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LA BUSSOLA

13. La sicurezza sul luogo di lavoro

 

Avete notato il cartello che Olga trova sulla scrivania del negozio di suo marito Salif?
Come giustamente Salif spiega ad Olga, questo cartello indica l’uscita di emergenza e deve essere obbligatoriamente esposto all’interno del negozio.
L’uscita di emergenza, indicata sul cartello, non è altro che un passaggio che immette in un luogo nel quale le persone sono da considerarsi al sicuro dagli effetti determinati da un incendio o da altre situazioni pericolose.
A tale proposito, il datore di lavoro è obbligato a provvedere affinché le vie di circolazione che conducono a uscite o a uscite di emergenza e le stesse uscite di emergenza siano sgombre allo scopo di consentirne l'uso in ogni caso. Non solo. Le vie e le uscite di emergenza devono essere evidenziate da apposita segnaletica collocata in luoghi appropriati. Questo è uno dei molteplici obblighi, imposto dalla legge, a carico del datore di lavoro, al fine di proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori. Ma non è l’unico. E’ previsto, infatti, l'obbligo per il datore di lavoro di sottoporre i luoghi di lavoro a manutenzione tecnica, eliminandone i difetti che possano pregiudicare la salute e la sicurezza di chi vi opera. Tocca poi sempre al datore di lavoro provvedere all'igiene degli ambienti e verificare l'efficienza dei dispositivi di sicurezza.

Ma ora affrontiamo un altro argomento.
Salif dice a Olga che alla guida di una bicicletta non è obbligatorio il casco. Ma, per quanto il casco sia un dispositivo di sicurezza non obbligatorio alla guida di una bicicletta, salvo che per i ciclisti professionisti, è sempre consigliato in quanto può evitare che una caduta abbia gravi conseguenze. Non dimentichiamo, però, che il casco protettivo per la testa, è invece, obbligatorio sia per il conducente sia per il passeggero di un veicolo a due ruote, senza limite di età. Tale obbligo è previsto dal Codice della Strada che, come sappiamo, regola la circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali sulle strade al fine di tutelare la sicurezza delle persone. Il casco protettivo non solo deve essere indossato ma deve essere anche ben allacciato e conforme ai tipi omologati secondo la normativa stabilita dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La violazione di questo obbligo comporta l’applicazione di una multa e il fermo amministrativo del veicolo e quando il mancato uso del casco riguarda un minore trasportato, della violazione risponde il conducente.
Ma quando un casco è omologato? Il casco deve essere omologato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e deve riportare al suo interno delle sigle significative mediante le quali il costruttore garantisce la corretta modalità di fabbricazione.
Insomma, Salif ha consigliato bene a Karim di indossare il casco in bicicletta perché anche se non è obbligatorio è consigliabile indossarlo per tutelare la propria incolumità e sicurezza.

 
Ministero della Pubblica Istruzione   Rai