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LA BUSSOLA

18. La tutela del risparmio. L'accesso al credito e gli incentivi per le imprese

 


In questa puntata Olga consiglia a Cesaria di aprire un conto corrente bancario. Sentiamo il perché.

SCENA 3

OLGA: Come procede con la pensione? Ora la ricevi regolarmente?

CESARIA: Sì, vado a ritirarla alla posta ogni mese...

OLGA: Ma perché non chiedi un accredito sul conto corrente? Con l’accredito i soldi arrivano direttamente sul conto...

CESARIA: Beh, non ho un conto mio...

OLGA: Ma allora devi aprire un conto corrente in banca!

CESARIA: Come funziona?

OLGA: Il conto corrente serve per conservare i tuoi soldi in banca. Quando hai dei soldi li porti in banca e fai un versamento. Invece quando hai bisogno di denaro vai in banca e fai un prelievo, cioè chiedi indietro un po’ dei tuoi soldi. Oppure, se hai poco tempo, puoi prelevare i soldi col bancomat o con la carta di credito…

CESARIA: Finora non sono mai riuscita a risparmiare ma adesso devo ricevere un po’ di soldi con la liquidazione e vorrei gestirli meglio…

OLGA: E fai bene… ti darò una mano se vuoi…

Il consiglio di Olga è giusto.

Effettivamente un modo ottimo per conservare i nostri soldi e per averli sempre disponibili, in qualsiasi momento, è avere un conto corrente presso una banca o presso un ufficio postale.

Sul conto corrente possiamo, ad esempio, depositare i nostri risparmi, cioè il denaro che guadagniamo e non spendiamo. Potremo prelevare il denaro depositato sul conto corrente da qualsiasi sportello bancario o postale in qualsiasi momento attraverso una carta magnetica, il bancomat, che ci viene data dalla banca dove abbiamo aperto il conto corrente, se la richiediamo.

Potremo anche pagare alcune cose utilizzando gli assegni bancari o postali, come giustamente spiega Olga a Cesaria.

SCENA 5

CESARIA: Senti, Olga… a proposito del conto corrente… vorrei andare in una banca e aprirlo… mi aiuti a capire cosa devo fare?

OLGA: Certo! Così puoi chiedere anche un libretto degli assegni.

CESARIA: Ma come funziona?

OLGA: Quando apri un conto corrente, la banca o la Posta ti danno un libretto di assegni. Gli assegni si usano al posto dei soldi: devi scrivere su un assegno la cifra e il nome della persona che devi pagare, poi firmi e quella persona va in banca a cambiare l’assegno o a versarlo sul suo conto. Ma vieni, vediamo come aprire un conto...

Esistono anche delle carte prepagate, utili per fare acquisti soprattutto online, su Internet, come quella che Salif vuole regalare a Fela per la sua laurea.

SCENA 4

SALIF: Ho pensato a un regalo per te… ma voglio parlarne ora perché è una cosa che ti potrebbe servire già adesso!

FELA: Ma zio… già fai tanto per me! Non preoccuparti del regalo…

SALIF: Zitto! Decido io! Voglio regalarti una carta prepagata! Sarà utile quando vuoi comprare qualcosa su internet! Ci metterò un po’ di soldi, quello che posso, come regalo per la laurea… poi quando sarà possibile, verseremo in banca altri soldi….

Pensate che la Costituzione italiana dà un grande valore al risparmio in quanto l’articolo 47 afferma che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme” (art. 47 Costituzione). La nostra Costituzione prosegue affermando anche che la Repubblica “disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito”, cioè l’altra faccia della medaglia del risparmio.

Se, infatti, dobbiamo acquistare qualcosa, come ad esempio una casa, o anche una macchina o una moto, o un televisore, o una lavatrice, e non abbiamo tutti i soldi necessari, possiamo ricorrere al credito, cioè chiedere che una banca o le poste italiane ci finanzino la somma necessaria. Possiamo chiedere un finanziamento anche alle società finanziarie autorizzate dalla Banca d’Italia a svolgere questo tipo di attività.

Con il denaro finanziato potremo acquistare, ad esempio, beni o servizi di consumo.

Il cosiddetto “credito al consumo”, cioè il finanziamento concesso al consumatore per comprare un bene o un servizio (pensiamo a un televisore o a un viaggio) è regolato dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (artt. 121 e segg. del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385), e dal Codice del Consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 20), aggiornati nel 2010 (decreto legislativo 13.8.2010 n. 141) dopo la direttiva del 2008 dell’Unione Europea (direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo 2008/48/CE del 23.4.2008 relativa ai contratti di credito ai consumatori), intervenuta per porre un freno all’abuso del credito al consumo e all’indebitamento dei consumatori per l’acquisto di beni e servizi.

Il Testo Unico Bancario e il Codice del Consumo prevedono norme per proteggere il consumatore, prescrivendo, ad esempio, in suo favore la possibilità di recedere liberamente dal contratto di credito (cioè rinunciarci), senza costi aggiuntivi o penali, entro 14 giorni dalla sottoscrizione e, nel caso di contratti di credito a tempo indeterminato, puo’ farlo in qualsiasi momento. (artt. 125 ter e 125 quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385).

La banca o la società finanziaria hanno l’obbligo di informare dettagliatamente il consumatore sulle condizioni del finanziamento, altrimenti il contratto è invalido; inoltre, se il bene o il servizio oggetto del contratto di finanziamento non è stato consegnato, il consumatore può sospendere il pagamento delle rate e richiedere lo scioglimento del contratto.

Più ampi sono diventati i poteri di controllo e di vigilanza della Banca d’ Italia sulle società e sugli intermediari finanziari che erogano credito al consumo e molto più difficile è diventato il loro accesso al mercato. Si richiedono maggiori requisiti di professionalità, di onorabilità, e di capacità economica, che dovrebbero assicurare affidabilità e correttezza.

Possiamo chiedere un finanziamento anche per realizzare progetti di lavoro e imprenditoriali, proprio come vuole fare Salif.

SCENA 4

SALIF:

Ora voglio chiedere un piccolo finanziamento in banca… per cominciare ….

In questo caso, se il finanziamento serve ad intraprendere una nuova attività ,il neo imprenditore dovrà garantire con i suoi beni personali l’istituto che lo finanzia.

Se si è giovani tra i 18 e 35 anni, anche in cerca di un primo impiego o disoccupati, Invitalia, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, (www.invitalia.it) che agisce su mandato del Governo, sostiene la realizzazione e l'avvio di piccole attività imprenditoriali (anche in forma associativa) o la creazione di nuove imprese o l’ampliamento di imprese esistenti.

Invitalia lo fa attraverso la concessione di contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato, nonché servizi di assistenza tecnica per l’avvio dell’attività.

Per accedere alle agevolazioni occorre presentare una domanda a Invitalia contenente il progetto d'impresa e sostenere un colloquio (D.Lgs 21.4.2000 n. 185 "Incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144" - Titolo I e Titolo II).


 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai