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CARTOLINE DALL'ITALIA

3. Bologna

 

Bologna, capoluogo dell’Emilia Romagna, viene detta “la rossa, la dotta, la grassa”. “Rossa” per il colore dei mattoni di palazzi e strade, “dotta”, cioè colta, perché famosa per la sua università, prima in Europa e, infine, “grassa” per gli ottimi prodotti della gastronomia, come i salumi, i tortellini, i vini.
Il centro storico si può visitare tranquillamente a piedi, magari cominciando la passeggiata proprio dalle due Torri, simbolo della città: la Garisenda, citata da Dante nel XXXI canto dell’Inferno, e la Torre degli Asinelli da cui si può ammirare tutta Bologna. Da via Ugo Bassi arriviamo in piazza Maggiore, chiamata affettuosamente dai bolognesi “piazza Grande”. Dal 1200 è il centro della città, con il Palazzo del Podestà, il Palazzo Comunale, il Palazzo dei Banchi, il Palazzo dei Notai e la Basilica di San Petronio.
In piazza del Nettuno, si trova la fontana in marmo e bronzo del 1563, che rappresenta Nettuno, il dio delle acque e, ai suoi piedi, i grandi fiumi allora conosciuti: il Gange, il Nilo, il Rio delle Amazzoni e il Danubio. Nella stessa piazza c’è il Palazzo Re Enzo, (in cui fu rinchiuso per 23 anni Enzo, figlio dell’imperatore Federico II).
Caratteristici di Bologna sono i portici che corrono lungo le piazze e le vie della città per circa 40 chilometri.
Ma non può mancare una visita al Palazzo detto “dell’Archiginnasio”. Oggi sede della Biblioteca Comunale, fu costruito nel 1563 per riunire in un’unica sede le varie scuole universitarie. Dal 1803, l’università è stata trasferita a palazzo Poggi, in via Zamboni.
Infine, uno dei luoghi più ricchi di fascino e di storia di Bologna è Santo Stefano, un complesso religioso detto anche “delle sette chiese”, formato in realtà da soli quattro edifici.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai