e rispettare questi gruppi, come necessarie articolazioni del tessuto sociale, e non deve interferire nella loro vita interna; d’altra parte, gli individui partecipano attivamente alla vita dello Stato anche attraverso queste formazioni.
La Costituzione in oltre prevede all’articolo 18, la libertà della nascita e delle attività delle associazioni.
La libertà di associazione può definirsi una libertà strumentale e infatti la Costituzione la garantisce perché la considera indispensabile per favorire lo sviluppo della persona umana e per consentire la partecipazione dell’individuo alla vita economica, politica e sociale del Paese.
Tra le formazioni sociali ci sono anche le associazioni di volontariato.
L’azione del volontariato è sostenuta da alcune irrinunciabili caratteristiche morali: la spontaneità, il servizio agli “ultimi”, la gratuità, la continuità, e soprattutto la capacità di ascolto dei bisogni.

Olga- Tu come hai cominciato a lavorare per l’associazione Alouan –
Bhama - Ho cominciato ha lavorare per Alouan da settembre 2007 perché la città di Torino ha lanciato un bando che si chiama “Se non ora quando” che cercavano giovani volontari di seconda generazione che provenivano dalle famiglie emigrate. E io sono stata scelta insieme ad altri ventiquattro giovani . –

L’esperienza di volontariato che vive Bhama, è una dimostrazione di piena integrazione, perché all’estensione anche allo straniero dei diritti di libertà riconosciuti dall’art. 2 della Costituzione si accompagna pure l’adempimento dei doveri irrinunciabili di solidarietà.
La realtà del volontariato richiama anche il principio di sussidiarietà. Questo principio si fonda sull’ idea che nei rapporti sociali tra lo stato, le istituzioni pubbliche e l’ autonomia dei cittadini, vada lasciato il maggior spazio possibile all’autonomia privata piuttosto che all’ intervento pubblico.
L’azione dello Stato e degli altri poteri pubblici deve rispettare il principio di sussidiarietà e creare situazioni favorevoli al libero esercizio dell’attività economica; essa deve ispirarsi al principio di solidarietà e stabilire dei limiti all’autonomia delle parti per difendere quella più debole.
La solidarietà senza sussidiarietà, rischia di diventare assistenzialismo, mentre la sussidiarietà senza solidarietà rischia di alimentare l’egoismo.
Per rispettare questi due principi fondamentali, l’intervento economico dello Stato non deve essere né invadente né carente, bensì proporzionato alle reali esigenze della società.
In conclusione sussidiarietà, solidarietà e libertà appaiono come valori strettamente legati.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai