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In Italia

LA COSTITUZIONE

3. Il voto

 

Il tema della puntata di oggi riguarda la democrazia rappresentativa e il diritto di voto nel quadro della parità dei diritti.
La democrazia è la forma di governo caratterizzata da una partecipazione attiva del popolo alla vita politica del paese.
Quella italiana è una democrazia rappresentativa, in cui il popolo, al quale appartiene la sovranità, dà mandato al Parlamento di rappresentarlo secondo le regole della maggioranza.
Il Parlamento viene eletto da tutti i cittadini che hanno diritto di voto.
Una delle maggiori conquiste delle moderne democrazie è il suffragio universale cioè, l’estensione del diritto di voto a “tutti i cittadini, uomini e donne che hanno raggiunto la maggiore età”. Come prevede anche l’articolo 48 della Costituzione l’ammissione al voto non è legata a motivi economici, culturali, di religione o di sesso.
Questa uguaglianza rispetto al diritto di voto è una delle più concrete manifestazioni della parità dei diritti di cui godono i cittadini come tutelata dall’art. 3 della Costituzione.
Il voto, secondo quanto previsto dallo stesso articolo 48, ha le seguenti caratteristiche:
- è personale: l’unico modo per votare è quello di recarsi personalmente al seggio e di segnare sul la scheda la propria scelta;
- il voto è eguale: non ci sono voti che valgano più di altri, ogni voto ha lo stesso valore e concorre nello stesso modo alla formazione della volontà popolare, da chiunque sia espresso;
- il voto è libero: ad ogni elettore deve essere concessa la facoltà di attribuire il proprio voto a chi ritenga più meritevole della sua fiducia, senza alcuna imposizione da parte di altri;
- il voto è segreto: proprio per tutelare la libertà del voto e per proteggere l’elettore da possibili pressioni esterne.
La Costituzione italiana, ancora all’articolo 48, stabilisce che l’esercizio del diritto di voto costituisce l’adempimento di un “dovere civico” che favorisce lo sviluppo della comunità, ma non è anche un obbligo: ciò vuol dire che nessuno può essere costretto a recarsi alle urne per votare.
L’esercizio del diritto di voto è strumento prezioso nelle mani dei cittadini per orientare le attività e le scelte politiche, in altri termini per partecipare alla vita del Paese.
Oggi, il voto spetta soltanto ai cittadini italiani.
Da più parti tuttavia viene proposto di prevedere anche per gli stranieri stabilmente residenti nel nostro Paese il diritto di voto nelle elezioni amministrative, riconoscendo anche ad essi la possibilità di partecipare nelle decisioni relative alle comunità locali nelle quali vivono.

Olga - Quali sono le funzioni che voi in questo momento svolgete? -
Consigliere – Noi svolgiamo ruolo di consigliere provinciale, ovviamente in questa fase di consultazione ma anche ovviamente in un’ampia coalizione di consiglio per poter iniziare. Una volta eletto l’Ufficio di Presidenza appunto, saremo in grado di poter iniziare a fare delle proposte: presentare mozioni e interrogazioni che riguardano la provincia di Bologna -

Il voto viene in genere attribuito dagli elettori ai partiti politici, che sono associazioni di persone espressamente riconosciute dall’art. 49 della Costituzione. I partiti svolgono un ruolo essenziale contribuendo a determinare la politica nazionale.
I partiti devono farsi carico dei problemi e degli interessi della collettività nel suo complesso, proponendo alle istituzioni le relative soluzioni.
Ogni partito ha idee diverse dagli altri; le soluzioni proposte potranno essere quindi diverse tra loro: il confronto tra i partiti è tipico della democrazia.
La nostra Costituzione prevede anche alcuni istituti di democrazia diretta, attraverso i quali il popolo può far sentire la propria voce senza nessuna mediazione.
Innanzitutto, il popolo può esercitare direttamente l’iniziativa legislativa, secondo quanto previsto dall’articolo 71, proponendo al Parlamento, con la firma di 50.000 elettori, un progetto di legge, che il Parlamento è tenuto a prendere in considerazione.
Ogni cittadino, secondo l’art. 50 della Costituzione, inoltre, può rivolgere petizioni, cioè richieste, al Parlamento, per segnalare situazioni o esporre necessità che hanno bisogno di un intervento legislativo.
Ma il più importante istituto di democrazia diretta, previsto dalla nostra Costituzione è il referendum popolare, che è la richiesta fatta a tutti i cittadini che hanno diritto di voto di pronunciarsi in prima persona su una norma giuridica già approvata o da approvare.
Il diritto di essere eletti è l’altro aspetto del diritto di voto ed esprime nello stesso tempo la condizione di parità dei diritti di cui godono i cittadini.
Infatti, come previsto dall’51 della Costituzione, tutti i cittadini hanno il diritto di eleggere attraverso il voto i propri rappresentanti e contemporaneamente il diritto di avere cariche pubbliche e uffici pubblici in condizioni di eguaglianza secondo i requisiti previsti dalla legge.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai